08 Aprile 2020
News

La fede a fumetti di Roberto Davide Papini

03-11-2014 15:25 - Bibbia e attualità
Una mostra organizzata a "Lucca Comics" ci ricorda che anche le strisce possono essere occasione di evangelizzazione

Un´esposizione su "Fede a strisce" allestita dentro una chiesa cattolica; una forte presenza di Pagine Ebraiche con l´ottimo dossier "Comics & Jews" e la bella mostra dell´israeliana Rutu Modan; Robert Crumb che, dopo essersi cimentato con una straordinaria versione a fumetti della "Genesi", irride chi segue il primo libro biblico come guida morale e con la consueta diplomazia dice che «cristiani, musulmani ed ebrei sono tutti pazzi». Il complesso e multiforme contenitore di "Lucca Comics & Games" (la più importante rassegna italiana di fumetti e giochi di ruolo) riesce a tenere insieme tutto questo, tra l´altro a pochi metri di distanza, per non citare l´irriverente e corrosivo stand del Vernacoliere che propone le storie del cinico Don Zauker o la contestatissima locandina sul tema preti e pedofilia.

Grande evento commerciale, con ampi spazi culturali (mostre e incontri), "Lucca Comics & Games" non è solo super eroi, cosplayer, fan disneyani, pasdaran bonelliani, seguaci di Zerocalcare e truppe di appassionati di manga. Nella kermesse lucchese, infatti, anche il tema della fede e delle fedi ritorna spesso a volte in maniera esplicita e talvolta in maniera più nascosta, in chiave positiva oppure polemica.

D´altronde, l´invasione di centinaia di migliaia di persone in quattro giorni diventa anche occasione di evangelizzazione e bene lo capiscono alla basilica cattolica di San Frediano (cara ai protestanti perché qui predicava Pietro Martire Vermigli nel ´500) dove non hanno certo paura di accogliere le truppe di fan di fumetti e cartoon vestiti come i loro eroi di carta, ma, anzi, li invitano a entrare con tanto di cartello sulla porta.

In generale, è chiaro che un "palcoscenico" come quello di Lucca sia molto importante anche per il tema religioso. Un aspetto che il Festival di Angouleme (la più importante vetrina europea del fumetto) ha capito da anni con il suo spazio dedicato al fumetto cristiano, e che ora in Italia comincia ad affermarsi.

Così, a Lucca, la mostra "Fede a strisce" (proposta da "Cartoon Club", la simpatica manifestazione riminese diretta da Paolo Guiducci) ha proposto una rassegna interessante di fumetti a tematica religiosa diretta o indiretta. Una rassegna che spazia dai testi agiografici e catechistici su papi e santi vari, a capolavori di grandi maestri come Dino Battaglia e Sergio Toppi; dalle versioni a fumetti della Bibbia (una delle quali curata addirittura da Giovanni Luigi Bonelli, il creatore di "Tex Willer") a racconti paradossali eppure profondi come quello proposto da Leo Ortolani con l´improbabile incontro tra Ratman e Gesù, sorprendente per i numerosi richiami biblici e approfondimenti teologici. Si spazia poi dalla lettura in chiave evangelica dei Peanuts (fondamentale il famoso testo Il Vangelo secondo Charlie Brown di Robert L. Short) e dei Simpson (con Da Bart a Barth di Brunetto Salvarani), fino alla scoperta della gioia dell´amore cristiano nelle pagine di Andy Capp (lo sfaticato personaggio di Reg Smythe) nel racconto del pastore presbiteriano D. P. McGeachy III. Pur sforzandosi di abbracciare un ambito ecumenico e interreligioso (doverosa, per esempio, la citazione del Buddha di Osamu Tezuka), la mostra è molto cattolicocentrica e non solo perché "Cartoon Club" è una rassegna legata al mondo cattolico riminese, ma anche perché in Italia la produzione di fumetti in ambito evangelico-protestante è molto scarsa e quella straniera è poco conosciuta qui da noi. Eppure, nei paesi a maggioranza protestante, ma anche in altre realtà come quella francese, i fumetti sul protestantesimo o di autori protestanti sono numerosi e assai diffusi. E, cosa più importante, non sono considerati solo strumenti catechetici o di intrattenimento per bambini, ma veri e propri testi narrativi ed evangelistici.

