09 Maggio 2021
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La Riforma protestante del XVI secolo

25-12-2016 11:59 - News
La Riforma fu un movimento europeo che coinvolse teologi, umanisti e studiosi di ogni
parte del continente che diedero corpo alla richiesta di una riforma della chiesa – nel
capo e nelle membra - a lungo reclamata ma sempre disattesa. Una richiesta che all´inizio
del Cinquecento la curia romana, strutturata sul modello delle corti rinascimentali, continuò
a ignorare.
Istanze di riforma erano state avanzate prima del XVI secolo dai protagonisti di quella che
gli storici chiamano "Prima riforma" e che viene individuata, tra gli altri, nel movimento
valdese, nato nel 1175 in Francia, e nella predicazione del boemo Jan Hus (1371-1415) e
dell´inglese John Wycliffe (1331-1384) che avevano contestato il papato, il culto dei santi e
la corruzione ecclesiastica.
La Riforma del XVI secolo fu favorita dall´atmosfera culturale dell´epoca caratterizzata dal
ritorno alle fonti (ad fontes) della cultura classica occidentale. Per il cristianesimo si
trattava di un ritorno alla Scrittura, permesso dal lavoro di umanisti come Erasmo da
Rotterdam che pubblicò il testo del Nuovo Testamento in lingua greca, sostituendolo così
alla Vulgata, la traduzione latina medievale nella quale lo stesso Erasmo riscontrò errori di
traduzione che stavano alla base di affermate dottrine cristiane, come per esempio il
carattere sacramentale del matrimonio.
Il casus belli che fece scoppiare la Riforma fu la campagna di vendita delle indulgenze
intrapresa in Germania dal monaco Johann Tetzel, il cui ricavato doveva contribuire al
finanziamento della costruzione della basilica di San Pietro a Roma. Con le indulgenze la
chiesa romana prometteva, attraverso una donazione in denaro o un´opera religiosa, la
cancellazione parziale o totale della pena che le anime dovevano scontare in purgatorio.
Per Lutero, l´idea che la grazia di Dio potesse essere oggetto di mercanteggiamento o si
potesse ottenere per meriti personali, costituiva un tradimento del Vangelo. Questo lo
spinse a redigere le sue 95 tesi contro le indulgenze.
Lutero introdusse la teologia della giustificazione per fede secondo cui la salvezza è
donata in Cristo soltanto (Solus Christus) attraverso la sola grazia di Dio (Sola Gratia) a
cui l´essere umano risponde con la fede (Sola fide). Si tratta delle tre affermazioni
fondamentali della Riforma alla quale se ne aggiunge una quarta: l´autorità della chiesa sta
nella Bibbia soltanto (Sola Scriptura).
La Riforma fu un movimento europeo che vide in tutto il continente personalità diverse
elaborare indipendentemente le une dalle altre un pensiero convergente sui fondamenti
teologici illustrati sopra – sebbene non mancassero differenze anche sostanziali e, in
alcuni casi divisive. Oltre a Lutero si può ricordare il suo contemporaneo Huldrych Zwingli
(1484-1531) che operò nella città di Zurigo; l´umanista francese Giovanni Calvino (1509-
64), riformatore di Ginevra; il riformatore di Strasburgo, Martin Bucero (1491-1551), John
Knox (1513-1572) che introdusse il presbiterianesimo in Scozia. Quando fu chiaro che la
risposta di Roma alla Riforma si esprimeva esclusivamente con la condanna e la
scomunica, attorno a queste figure si costituirono delle chiese nazionali o territoriali
indipendenti le une dalle altre, che giocoforza svilupparono nel contesto storico dell´epoca
anche una dimensione politica. In questo senso, la Riforma si inserì nel processo di
nascita e consolidamento degli Stati nazionali.
Accanto alla Riforma cosiddetta "classica", rappresentata dai teologi menzionati nel
paragrafo precedente, si sviluppò anche una Riforma cosiddetta "radicale" il cui
movimento più noto è quello degli anabattisti. Questa "ala sinistra della Riforma" mirava a
cambiamenti più radicali sia dal punto di vista teologico (su questioni quali i sacramenti, il
rifiuto del battesimo dei bambini a favore del battesimo dei credenti; l´iconoclastia) sia da
un punto di vista sociale. In particolare, la Riforma radicale appoggiò in Germania la rivolta
dei contadini (1524-1525), capeggiata da Thomas Müntzer, che, ispirandosi a princìpi
evangelici chiedeva profonde riforme sociali. Lutero invece si schierò con i principi
tedeschi che repressero nel sangue la protesta delle campagne.
In Italia la Riforma si affermò soprattutto a Venezia – anche grazie all´autonomia che la
Repubblica seppe rivendicare nei confronti del tribunale dell´Inquisizione istituito nel 1542
– e a Lucca, dove gran parte della classe dirigente della città fu costretta all´esilio per la
propria adesione al protestantesimo. Nel 1532, il movimento valdese aderì alla Riforma di
Calvino trasformandosi così in una chiesa protestante. In Italia la Riforma – che produsse
figure di spicco tra i riformatori, per esempio quella del toscano Pier Martire Vermigli –
venne violentemente repressa. Tra i tanti episodi da ricordare il massacro dei valdesi di
Calabria nel 1561.
(agenzia stampa nev-notizie evangeliche, ottobre 2016)


