23 Novembre 2020
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La settimana di preghiera per l´unità dei cristiani

14-01-2017 10:21 - Ecumenismo
Mercoledì 18 gennaio incontro ecumenico di preghiera alle ore 21 nella chiesa di S. Vito

Settimana di preghiera per l´Unità dei cristiani quest´anno si svolge dal 18 al 25 gennaio e trova il titolo e il tema nell´espressione paolina «L´amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione» (cfr 2 Cor 5,14). A Lucca, l´appuntamento principale è sicuramente quello fissato per mercoledì 18 gennaio alle ore 21 quando, nella chiesa di San Vito, si terrà l´incontro ecumenico di preghiera. Saranno presenti, tra gli altri, l´arcivescovo di Lucca Italo Castellani, padre Liviu Marina per la Chiesa Ortodossa-Romena di Lucca, e Samuele del Carlo per la Chiesa Valdese di Lucca. Don Maruo Lucchesi, delegato Cet per l´Ecumenismo e direttore dell´Ufficio diocesano di Lucca per l´Ecumenismo, fa l´elenco dei princiapli avvenimenti ecumenici del 2016: «l´incontro di papa Francesco con il patriarca di Mosca Kirill a Cuba, nel febbraio 2016. A Lesbo, il fenomeno della migrazione, ha visto uniti il L patriarca Bartolomeo, l´arcivescovo ortodosso di Atene Ieronimus e papa Francesco. A fine settembre, a Chieti, la Chiesa cattolica e quella Ortodossa hanno raggiunto l´accordo su "Primato e sinodalità", riguardante la questione dibattuta del Papato, cioè di come condividere storicamente l´esercizio del primato del vescovo di Roma nel contesto sinodale, che è fondamentale per la comunità ortodossa. Ai primi di ottobre, a Roma, cattolici e anglicani hanno celebrato il cinquantesimo anniversario dell´avvio de dialogo anglicano-cattolico e l´apertura del Centro anglicano a Roma. In questa occasione, nonostante le crescenti difficoltà dovute a scelte di alcune province anglicane, i due leader hanno affermato "condividiamo una fede comune e in misura sostanziale un accordo nella fede". Infine, il 31 ottobre papa Francesco ha aperto la commemorazione del cinquecentesimo anniversario della Riforma con i rappresentanti delle 145 chiese che compongono la Federazione luterana. In questa occasione il Papa ha riconosciuto comi doni della Riforma la centralità del Cristo e della sua Parola». Lo stesso don Mauro si chiede: «Che cosa porta questo alle nostre parrocchie davanti alle difficoltà quotidiane?». Perchè verifichiamo facilmente che la passione ecumenica è piuttosto spenta nelle nostre comunità, a leggere la stampa generalista nazionale poi emergono a volte fronde cattoliche che vivono l´ecumeismo come «risucchiamento» dell´altro e non come cammino comune di conversione. Sul punto don Mauro Lucchesi è fermo: «tutta la Chiesa cattolica è chiamata ancora una volta a riconoscere che i doni del Signore sono ovunque e che i doni degli altri sono anche i doni nostri e viceversa». E aggiunge: «Questo spirito, unito alla certezza che nel cammino già si manifesta e si realizza l´unità, chiede a tutti di avere uno sguardo positivo della realtà, a superare i confini delle parrocchie, talora spessi come muri, per aprirsi alla collaborazione,a trovare l´essenziale nella fede in Cristo e nella centralità del Vangelo: è quanto chiede il cammino pastorale di quest´anno. Uno sguardo positivo – che è frutto dello Spirito che agisce ovunque – ci spinge a sentire la sintonia con i fratelli cristiani di ogni Chiesa che sono presenti in quasi tutte le parrocchie ma che di solito rimangono invisibili e non sono avvicinati anche se dalle loro esperienze di fede potremmo accogliere grandi doni. Infine, il sentire ecumenico, cioè universale, ci chiede di condividere le sofferenze delle Chiese perseguitate che ci testimoniano una fedeltà fino al martirio; abbiamo il dovere di sostenerle almeno con una costante preghiera di intercessione». Ricordiamo infine che il 17 gennaio è la giornata di per l´approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei.



Fonte: ToscanaOggi - Lucca
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Vengono piangenti e imploranti; li guido,
li conduco ai torrenti, per una via diritta
dove non inciamperanno”
(Geremia 31,9)




Salmo della settimana : 126


Lunedì 23 Novembre

Così parla Colui che è l Alto, l eccelso, che abita l eternità, e che si chiama il Santo. «Io dimoro in luogo eccelso e santo, ma sto vicino a chi è oppresso e umile di spirito per ravvivare lo spirito degli umili per ravvivare il cuore degli oppressi» (Isaia 57,15)
Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose (Marco 6,34)

Quando, nelle dimostrazioni che il mondo sa dare, vengono a mancare il conforto e l aiuto, in abbondanza viene in aiuto lui, il Creatore stesso, e inclina i suoi occhi paterni verso coloro che altrimenti non trovano riposo. Date al nostro Dio la gloria!
Johann Jakob Schutz

Ebrei 12, 18-25; II Pietro 2, 1-11




Preghiera


Ai tuoi piedi, Signore,
esponiamo il carico pesante
delle nostre perplessità, dei nostri affanni.
Attendiamo da Te sostegno, conforto e guida.
Soccorri coloro che sono nel bisogno,
consola quanti sono
variamente afflitti ed affretta
l avvento del Tuo Regno
di amore e di pace
su tutta la terra.
Amen
pst. M.Affuso


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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