23 Agosto 2019

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La confessione cattolica al (tele)comando

29-02-2016 10:53 - Documenti
Marzo: «il privilegio della chiesa cattolica sulle tv italiane è enorme e lede il diritto all´informazione del telespettatore».

Il 24 febbraio è stato presentato alla Camera dei Deputati il V rapporto sulle confessioni religiose e tv della Fondazione Critica Liberale che prende in esame la presenza delle religioni nelle principali televisioni nazionali. Dal rapporto emerge come nei programmi dei principali canali televisivi siano centellinate le informazioni ma non necessariamente contenuti e cultura legati al mondo della fede, con una grande sproporzione verso la chiesa cattolica. «Quelle poche informazioni di contenuto vengono affidate ai soggetti non cattolici che però vengono relegati alle fasce orarie notturne» dice Enzo Marzo, direttore della rivista Critica Liberale.

Da dove parte la ricerca?

«Nostre precedenti ricerche sulla secolarizzazione indicavano una progressivo allontanamento dei comportamenti dei cittadini dai dettami della gerarchia ecclesiastica e volevamo vedere se a questo corrispondeva un parallelo atteggiamento dei mass media televisivi. Ci siamo rivolti alla società che fa i monitoraggi per l´Agcom, l´agenzia delle comunicazioni, per avere dei risultati scientifici e affidabili. Fare la ricerca è molto complicato, perché occorre monitorare 24 ore su 24 sette reti generaliste per tutta una stagione, ovvero dal 1 settembre al 31 agosto, tutti i telegiornali, tutte le trasmissioni a carattere religioso, le produzioni televisive, cinematografici, i documentari con soggetti confessionali, 12 talk show e molto altro. I dati quest´anno sono veramente catastrofici».

Perché?

«Perché indicano che nella tv, privata e pubblica ma in quest´ultima è più grave, c´è un totale monopolio della chiesa cattolica nei confronti delle altre confessioni religiose. Tutti i dati che emergono rivelano due cose importanti: tutta questa massa di informazione è propaganda, se si vanno a vedere tutti i contenuti non vi è discussione sui fatti della fede o dibattito tra le religioni; secondo punto importante è che il privilegio alla chiesa cattolica è talmente forte e schiacciante che altre religioni sono assolutamente inesistenti sulle reti, come per esempio l´Islam».

Qualche esempio?

«Nelle trasmissioni religiose vediamo come l´anno scorso l´Islam compariva per 7 minuti. Quest´anno nemmeno quelli: 0 minuti. Se andiamo a vedere il numero delle presenze dei soggetti confessionali, nei programmi di informazione e attualità, vediamo che i cattolici hanno avuto 219 presenze, gli evangelici soltanto due. Assolutamente intollerabile, e lo dico da laico. Il privilegio della chiesa cattolica è enorme e lede il diritto all´informazione del telespettatore. Su 60 ore di trasmissione in un anno in cui è apparsa la chiesa cattolica, si è parlato degli scandali di cronaca che riguardano il vaticano solo per l´1,7 % del tempo. Questi dati sono oggettivi, poiché sono registrati da un´agenzia indipendente».

Fonte: Riforma

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Venerdì 23 Agosto

A te, Signore, la grandezza, la potenza e la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo. (I Cronache 29,11)
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria l’onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono (Apocalisse 4,11)

Tu sei più d’ogni cosa / Come è possibile cantarti? / Potrà mai la parola celebrarti, se nessuna voce può esprimerti?/ Ogni cosa parla diTe / Ciò che ha voce e ciò che non ha voce / Ogni cosa onora Te / Ciò che ha intelletto e ciò che non ha intelletto / A Te si innalzano i desideri di tutti / A Te le sofferenze di tutti / Tutto il creato supplica Te / quanto comprende il Tuo universo / a Te eleva un inno silenzioso
Gregorio di Nazianzio

Geremia 1, 11-19; Matteo 11, 20-24


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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