Una lacuna da colmare nel nostro panorama editoriale, magari proprio in vista del cinquecentenario della Riforma protestante. E, magari, con una bella presenza riformata proprio a Lucca Comics & Games 2017.

UN GIORNO UNA PAROLA

A P R I L E
Versetto del mese:
“Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile”
I Corinzi 15, 42



Salmo della Settimana: 88

Mercoledì 8 Aprile


Rendimi la gioia della mia salvezza e uno spirito volenteroso mi sostenga (Salmo 51,12)
La vostra tristezza sarà cambiata in gioia (Giovanni 16,20)

Voglio cantare notte e giorno la tua amabilità e, per quanto potrò, donarti me stesso come offerta gioiosa. La mia vita possa trascorrere nel Tuo nome in perenne gratitudine. E il bene che Tu mi hai fatto voglio imprimerlo, più profondamente possibile, nella mia mente.
Paul Gerhardt

Luca 22, 1-6; Marco 15, 1-15



Esseri riconosciuti come figli e figlie di Dio
commento a Giovanni 16, 20
“La vostra tristezza sarà cambiata in gioia”

Il versetto successivo a quello citato dice: “La donna, quando partorisce, prova dolore, perché è venuta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’angoscia per la gioia che sia venuta al mondo una creatura umana”. E Paolo, nella lettera ai Romani, aggiunge: «la creazione geme ed è in travaglio (8, 22) e aspetta con impazienza la manifestazione dei figli di Dio (8, 19)».
Il creato di Dio è ancora in gestazione, e così l’umanità. Quando avverrà il parto, e quando si vedrà la nuova creazione non ci è dato di sapere. Ci è detto che devono essere manifestati i figli di Dio. Dunque occorre che i figli di Dio vengano innanzitutto alla luce. Cioè siano riconosciuti come tali da coloro e da ciò che li circonda.
Ma dove sono i figli di Dio? «Carissimi – scrive Giovanni nella sua prima epistola (3, 2) –, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato quel che saremo. Sappiamo che quando Egli sarà manifestato saremo simili a Lui». Ma che significa questo, nel pensiero delle prime generazioni cristiane? Forse c’è un processo a catena? Prima il Figlio di Dio viene svelato? E come avverrà ciò? E poi toccherà a coloro che il Padre, nel suo amore, (I Giovanni 3, 1) ha riconosciuto come suoi figli?
Ma il mondo – dice sempre Giovanni – non riconosce né costoro né il Figlio unigenito.
Siamo ad una impasse. Qual è la sequenza di eventi che deve svilupparsi perché avvengano parto e nascita della nuova creazione?
Tutto è nella mente e nelle mani del Creatore.
Ma noi abbiamo le nostre responsabilità.
La storia della Chiesa è inequivocabile. Invece di vivere la nostra figliolanza, l’abbiamo svenduta come Esau fece con la sua primogenitura.
Nel racconto delle tentazioni a Gesù nel deserto Satana gli dice: Se sei Figlio di Dio segui le vie consuete della demagogia, dell’inganno, della violenza.
Noi abbiamo ceduto. Solo se torneremo sui nostri passi potremo “affrettare la venuta del giorno di Dio” (II Pietro 3, 17), il giorno della gioia.
Emmanuele Paschetto


Preghiera


Padre, fonte amoroso della vita e della speranza,
ti preghiamo per ogni fratello che geme e piange,
per quanti non riusciamo a confortare;
dona a tutta la gente che soffre, al tuo popolo di miseri e di poveri,
forza nella tribolazione e fiducia nei giorni dell’angoscia.
Concedi a loro e a tutti noi, rinvigoriti dalla tua parola di speranza,
di giungere all’alba della gioia e della resurrezione.

Ravasi



Eventi

[<<] [Aprile 2020] [>>]
LMMGVSD
  12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930   

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery


Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it