29 Novembre 2020
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La missione della chiesa

29-06-2017 08:44 - News
Siamo chiamati ad aggiornare le forme della nostra testimonianza

Uno dei compiti delle Conferenze distrettuali è l´esame della vita delle chiese, argomento che passa spesso sotto tono perché vi sono temi e progetti più urgenti. Quest´anno la Commissione d´esame lo ha proposto come tema principale della Conferenza del I Distretto, notando che dalle brevi relazioni delle chiese distribuite ai deputati e alle deputate emergono poche informazioni. Dalla relazione di una chiesa si dovrebbe capire da dove si viene e dove si va, cioè quali sono gli aspetti positivi e i problemi del presente, e quali siano gli obiettivi e le prospettive per il futuro. Il modo di annunciare l´Evangelo, che è la missione della chiesa, va infatti sempre rivisto, perché cambia continuamente il contesto in cui la chiesa opera. In uno dei gruppi di lavoro in cui si è discusso la mattina del sabato, si notava che le chiese dovrebbero rivolgersi alla piazza e non all´aia, cioè che i discorsi e le attività dovrebbero essere rivolti anche all´esterno e non solo all´interno. L´ordine del giorno approvato durante i lavori in plenaria riprende questo aspetto, affermando che «siamo chiamati a rivedere le forme della nostra testimonianza, tenendo conto anche del mutato orizzonte spirituale e dell´assetto della società in cui viviamo». Se è importante che in Conferenza distrettuale se ne discuta, è fondamentale però che già nelle chiese ci si confronti sulla presenza e sul compito della chiesa nel nostro tempo e nel nostro territorio. Si è discusso meno sull´altro aspetto presentato dalla Commissione d´esame, che è quello dei conflitti che talvolta spaccano le nostre chiese: è bene soffocarli, o è meglio dare voce in assemblea alle diverse posizioni? Se le chiese, come si è auspicato in conferenza, vorranno riprendere localmente l´esame della propria vita, degli aspetti positivi e negativi e delle prospettive della propria missione, anche i conflitti gestiti positivamente potranno rimettere in cammino delle persone che possono dare ancora un valido apporto alla predicazione e alla testimonianza. L´ordine del giorno approvato invita la Ced a tener conto dei percorsi di riflessione che le chiese vorranno avviare, per metterli a confronto nella prossima giornata distrettuale di incontro dei concistori.
di Paolo Corsani



Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Vengono piangenti e imploranti; li guido,
li conduco ai torrenti, per una via diritta
dove non inciamperanno”
(Geremia 31,9)




Salmo della settimana : 126

Sabato 28 Novembre

Come un uomo consolato da sua madre così io consolerò voi (Isaia 66,13)
Non vi lascerò orfani; tornerò da voi. Ancora un po’, e il mondo non mi vedrà più; ma voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete (Giovanni 14,18.-19)

Mentre procediamo, non siamo privi di consolazione, anche se a volte così sembra. Le nostre forze non sono sufficienti e c è chi, in questa situazione pensa di fallire. Ma non siamo privi di consolazione, non siamo soli e abbandonati. Da tempo Dio si è già impegnato e vuole essere al nostro fianco.
Christoph Zehendner

Apocalisse 21, 10-27; Isaia 56,9-57,13




Preghiera


Ai tuoi piedi, Signore,
esponiamo il carico pesante
delle nostre perplessità, dei nostri affanni.
Attendiamo da Te sostegno, conforto e guida.
Soccorri coloro che sono nel bisogno,
consola quanti sono
variamente afflitti ed affretta
l avvento del Tuo Regno
di amore e di pace
su tutta la terra.
Amen
pst. M.Affuso


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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