11 Dicembre 2019

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La confessione cattolica al (tele)comando

29-02-2016 10:53 - Documenti
Marzo: «il privilegio della chiesa cattolica sulle tv italiane è enorme e lede il diritto all´informazione del telespettatore».

Il 24 febbraio è stato presentato alla Camera dei Deputati il V rapporto sulle confessioni religiose e tv della Fondazione Critica Liberale che prende in esame la presenza delle religioni nelle principali televisioni nazionali. Dal rapporto emerge come nei programmi dei principali canali televisivi siano centellinate le informazioni ma non necessariamente contenuti e cultura legati al mondo della fede, con una grande sproporzione verso la chiesa cattolica. «Quelle poche informazioni di contenuto vengono affidate ai soggetti non cattolici che però vengono relegati alle fasce orarie notturne» dice Enzo Marzo, direttore della rivista Critica Liberale.

Da dove parte la ricerca?

«Nostre precedenti ricerche sulla secolarizzazione indicavano una progressivo allontanamento dei comportamenti dei cittadini dai dettami della gerarchia ecclesiastica e volevamo vedere se a questo corrispondeva un parallelo atteggiamento dei mass media televisivi. Ci siamo rivolti alla società che fa i monitoraggi per l´Agcom, l´agenzia delle comunicazioni, per avere dei risultati scientifici e affidabili. Fare la ricerca è molto complicato, perché occorre monitorare 24 ore su 24 sette reti generaliste per tutta una stagione, ovvero dal 1 settembre al 31 agosto, tutti i telegiornali, tutte le trasmissioni a carattere religioso, le produzioni televisive, cinematografici, i documentari con soggetti confessionali, 12 talk show e molto altro. I dati quest´anno sono veramente catastrofici».

Perché?

«Perché indicano che nella tv, privata e pubblica ma in quest´ultima è più grave, c´è un totale monopolio della chiesa cattolica nei confronti delle altre confessioni religiose. Tutti i dati che emergono rivelano due cose importanti: tutta questa massa di informazione è propaganda, se si vanno a vedere tutti i contenuti non vi è discussione sui fatti della fede o dibattito tra le religioni; secondo punto importante è che il privilegio alla chiesa cattolica è talmente forte e schiacciante che altre religioni sono assolutamente inesistenti sulle reti, come per esempio l´Islam».

Qualche esempio?

«Nelle trasmissioni religiose vediamo come l´anno scorso l´Islam compariva per 7 minuti. Quest´anno nemmeno quelli: 0 minuti. Se andiamo a vedere il numero delle presenze dei soggetti confessionali, nei programmi di informazione e attualità, vediamo che i cattolici hanno avuto 219 presenze, gli evangelici soltanto due. Assolutamente intollerabile, e lo dico da laico. Il privilegio della chiesa cattolica è enorme e lede il diritto all´informazione del telespettatore. Su 60 ore di trasmissione in un anno in cui è apparsa la chiesa cattolica, si è parlato degli scandali di cronaca che riguardano il vaticano solo per l´1,7 % del tempo. Questi dati sono oggettivi, poiché sono registrati da un´agenzia indipendente».

Fonte: Riforma

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Mercoledì 11 Dicembre

Noè trovò grazia agli occhi del Signore (Genesi 6, 8)
Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui radicati, edificati in lui e rafforzati dalla fede (Colossesi 2, 6-7)

Dio donaci un cuore che arda di amore per te fino alla fine della vita e che nulla mai ci separi da Te.
Charles Wesley

Apocalisse 2, 1-7; Isaia 45, 9-17


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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