26 Settembre 2020
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La confessione cattolica al (tele)comando

29-02-2016 10:53 - Documenti
Marzo: «il privilegio della chiesa cattolica sulle tv italiane è enorme e lede il diritto all´informazione del telespettatore».

Il 24 febbraio è stato presentato alla Camera dei Deputati il V rapporto sulle confessioni religiose e tv della Fondazione Critica Liberale che prende in esame la presenza delle religioni nelle principali televisioni nazionali. Dal rapporto emerge come nei programmi dei principali canali televisivi siano centellinate le informazioni ma non necessariamente contenuti e cultura legati al mondo della fede, con una grande sproporzione verso la chiesa cattolica. «Quelle poche informazioni di contenuto vengono affidate ai soggetti non cattolici che però vengono relegati alle fasce orarie notturne» dice Enzo Marzo, direttore della rivista Critica Liberale.

Da dove parte la ricerca?

«Nostre precedenti ricerche sulla secolarizzazione indicavano una progressivo allontanamento dei comportamenti dei cittadini dai dettami della gerarchia ecclesiastica e volevamo vedere se a questo corrispondeva un parallelo atteggiamento dei mass media televisivi. Ci siamo rivolti alla società che fa i monitoraggi per l´Agcom, l´agenzia delle comunicazioni, per avere dei risultati scientifici e affidabili. Fare la ricerca è molto complicato, perché occorre monitorare 24 ore su 24 sette reti generaliste per tutta una stagione, ovvero dal 1 settembre al 31 agosto, tutti i telegiornali, tutte le trasmissioni a carattere religioso, le produzioni televisive, cinematografici, i documentari con soggetti confessionali, 12 talk show e molto altro. I dati quest´anno sono veramente catastrofici».

Perché?

«Perché indicano che nella tv, privata e pubblica ma in quest´ultima è più grave, c´è un totale monopolio della chiesa cattolica nei confronti delle altre confessioni religiose. Tutti i dati che emergono rivelano due cose importanti: tutta questa massa di informazione è propaganda, se si vanno a vedere tutti i contenuti non vi è discussione sui fatti della fede o dibattito tra le religioni; secondo punto importante è che il privilegio alla chiesa cattolica è talmente forte e schiacciante che altre religioni sono assolutamente inesistenti sulle reti, come per esempio l´Islam».

Qualche esempio?

«Nelle trasmissioni religiose vediamo come l´anno scorso l´Islam compariva per 7 minuti. Quest´anno nemmeno quelli: 0 minuti. Se andiamo a vedere il numero delle presenze dei soggetti confessionali, nei programmi di informazione e attualità, vediamo che i cattolici hanno avuto 219 presenze, gli evangelici soltanto due. Assolutamente intollerabile, e lo dico da laico. Il privilegio della chiesa cattolica è enorme e lede il diritto all´informazione del telespettatore. Su 60 ore di trasmissione in un anno in cui è apparsa la chiesa cattolica, si è parlato degli scandali di cronaca che riguardano il vaticano solo per l´1,7 % del tempo. Questi dati sono oggettivi, poiché sono registrati da un´agenzia indipendente».

Fonte: Riforma
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 127


Sabato 26 Settembre

"Io sono con te", dice il Signore "per salvarti" (Geremia 30, 11)
Paolo scrive: Nella mia prima difesa nessuno si è trovato al mio fianco, ma tutti mi hanno abbandonato; ciò non venga loro imputato! Il Signore però mi ha assistito e mi ha reso forte(II Timoteo 4, 16-17)

Padre nostro che sei nei cieli ... e anche altrove accanto a tutte le donne e gli uomini della terra, e soprattutto al fianco di tutti coloro che la vita e gli uomini tormentano e schiacciano; tu, nostro avvocato e liberatore.
Tavo Burat



Marco 12, 41-44; II Corinzi 10, 1-11

La Parola di Dio ci ha già raggiunto
commento a Colossesi 3, 16
La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza

La conclusione di questa settimana di preghiera e riflessione, che le Losungen ci hanno indotto a fare, è nell’esortazione e nella lode: «La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore a Dio, sotto l’impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali». Chi dunque ha saputo scegliere, chi ha saputo trovare in se stesso la Parola di Cristo, chi al di là del dolore e della fatica, che pur contraddistinguono la nostra stanca umanità, ha saputo accogliere l’amore di Dio, può vivere nella pace e nella gioia. La promessa del Signore è proprio questa: se sapremo amarci l’un l’altro come Gesù ha amato noi, se sapremo far crescere dentro di noi la fede e la speranza, nulla potrà farci cadere: né il dolore, né la fatica, non la stanchezza, non la depressione e il grigiore che hanno avvolto il mondo occidentale, non il Male, né la paura. Il Signore è già dentro di noi, la Sua Parola ci ha già raggiunto, altrimenti non saremmo qui, non cercheremmo un senso per la nostra vita e non proveremmo, giorno dopo giorno, a convertirci nuovamente al Signore. E dunque ascoltiamoci l’uno l’altro, accogliamoci, nonostante le molte differenze di cultura, di opinione, di convinzioni politiche e spirituali. Nei momenti bui e di sconforto permettiamo a chi ci è vicino di sollevarci, di riportarci alla luce e cerchiamo di vivere una vita davvero rinnovata, davvero trasformata, cercando di incarnare realmente quella umanità che Dio ha creato e di cui Gesù è stato esempio e modello. Amen!
Erica Sfredda



Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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