25 Settembre 2018
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La sartoria "African Style", che accoglie e offre occasioni di lavoro

12-03-2018 09:31 - News
Avviata con i fondi dell´8x mille della chiesa valdese, oggi dà lavoro a immigrati e italiani, tutti soci della cooperativa

Lavorano i tessuti coloratissimi con i disegni africani per ricavarne abiti, sciarpe, borse, bomboniere e biancheria per la casa. Sono tre immigrati e una italiana, tutti soci della cooperativa sociale Irepo African Style che 2 anni fa, grazie al sostegno dei fondi dell´8x1000 della chiesa valdese, ha aperto i suoi battenti a Palermo. Si tratta del primo negozio al dettaglio in Italia di questo genere, La "mission" della sartoria è accogliere, proponendo un lavoro qualificato, chi dopo una situazione di disagio sociale ed economico, voglia imparare un mestiere. A parlare delle soddisfazioni ma anche delle difficoltà che questo comporta è il fondatore Antonino Leone Puntarello, 60 anni, da oltre venti volontario della chiesa valdese del centro diaconale La Noce e dell´associazione onlus di promozione sociale Pellegrino della terra, che aiuta le donne immigrate ad uscire da povertà e da tutte le forme di violenza e sfruttamento.

A parlare della sua esperienza lavorativa è la giovane nigeriana Angela Amos, da 9 anni a Palermo. "Non sono finita in strada grazie all´aiuto dell´associazione Pellegrino della Terra. Ho imparato a lavorare i tessuti - dice emozionata -. Questo lavoro mi piace moltissimo perché cucire i tessuti con i nostri disegni africani mi fa sentire un poco in Africa. Il mio desiderio è quello di continuare ad avere una buona vita sposandomi per farmi una famiglia. Grazie al mio lavoro riesco ad aiutare anche i miei tre fratelli e una sorella rimasti a studiare nel mio Paese. A Palermo, in tanti mi hanno accolto con amore e sto veramente bene. In Nigeria tutto è, invece, molto diverso perché i problemi siano tanti e c´è il forte bisogno di impegnarci per aiutare le persone da qui".

"La linfa vitale che mi ha spinto ad intraprendere questa bella avventura - racconta sorridente Puntarello - è stato ed è tuttora l´impegno mio e di mia moglie da volontari presso la chiesa valdese a cui apparteniamo. L´idea è nata come progetto successivo a un laboratorio sartoriale di inclusione sociale operato dal Pellegrino della terra e dal centro diaconale valdese la Noce. La cooperativa è nata proprio per dare un futuro lavorativo attivo che andasse oltre la logica di assistenza".

"Siamo una famiglia - aggiunge - Con noi abbiamo una giovane nigeriana, una ganese, un ragazzo del Camerun e una italiana. Sono persone che hanno alle spalle storie di sofferenza diversa e che oggi si impegnano con passione per avere un futuro diverso come soci lavoratori. Naturalmente questo fa inquadrare tutto in una prospettiva diversa, che è quella di impegnarsi per produrre ciò che si può offrire alla gente, sempre con l´obiettivo sociale alto di aiutare il prossimo".

L´intento è anche quello di fare acquisire quella competenza professionale che possa spingere poi a mettersi anche in proprio. Come sta avvenendo a Ester, che a breve aprirà un piccolo negozio nel centro storico. "Il nostro desiderio è quello di riuscire a dare delle opportunità lavorative a roteazione. Ester continuerà a comprare i tessuti da noi ma è importante che si metta in autonomia. Appena lei spiccherà il volo faremo a fine marzo un altro inserimento lavorativo magari per la realizzazione artigianale di coppole". "Le esigenze occidentali sono diverse da quelle africane ma riusciamo in qualche modo a conciliarle. Molti africani comprano i tessuti da noi e abbiamo molte commissioni di italiani. Per riuscire a camminare con le nostre gambe avremmo bisogno anche di una brava progettista che ci aiutasse a partecipare ai bandi - continua Puntarello -. L´otto x mille ci ha finora finanziato con 60 mila euro, il che ci ha permesso di garantire a tutti i contratti part-time. Il nostro fatturato è però di 25 mila euro l´anno e da soli non potremmo farcela. Non sappiamo fino a quando potremo avere questo sostegno della chiesa valdese e perciò occorrerebbe capire quali strade intraprendere per il futuro. L´Italia purtroppo, con tutte le sue tasse, non premia chi vuole portare avanti un impegno socio-lavorativo forte. La nostra è una scelta etica significativa ma sappiamo che tanti, pur di sbarcare il lunario, rischiano lavorando in nero". (set)


Fonte: redattoresociale.it

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UN GIORNO UNA PAROLA

MERCOLEDÌ 19 SETTEMBRE

Il Signore placa il fragore dei mari, il fragore dei loro flutti, e il tumulto dei popoli (Salmo 65,7)

La pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù (Filippesi 4,7)

Vieni, Signore, nella nostra città chiassosa, per mezzo del tuo silenzio, in modo che chi ha perso coraggio chieda e riceva da te la forza per continuare il cammino in mezzo al chiasso e ai conflitti verso la tua eternità.

Hans von Lehndorff

Atti degli apostoli 9,36-42; Ecclesiaste 6,1-12

PREGHIERA

Signore nostro Dio,
dacci di guardare al mondo in
cui ci hai messi con gratitudine,
come allo spazio che ci hai dato
perché ne gioissimo insieme a
tutti gli umani. Dacci di guardare
al mondo in cui ci hai messi
con responsabilità, e non come
padroni che non conoscono
limiti. Dacci di guardare agli
altri umani come esseri solidali
accomunati a noi dai nostri errori
e dalla tua promessa di vita.
Amen

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