07 Luglio 2020
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La discussione sul sermone

19-06-2017 17:35 - News
Sono i giorni delle prove per gli aspiranti pastori, con un dibattito sulla predicazione che potrebbe venir esteso anche in altri momenti nel corso dell´anno

Si chiama " sermone di prova" ed è l´ultimo passo, insieme all´esame di fede , previsto dalle discipline vigenti nell´ordinamento valdese, prima della consacrazione dei nuovi pastori e pastore. Si tratta di un culto pubblico alla presenza di una delegazione del corpo pastorale. Non tutti sanno, però, che dopo il sermone vi è un momento per fare domande, commenti, osservazioni sia tecniche che di contenuto, aperto a tutti presenti: infine la delegazione pastorale esprime e comunica al candidato o candidata l´esito positivo o negativo della prova.

Vale la pena, almeno una volta, partecipare a questi culti, sia per conoscere chi si appresta alla consacrazione, sia per verificare come sarebbe possibile, nelle nostre chiese, alcune volte durante l´anno ecclesiastico, prevedere un approfondimento comunitario sulla riflessione che il predicatore ha presentato. Non si tratta di chiedere un generico, e perciò disordinato dibattito, come il più delle volte succede, dopo qualche " tavola rotonda" ; ma di affrontare questioni rilevanti dal punto di vista teologico, del nostro confessarci credenti in Gesù Cristo, oppure anche di osservazioni pratiche, spesso però decisive, sul modo in cui il sermone è stato pronunciato, con parole difficili o comprensibili, guardando in faccia le persone piuttosto che il foglio scritto, scandendo le parole in maniera chiara.

Il sermone di prova avviene in genere nell´ambito di una conferenza distrettuale, come è successo la settimana scorsa, nel tempio dei Coppieri e del Ciabas, con quattro sermoni di persone attualmente operanti nel 2° distretto. La liturgia è stata un po´abbreviata perché si sono uditi due sermoni e due discussioni. Forse una difficoltà per i candidati è costituita dal fatto che l´uditorio non è quello di una media parrocchia delle Valli. Nemmeno solo un consesso di persone competenti in teologia e pastori, per le quali molte riflessioni potrebbero essere scontate o fin troppo conosciute.

Avendo preso parte al culto dei Coppieri ricavo l´ impressione che, invece, proprio la partecipazione non solo specialistica ma di tutti, sia una risorsa positiva. Ad esempio, stimolata da uno dei sermoni, si è aperta una discussione, che meriterebbe di essere approfondita, sul tema della libertà: libertà data dalla presenza dello Spirito o liberazione che si conquista con la lotta?

Se i candidati pastori pastore devono esser approvati nel loro sermone di prova, tutti noi membri di chiesa possiamo provare a riflettere insieme sul sermone domenicale del pastore o della pastora. Molto meglio che mugugnare all´uscita del culto.
di Marco Rostan


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 24-48

Martedì 7 Luglio

Io, nel mio smarrimento, dicevo: «Sono respinto dalla tua presenza»; a tu hai udito la voce delle mie suppliche, quand’ho gridato a te (Salmo 31,22)
Il figlio di Timeo, Bartimeo, cieco mendicante, sedeva presso la strada. Udito che chi passava era Gesù il Nazareno, si mise a gridare e a dire: «Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me!». E molti lo sgridavano perché tacesse. Gesù, fermatosi, disse: «Chiamatelo!» (Marco 10, 46-48.49)

Tu, solo e unico Dio, potente nella tua bontà, santo e ammirevole in tutte le tue iniziative! Noi veniamo ancora una volta a te, non avendo altro da chiederti che il permesso di vivere della tua grande misericordia. Ti ringraziamo perché ti degni di invitarci e ci esorti a darvi importanza. Tu non ci dimentichi: fa che non ti dimentichiamo! Tu non ti stanchi: impediscici di assopirci! Tu scegli e vuoi per ciascuno di noi ciò che è giusto e salutare: preservaci dalla nostra stessa volontà
E dalla nostra scelta! Noi deponiamo di fronte a te le preoccupazioni, i problemi, le angosce degli altri esseri umani. Ricordati di tutti quelli che qui o altrove, sono in difficoltà! Consola e conforta tutti i malati nel corpo e nell’anima, tutti i bisognosi e in particolare coloro che sono privi di amici e di soccorso umano! Vieni in aiuto ai rifugiati, agli esiliati e a quanti soffrono ingiustamente nel mondo! Concedi a tutti quelli che sperano in te di agire finché è tempo ed esaudisci quelli che hanno un cuore retto! Raddrizza il nostro cuore per poterci esaudire! Tu eri Dio da ogni eternità, lo sei e lo sarai. Noi siamo felici di poter costruire su di te e di riporre in te la nostra fiducia. Amen.
Karl Barth

II Corinzi 2, 5-11; I Re 16, 29-17,6




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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