18 Ottobre 2021
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La Riforma vista da Roma

16-09-2017 12:17 - Fede e spiritualità
Lutero in una ricerca di archivio, nel libro dello storico Volker Reinhardt

Fra Roma e Wittenberg il dialogo non venne interrotto: non ebbe mai inizio. Al suo posto, solo scontri e accuse reciproche conditi con epiteti propri del tempo (e non già del solo «vulcanico» e «sanguigno» Sassone). Si tratta, allora, di mettere a confronto le rispettive posizioni al fine di una valutazione storica obiettiva; non inficiata, cioè, da pregiudizi confessionali. Una impostazione storiografica, questa, portata avanti da un modernista di Friburgo (Svizzera), Volker Reinhardt, che ha «scavato» in documenti vaticani finora trascurati; ne emerge una ricostruzione a tutt´oggi inedita degli incontri fra Lutero e il Papato con al centro Lutero, l´eretico. Appropriato del tutto, perciò, l´esplicativo sottotitolo redazionale La Riforma protestante vista da Roma*.

Ignorati, quali fonti, bolle papali e resoconti di nunzi apostolici e di legati pontifici con relative istruzioni. Dunque, sottolinea Reinhardt, «solo prendendo in esame le fonti romane si riuscirebbe a mettere a fuoco quel processo di distacco, separazione, divisione e demonizzazione i cui effetti sono evidenti ancora oggi». Un elemento di fondo è però chiaro: «Nella controversia tra Lutero e Roma erano in gioco questioni di fede, relative cioè a differenti interpretazioni dei testi sacri, della mediazione sacerdotale, e delle vie di "Salvezza"; questioni, cioè, sulle quali non si poteva né può essere formulato alcun giudizio oggettivo». Una analisi, in definitiva, non tesa a relativizzare figura e ruolo del Riformatore. «Al contrario – precisa l´autore –, la dimensione storica della sua azione risalterà ancor più allorché si siano adeguatamente valutate anche le risorse della controparte».

Corredato di una esaustiva Cronologia (oltreché di Indice dei nomi e Bibliografia), e chiuso da un interessante «Epilogo» (Conflitto di culture: «Gli eventi descritti in questo libro sono dunque davvero morti e sepolti?»), il volume è articolato in cinque capitoli «biografico-cronologici»: «Lutero, il monaco (1483-1517)», «Lutero, il critico (1517-1520)», «Lutero, il barbaro (1521-1523)», «Lutero, il dimenticato (1523-1534)», «Lutero, l´eretico (1534-1546)». Grazie a un accurato lavoro di archivio e a una «dimestichezza» con il movimento riformatore, Volker Reinhardt ricostruisce quel XVI secolo sin in dettagli attraverso intrecci di eventi circostanze protagonisti manovre politiche di Pontefici Curia Impero.

Nell´insieme, ai papi (da Leone X a Paolo III) le vicende tedesche venivano poste in secondo piano rispetto ai prevalenti interessi di famiglia (e di bottega) e alleanze; «il Professore di Wittenberg», invece, era considerato (insieme ai suoi connazionali) un «barbaro». Tuttavia, andavano repressi costumi e dissenso: «La concezione romana della riforma mirava agli standard di comportamento degli uomini, non alla dottrina della Chiesa [che] non abbisognava di miglioramenti». Quel barbaro ossessionato dalla figura pontificale dell´«Anticristo» andava pertanto considerato (oltreché combattuto e battuto) un vero presuntuoso eretico istigato dal diavolo banditore di una interpretazione arbitraria della Bibbia. Tuttavia, «Lutero era riuscito a toccare sentimenti nazionali molto profondi», né a Worms (1520) «avrebbe mai ritrattato, dal momento che stava solo annunciando la Parola di Dio». «Da entrambe le parti, oramai, non c´erano più le giuste misure nel descrivere i fatti». Nonostante l´attivismo di nunzi e legati in terra barbara dagli autentici sentimenti di spiritualità evangelica e idee riformistiche. Del resto, «in seno all´Impero, Roma fu relegata in una posizione marginale a causa dello scarso interesse del papa per la Riforma».

Alcune precisazioni. Nel corso del testo Lutero potrebbe essere confuso con un ossessionato dalla figura del pontefice. Egli riconosceva il papa quale Sovrano di uno Stato (Princeps) non già Vicario di Cristo. Circa, poi, la sua traduzione della Bibbia (messa nelle mani del popolo), con essa ha dato un primo fondamento unitario alla lingua tedesca (v. pp. 179-180). Infine, purtroppo, tre luoghi comuni (inaspettati) su Calvino predestinazionista, tiranno e iconoclasta (v. pp. 203, 249, 250).

* Volker Reinhardt, Lutero l´eretico. La Riforma protestante vista da Roma. Venezia, Marsilio, 2017, pp. 322, euro 28,00.


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
O T T O B R E
Versetto del mese:
Facciamo attenzione gli uni agli altri
per incitarci all’amore e alle buone opere

(Ebrei 10, 24)



Salmo della settimana: 62

Domenica 17 Ottobre
O uomo, egli ti ha fatto conoscere ciò che è bene; che altro richiede da te il Signore, se non che tu pratichi la giustixzia, che tu ami la misericordia e cammini umilmente con il tuo Dio? (Michea 6,8)


Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l agnello condotto al mattatoio, egli non aprì la bocca (Isaia 53,7)
Oltraggiato, Gesù non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente (I Pietro 2,23)


Tu sai cosa è la sofferenza, tu sai cosa è il dolore, perché sei mio fratello, figlio dell uomo e di Dio
Otmar Schulz


Marco 10, 2-16; II Corinzi 3, 3-9; Genesi 8, 18-22; 9,12-17























































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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