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La sartoria "African Style", che accoglie e offre occasioni di lavoro

12-03-2018 09:31 - News
Avviata con i fondi dell´8x mille della chiesa valdese, oggi dà lavoro a immigrati e italiani, tutti soci della cooperativa

Lavorano i tessuti coloratissimi con i disegni africani per ricavarne abiti, sciarpe, borse, bomboniere e biancheria per la casa. Sono tre immigrati e una italiana, tutti soci della cooperativa sociale Irepo African Style che 2 anni fa, grazie al sostegno dei fondi dell´8x1000 della chiesa valdese, ha aperto i suoi battenti a Palermo. Si tratta del primo negozio al dettaglio in Italia di questo genere, La "mission" della sartoria è accogliere, proponendo un lavoro qualificato, chi dopo una situazione di disagio sociale ed economico, voglia imparare un mestiere. A parlare delle soddisfazioni ma anche delle difficoltà che questo comporta è il fondatore Antonino Leone Puntarello, 60 anni, da oltre venti volontario della chiesa valdese del centro diaconale La Noce e dell´associazione onlus di promozione sociale Pellegrino della terra, che aiuta le donne immigrate ad uscire da povertà e da tutte le forme di violenza e sfruttamento.

A parlare della sua esperienza lavorativa è la giovane nigeriana Angela Amos, da 9 anni a Palermo. "Non sono finita in strada grazie all´aiuto dell´associazione Pellegrino della Terra. Ho imparato a lavorare i tessuti - dice emozionata -. Questo lavoro mi piace moltissimo perché cucire i tessuti con i nostri disegni africani mi fa sentire un poco in Africa. Il mio desiderio è quello di continuare ad avere una buona vita sposandomi per farmi una famiglia. Grazie al mio lavoro riesco ad aiutare anche i miei tre fratelli e una sorella rimasti a studiare nel mio Paese. A Palermo, in tanti mi hanno accolto con amore e sto veramente bene. In Nigeria tutto è, invece, molto diverso perché i problemi siano tanti e c´è il forte bisogno di impegnarci per aiutare le persone da qui".

"La linfa vitale che mi ha spinto ad intraprendere questa bella avventura - racconta sorridente Puntarello - è stato ed è tuttora l´impegno mio e di mia moglie da volontari presso la chiesa valdese a cui apparteniamo. L´idea è nata come progetto successivo a un laboratorio sartoriale di inclusione sociale operato dal Pellegrino della terra e dal centro diaconale valdese la Noce. La cooperativa è nata proprio per dare un futuro lavorativo attivo che andasse oltre la logica di assistenza".

"Siamo una famiglia - aggiunge - Con noi abbiamo una giovane nigeriana, una ganese, un ragazzo del Camerun e una italiana. Sono persone che hanno alle spalle storie di sofferenza diversa e che oggi si impegnano con passione per avere un futuro diverso come soci lavoratori. Naturalmente questo fa inquadrare tutto in una prospettiva diversa, che è quella di impegnarsi per produrre ciò che si può offrire alla gente, sempre con l´obiettivo sociale alto di aiutare il prossimo".

L´intento è anche quello di fare acquisire quella competenza professionale che possa spingere poi a mettersi anche in proprio. Come sta avvenendo a Ester, che a breve aprirà un piccolo negozio nel centro storico. "Il nostro desiderio è quello di riuscire a dare delle opportunità lavorative a roteazione. Ester continuerà a comprare i tessuti da noi ma è importante che si metta in autonomia. Appena lei spiccherà il volo faremo a fine marzo un altro inserimento lavorativo magari per la realizzazione artigianale di coppole". "Le esigenze occidentali sono diverse da quelle africane ma riusciamo in qualche modo a conciliarle. Molti africani comprano i tessuti da noi e abbiamo molte commissioni di italiani. Per riuscire a camminare con le nostre gambe avremmo bisogno anche di una brava progettista che ci aiutasse a partecipare ai bandi - continua Puntarello -. L´otto x mille ci ha finora finanziato con 60 mila euro, il che ci ha permesso di garantire a tutti i contratti part-time. Il nostro fatturato è però di 25 mila euro l´anno e da soli non potremmo farcela. Non sappiamo fino a quando potremo avere questo sostegno della chiesa valdese e perciò occorrerebbe capire quali strade intraprendere per il futuro. L´Italia purtroppo, con tutte le sue tasse, non premia chi vuole portare avanti un impegno socio-lavorativo forte. La nostra è una scelta etica significativa ma sappiamo che tanti, pur di sbarcare il lunario, rischiano lavorando in nero". (set)


Fonte: redattoresociale.it

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UN GIORNO UNA PAROLA

BUONA DOMENICA

DOMENICA 30 SETTEMBRE - 19ª DOPO PENTECOSTE

Questo è il comandamento che abbiamo ricevuto da lui: che chi ama Dio ami anche suo fratello (I Giovanni 4,21)

Salmo della settimana: 56
Testi per il culto pubblico: Marco 12,28-34; Romani 14,17-19
Predicazione: Giacomo 2,1-13

Testi del giorno:

Nella mia angoscia invocai il Signore; il Signore mi rispose e mi portò in salvo (118,5)

In Cristo Gesù abbiamo la libertà di accostarci a Dio, con piena fiducia, mediante la fede in lui (Efesini 3,12)

Se ero assillato da una forte angoscia, la tua fedeltà mi è stata promessa. Tu hai sorretto chi inciampava e lo strapperai sempre al precipizio. Anche quando non vedevo la strada, la tua parola me l´ha indicata. La meta era vicina.

Jochen Klepper

PREGHIERA

Signore nostro Dio,
dacci di guardare al mondo in
cui ci hai messi con gratitudine,
come allo spazio che ci hai dato
perché ne gioissimo insieme a
tutti gli umani. Dacci di guardare
al mondo in cui ci hai messi
con responsabilità, e non come
padroni che non conoscono
limiti. Dacci di guardare agli
altri umani come esseri solidali
accomunati a noi dai nostri errori
e dalla tua promessa di vita.
Amen

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