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La salvaguardia del creato è un valore universale. Le grandi religioni mondiali unite dalla preoccupazione per i cambiamenti climatici

01-09-2015 13:44 - News
di Matteo De Fazio

Il 1 settembre è la giornata mondiale per la salvaguardia del creato, istituita dalla Conferenza Episcopale Italiana ma con il contributo ecumenico di diverse confessioni religiose. L'impegno delle chiese, però, non sembra essere limitato ad un'unica ricorrenza celebrativa, destinata ad essere sostituita il giorno successivo: l'enciclica papale Laudato sì ha sottolineato come la questione ambientale condiziona strettamente il benessere delle popolazioni mondiali, da poco è stata pubblicata la Dichiarazione internazionale Islamica sui cambiamenti climatici, e da anni abbiamo dichiarazioni Indù, Buddiste e Sikh contro il peggioramento del clima mondiale, come riporta un recente tweet di Greenpeace.


La Conferenza sul Clima di Parigi si avvicina e gli obiettivi con i quali i diversi stati arriveranno all'incontro, non sono sufficienti secondo i climatologi. Abbiamo già parlato dei rifugiati climatici e delle conseguenze che possono avere sugli scenari mondiali ulteriori migrazioni per condizioni di vita inaccettabili. Il quadro è complesso, dunque, e l'impegno delle religioni è interessante da analizzare, per capire come il sistema valoriale di comunità diverse può convergere in un obiettivo comune.

Laura Baldassini, coordinatrice del team Gallo Verde della Chiesa valdese di Milano, racconta come l'impegno si possa trasformare in buone pratiche:

"Oltre ai buoni intenti è importante applicare buone pratiche, non solo per i risultati positivi concreti, ma per la forte opera di testimonianza che questo gesto porta con sé".


Per i Galli Verdi l'appuntamento è dunque a Milano dal 18 al 20 settembre per un simposio internazionale in cui da molte parti d'Europa, Brasile e Stati Uniti diversi gruppi di certificazione ambientale concretizzeranno la missione di creare comunità attraverso la salvaguardia del creato
.





Fonte: Riforma.it - 1 settembre 2015
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
L U G L I O
Versetto del mese
Affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo,
come a tastoni, benché egli non sia lontano da ciascuno di noi

(Atti degli apostoli 17, 27)


Salmo della settimana: 9


Venerdì 23 Luglio

Gli occhi miei prevengono le veglie della notte, per meditare la tua parola (Salmo 119, 148)
Maria serbava in sé tutte queste cose, meditandole in cuor suo (Luca 2,19)

La parola giusta viene dal silenzio e il silenzio giusto viene dalla Parola
Dietrich Bonhoeffer


Luca 22, 14-20; Atti degli apostoli 23, 1-11














Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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