29 Settembre 2020
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La Riforma protestante del XVI secolo

25-12-2016 11:59 - News
La Riforma fu un movimento europeo che coinvolse teologi, umanisti e studiosi di ogni
parte del continente che diedero corpo alla richiesta di una riforma della chiesa – nel
capo e nelle membra - a lungo reclamata ma sempre disattesa. Una richiesta che all´inizio
del Cinquecento la curia romana, strutturata sul modello delle corti rinascimentali, continuò
a ignorare.
Istanze di riforma erano state avanzate prima del XVI secolo dai protagonisti di quella che
gli storici chiamano "Prima riforma" e che viene individuata, tra gli altri, nel movimento
valdese, nato nel 1175 in Francia, e nella predicazione del boemo Jan Hus (1371-1415) e
dell´inglese John Wycliffe (1331-1384) che avevano contestato il papato, il culto dei santi e
la corruzione ecclesiastica.
La Riforma del XVI secolo fu favorita dall´atmosfera culturale dell´epoca caratterizzata dal
ritorno alle fonti (ad fontes) della cultura classica occidentale. Per il cristianesimo si
trattava di un ritorno alla Scrittura, permesso dal lavoro di umanisti come Erasmo da
Rotterdam che pubblicò il testo del Nuovo Testamento in lingua greca, sostituendolo così
alla Vulgata, la traduzione latina medievale nella quale lo stesso Erasmo riscontrò errori di
traduzione che stavano alla base di affermate dottrine cristiane, come per esempio il
carattere sacramentale del matrimonio.
Il casus belli che fece scoppiare la Riforma fu la campagna di vendita delle indulgenze
intrapresa in Germania dal monaco Johann Tetzel, il cui ricavato doveva contribuire al
finanziamento della costruzione della basilica di San Pietro a Roma. Con le indulgenze la
chiesa romana prometteva, attraverso una donazione in denaro o un´opera religiosa, la
cancellazione parziale o totale della pena che le anime dovevano scontare in purgatorio.
Per Lutero, l´idea che la grazia di Dio potesse essere oggetto di mercanteggiamento o si
potesse ottenere per meriti personali, costituiva un tradimento del Vangelo. Questo lo
spinse a redigere le sue 95 tesi contro le indulgenze.
Lutero introdusse la teologia della giustificazione per fede secondo cui la salvezza è
donata in Cristo soltanto (Solus Christus) attraverso la sola grazia di Dio (Sola Gratia) a
cui l´essere umano risponde con la fede (Sola fide). Si tratta delle tre affermazioni
fondamentali della Riforma alla quale se ne aggiunge una quarta: l´autorità della chiesa sta
nella Bibbia soltanto (Sola Scriptura).
La Riforma fu un movimento europeo che vide in tutto il continente personalità diverse
elaborare indipendentemente le une dalle altre un pensiero convergente sui fondamenti
teologici illustrati sopra – sebbene non mancassero differenze anche sostanziali e, in
alcuni casi divisive. Oltre a Lutero si può ricordare il suo contemporaneo Huldrych Zwingli
(1484-1531) che operò nella città di Zurigo; l´umanista francese Giovanni Calvino (1509-
64), riformatore di Ginevra; il riformatore di Strasburgo, Martin Bucero (1491-1551), John
Knox (1513-1572) che introdusse il presbiterianesimo in Scozia. Quando fu chiaro che la
risposta di Roma alla Riforma si esprimeva esclusivamente con la condanna e la
scomunica, attorno a queste figure si costituirono delle chiese nazionali o territoriali
indipendenti le une dalle altre, che giocoforza svilupparono nel contesto storico dell´epoca
anche una dimensione politica. In questo senso, la Riforma si inserì nel processo di
nascita e consolidamento degli Stati nazionali.
Accanto alla Riforma cosiddetta "classica", rappresentata dai teologi menzionati nel
paragrafo precedente, si sviluppò anche una Riforma cosiddetta "radicale" il cui
movimento più noto è quello degli anabattisti. Questa "ala sinistra della Riforma" mirava a
cambiamenti più radicali sia dal punto di vista teologico (su questioni quali i sacramenti, il
rifiuto del battesimo dei bambini a favore del battesimo dei credenti; l´iconoclastia) sia da
un punto di vista sociale. In particolare, la Riforma radicale appoggiò in Germania la rivolta
dei contadini (1524-1525), capeggiata da Thomas Müntzer, che, ispirandosi a princìpi
evangelici chiedeva profonde riforme sociali. Lutero invece si schierò con i principi
tedeschi che repressero nel sangue la protesta delle campagne.
In Italia la Riforma si affermò soprattutto a Venezia – anche grazie all´autonomia che la
Repubblica seppe rivendicare nei confronti del tribunale dell´Inquisizione istituito nel 1542
– e a Lucca, dove gran parte della classe dirigente della città fu costretta all´esilio per la
propria adesione al protestantesimo. Nel 1532, il movimento valdese aderì alla Riforma di
Calvino trasformandosi così in una chiesa protestante. In Italia la Riforma – che produsse
figure di spicco tra i riformatori, per esempio quella del toscano Pier Martire Vermigli –
venne violentemente repressa. Tra i tanti episodi da ricordare il massacro dei valdesi di
Calabria nel 1561.
(agenzia stampa nev-notizie evangeliche, ottobre 2016)


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 125


Lunedì 28 Settembre

Ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i cattivi giorni e giungano gli anni dei quali dirai: «Io non ci ho più alcun piacere» (Ecclesiaste 12,3)
Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti: Gesù da Nazaret, figlio di Giuseppe», Natanaele gli disse: «Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret?» Filippo gli rispose: «Vieni a vedere» (Giovanni 1,45-46)

O Dio, Creatore e Signore dell’universo, anima del mondo e fonte della vita, ti lodiamo e ti ringraziamo per tutto ciò che esiste. Tutto è un segno della tua grandezza, della tua potenza, di una genialità che l’uomo può solo completare stupito. Veramente, Signore, tutto è molto bello e noi ci sentiamo avvolti nel mistero infinito della tua presenza.
Sergio Carrarini

Romani 6, 16-23; II Corinzi 10, 12-18




Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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