11 Luglio 2020
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La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ha più di 100 anni

14-01-2016 12:25 - Ecumenismo
Negro: “Una volta all’anno ci ricordiamo di pregare insieme, dovremmo farlo regolarmente”

“La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (SPUC) ha più di cent’anni di vita, se prendiamo come data di inizio l’Ottavario di preghiera per l’unità istituito nel 1908 da Paul Wattson. Nel corso degli anni è diventata un appuntamento imprescindibile per la maggior parte delle chiese cristiane del mondo”, ha dichiarato all’Agenzia stampa NEV il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). A fare da filo rosso alla prossima Settimana di preghiera – che si celebra in tutto il mondo dal 18 al 25 gennaio - sarà il versetto: “Chiamati per annunziare a tutti le opere meravigliose di Dio”, tratto da I Pietro 2,9. L’evento ecumenico internazionale è promosso congiuntamente dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e dal Pontificio Consiglio per la promozione dell´unità dei cristiani (PCPUC). “Il tema della Settimana di preghiera di quest’anno è in sintonia con quanto hanno affermato, nel giugno scorso, papa Francesco e il pastore Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese, nel corso della storica visita del papa alla chiesa valdese di Torino. Entrambi – ha proseguito Negro – hanno sottolineato che l’impegno ecumenico oggi include anche l’annuncio comune del Vangelo in una società sempre più secolarizzata”.

Quest’anno la proposta di preghiera e di riflessione arriva dalla Lettonia. Com´è consuetudine anche in Italia la SPUC verrà celebrata in numerose città coinvolgendo cristiani di diverse tradizioni: previsti scambi di pulpito tra chiese evangeliche, ortodosse e cattoliche, ma anche veglie, celebrazioni ecumeniche, conferenze, dibattiti, incontri di corali e di giovani (vedi nella sezione Appuntamenti). L´edizione italiana del materiale liturgico e omiletico proposto dalle chiese lettoni è curata dalla Società biblica in Italia (SBI) che ha anche approntato un apposito opuscolo: l’introduzione è a cura di mons. Bruno Forte (Commissione CEI - Ecumenismo e Dialogo); del pastore Massimo Aquilante (FCEI - Federazione chiese evangeliche in Italia); del metropolita Gennadios (Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia e di Malta ed Esarcato per l´Europa Meridionale). “Abbiamo fatto della Settimana una sorta di gabbia dorata, di ghetto spirituale – ha concluso Negro –: una volta all’anno ci ricordiamo di pregare insieme per l’unità, dovremmo invece farlo regolarmente. Se crediamo davvero all’impegno ecumenico, occorre moltiplicare le occasioni di testimonianza e di servizio comune nella nostra società, operando insieme per la giustizia, la pace e la salvaguardia del Creato”.

Fonte: NEV - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 24-48

Sabato 11 luglio

Il Signore darà forza al suo popolo (Salmo 29,11)
Essi, vista la franchezza di Pietro e di Giovanni, si meravigliavano, avendo capito che erano popolani senza istruzione; riconoscevano che erano stati con Gesù (Atti degli apostoli 4,13)

Il signore Gesù, mentre esteriormente appariva uomo umile, inerme, debole, disprezzato, interiormente era ricco di sapienza tanto grande che il mondo intero difficilmente poteva comprenderla. E quando cominciò a diffondere per tutta la terra la sua virtù divina, subito trasformò miracolosamente nella propria natura ogni genere di uomini: la sua linfa spirituale infusa in tutti i cristiani li trasformò in ciò che è egli stesso. Facendosi uomo nascosto nel mondo come il fermento nella massa di farina, ha fatto sì che ognuno che si unisce al lievito del Cristo divenga egli stesso lievito per il bene proprio e di tutti, acquisti la certezza della propria salvezza e sia scuro di conquistare gli altri.
Massimo di Torino

Giona 4, 1-11; I Re 18,25-46




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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