23 Agosto 2019

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La discussione sul sermone

19-06-2017 17:35 - News
Sono i giorni delle prove per gli aspiranti pastori, con un dibattito sulla predicazione che potrebbe venir esteso anche in altri momenti nel corso dell´anno

Si chiama " sermone di prova" ed è l´ultimo passo, insieme all´esame di fede , previsto dalle discipline vigenti nell´ordinamento valdese, prima della consacrazione dei nuovi pastori e pastore. Si tratta di un culto pubblico alla presenza di una delegazione del corpo pastorale. Non tutti sanno, però, che dopo il sermone vi è un momento per fare domande, commenti, osservazioni sia tecniche che di contenuto, aperto a tutti presenti: infine la delegazione pastorale esprime e comunica al candidato o candidata l´esito positivo o negativo della prova.

Vale la pena, almeno una volta, partecipare a questi culti, sia per conoscere chi si appresta alla consacrazione, sia per verificare come sarebbe possibile, nelle nostre chiese, alcune volte durante l´anno ecclesiastico, prevedere un approfondimento comunitario sulla riflessione che il predicatore ha presentato. Non si tratta di chiedere un generico, e perciò disordinato dibattito, come il più delle volte succede, dopo qualche " tavola rotonda" ; ma di affrontare questioni rilevanti dal punto di vista teologico, del nostro confessarci credenti in Gesù Cristo, oppure anche di osservazioni pratiche, spesso però decisive, sul modo in cui il sermone è stato pronunciato, con parole difficili o comprensibili, guardando in faccia le persone piuttosto che il foglio scritto, scandendo le parole in maniera chiara.

Il sermone di prova avviene in genere nell´ambito di una conferenza distrettuale, come è successo la settimana scorsa, nel tempio dei Coppieri e del Ciabas, con quattro sermoni di persone attualmente operanti nel 2° distretto. La liturgia è stata un po´abbreviata perché si sono uditi due sermoni e due discussioni. Forse una difficoltà per i candidati è costituita dal fatto che l´uditorio non è quello di una media parrocchia delle Valli. Nemmeno solo un consesso di persone competenti in teologia e pastori, per le quali molte riflessioni potrebbero essere scontate o fin troppo conosciute.

Avendo preso parte al culto dei Coppieri ricavo l´ impressione che, invece, proprio la partecipazione non solo specialistica ma di tutti, sia una risorsa positiva. Ad esempio, stimolata da uno dei sermoni, si è aperta una discussione, che meriterebbe di essere approfondita, sul tema della libertà: libertà data dalla presenza dello Spirito o liberazione che si conquista con la lotta?

Se i candidati pastori pastore devono esser approvati nel loro sermone di prova, tutti noi membri di chiesa possiamo provare a riflettere insieme sul sermone domenicale del pastore o della pastora. Molto meglio che mugugnare all´uscita del culto.
di Marco Rostan


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Venerdì 23 Agosto

A te, Signore, la grandezza, la potenza e la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo. (I Cronache 29,11)
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria l’onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono (Apocalisse 4,11)

Tu sei più d’ogni cosa / Come è possibile cantarti? / Potrà mai la parola celebrarti, se nessuna voce può esprimerti?/ Ogni cosa parla diTe / Ciò che ha voce e ciò che non ha voce / Ogni cosa onora Te / Ciò che ha intelletto e ciò che non ha intelletto / A Te si innalzano i desideri di tutti / A Te le sofferenze di tutti / Tutto il creato supplica Te / quanto comprende il Tuo universo / a Te eleva un inno silenzioso
Gregorio di Nazianzio

Geremia 1, 11-19; Matteo 11, 20-24


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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