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La Polonia e le preghiere anti islamiche

16-10-2017 22:29 - News
Una riflessione sulla recente manifestazione lungo i confini polacchi - di Pawel Gajewski

«La Conferenza episcopale polacca (Cep) ha indetto per questo sabato 7 ottobre la più potente iniziativa per la pace: la preghiera del Santo Rosario. Ha messo a disposizione tutte le chiese sul confine del paese per formare un muro di protezione intorno ai confini e chiedere alla Madonna di salvare la Polonia e l´Europa dal nichilismo islamista e dal rinnegamento della fede cristiana»; con queste parole inizia il messaggio che ho ricevuto il 4 ottobre scorso da un´amica cattolica di Terni. La mia amica mi chiedeva qualche commento e le righe che seguono non sono altro che un tentativo di esprimerlo.

La Cep nel corso degli ultimi cinquant´anni fu una roccaforte dell´opposizione anticomunista. Dopo il 1989 le cose cominciarono a cambiare. È venuto meno il nemico storico, il comunismo sovietico appunto, bisognava trovare dunque un altro nemico da combattere. Questo nemico fu presto individuato nelle correnti liberali dell´opposizione polacca spaccatasi nel 1990 in occasione delle elezioni presidenziali. Le forze liberali e progressiste appoggiarono la candidatura di Tadeusz Mazowiecki, mentre quelle tradizionaliste, i vescovi compresi, diedero il pieno sostegno a Lech Wałęsa.

Il retaggio di questa spaccatura è particolarmente visibile nell´iniziativa del 7 ottobre. Paradossalmente i bersagli da colpire non sono i migranti ma Donald Tusk, attuale presidente del Consiglio d´Europa, e papa Francesco. Infatti in questi giorni l´autorevole settimanale polacco Niedziela (La Domenica), molto vicino alla Cep critica aspramente l´intervista al monsignor Tadeusz Pieronek, segretario emerito della Cep e sostenitore delle posizioni di Francesco, apparsa sull´edizione online di Famiglia Cristiana. Ecco uno dei passaggi fondamentali dell´intervista:

Domanda: Con questa preghiera si è alzato un muro, per lo meno spirituale, contro gli immigrati e il resto dell´Europa?

Risposta: «È proprio quello che è accaduto, anche se non è stata usata questa formula. Ma è chiaro che tutti i polacchi che hanno partecipato al Rosario sono contro il pensiero e l´insegnamento di papa Francesco. Purtroppo, in Polonia è in atto una battaglia per persuadere la gente che ogni profugo è un bandito che attenta all´identità polacca ed è una minaccia grave e reale per la salute e la vita dei polacchi».

Ho omesso volutamente un´importante informazione riguardo al messaggio recapitatomi dalla mia amica ternana: è scritto ovviamente in italiano e finisce con la seguente esortazione: «Far girare per tutta l´Italia». L´evento del 7 ottobre dunque non riguarda soltanto la Polonia. È un chiaro segnale di uno scontro interno alla Chiesa cattolica. Da diverso tempo ormai si percepisce con chiarezza che le posizioni (teologiche e sociali) assunte dall´attuale Vescovo di Roma non piacciono alla cosiddetta "destra cattolica". Basta dare ogni tanto un´occhiata al blog di Antonio Socci per averne una conferma.

Sono convinto che le posizioni fondamentaliste con tutte le sue derive xenofobe siano nella loro sostanza niente altro che segni della paura di scomparire, di perdere l´influenza sulle persone. È un fenomeno che investe molte chiese e organizzazioni religiose. Chi agisce secondo le logiche del potere non può fare altrimenti. Chi agisce secondo le logiche di agape (magnificamente esposte e realizzate da Tullio Vinay) accetta invece il rischio di diventare come il sale: scomparire dalla vista per dare sapore e consistenza alla realtà circostante.


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
N O V E M B R E
Versetto del mese:
Il Signore diriga i vostri cuori all amore di Dio
e alla paziente attesa di Cristo

(Tessalonicesi 3,5)



Salmo della settimana: 24


Martedì 30 Novembre




I miei giorni sono nelle tue mani ( Salmo 31, 15)
Chi di voi può con la sua preoccupazione aggiungere un ora sola alla durata della sua vita? (Luca 12, 25)

Non ti preoccupare di ciò che verrà, non piangere per ciò che passa. Preoccupati piuttosto di non perderti, e piangi quando galleggi nel fiume del tempo senza portare in te il cielo.
Friedrich Schleiermacheer


Ebrei 10, 32-38; Zaccaria 1, 7-17








































































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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