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 1

Domenica 9 Maggio
Benedetto sia Dio, che non ha respinto la mia preghiera e non mi ha negato la sua grazia (Salmo 66,20)


Il Dio eterno è il tuo rifugio (Deuteronomio 33,27)
La sua misericordia si estende di generazione in generazione su quelli che lo temono (Luca 1,50)


Ancora prima del sorgere del giorno e della fine della notte, ancora prima che si formassero i monti, per dividere il mare dalla terraferma, sei tu, Signore, il nostro Dio, il rifugio per generazioni. Noi per te viviamo, per te moriamo. Da te veniamo e a te ritorniamo
Eugen Eckert



Luca 11, 1-13; I Timoteo 2, 1-6a; Esodo 32, 7-14

Sperare in Dio fino alla fine

Un commento a:
"Tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in Te ogni giorno" (Salmo 25, 5)

Man mano che si va avanti nella vita e i giorni si accumulano uno sull altro diventando mesi, anni, decenni, aumentano i momenti in cui vengono in mente, come in un filmato, le immagini della propria vita, le occasioni felici e le difficoltà affrontate, e soprattutto le persone conosciute, specialmente quelle amate, il cui numero si assottiglia sempre più, lasciando un senso di grande nostalgia.
E nel contempo cresce la coscienza che il tempo che resta per giungere allo scorrere dei titoli di coda del nostro film si riduce rapidamente.
Spesso si paragona la vita ad una maratona. E quando ci si rende conto che la corsa – come scrive l apostolo Paolo a Timoteo – sta per finire, è bello potersi rendere conto che, anche nei momenti più faticosi del percorso, la forza per continuare ti è venuta dalla fede. Anche nell ultimo miglio, dunque, che precede l entrata nello stadio, “corriamo con perseveranza la gara fissando lo sguardo su Gesù” il nostro trainer. Quando giungeremo nello stadio una gran schiera di testimoni ci accoglierà dagli spalti, incitandoci a tagliare il traguardo per ricevere la corona di giustizia.
“Tu sei il Dio della mia salvezza”, afferma il salmista ripassando la sua vita e riconoscendo che ogni giorno la sua corsa è stata sorretta della speranza nel Signore.
In questi lunghi mesi di pandemia abbiamo imparato quante persone siano state tenute in vita dall ossigeno. L ossigeno di Dio è il suo amore. L’amore che ha creato e regge la vita dell’universo e di ogni creatura e che mai avrà termine, perché né morte né vita, nulla potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore (Romani 8, 38-39).
Questo intreccio di fede, speranza e amore è ciò che avvolge la nostra vita qui ed oltre.
Corriamo dunque la nostra maratona senza perderci d’animo, incitando tutti coloro che corrono con noi a riconoscere che è Dio che ci ha posto un giorno su questa strada, è Dio che ci aiuta nella nostra corsa ed è sempre Lui che ci accoglie sul traguardo.
Emmanuele Paschetto





Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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