19 Gennaio 2021
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La Polonia e le preghiere anti islamiche

16-10-2017 22:29 - News
Una riflessione sulla recente manifestazione lungo i confini polacchi - di Pawel Gajewski

«La Conferenza episcopale polacca (Cep) ha indetto per questo sabato 7 ottobre la più potente iniziativa per la pace: la preghiera del Santo Rosario. Ha messo a disposizione tutte le chiese sul confine del paese per formare un muro di protezione intorno ai confini e chiedere alla Madonna di salvare la Polonia e l´Europa dal nichilismo islamista e dal rinnegamento della fede cristiana»; con queste parole inizia il messaggio che ho ricevuto il 4 ottobre scorso da un´amica cattolica di Terni. La mia amica mi chiedeva qualche commento e le righe che seguono non sono altro che un tentativo di esprimerlo.

La Cep nel corso degli ultimi cinquant´anni fu una roccaforte dell´opposizione anticomunista. Dopo il 1989 le cose cominciarono a cambiare. È venuto meno il nemico storico, il comunismo sovietico appunto, bisognava trovare dunque un altro nemico da combattere. Questo nemico fu presto individuato nelle correnti liberali dell´opposizione polacca spaccatasi nel 1990 in occasione delle elezioni presidenziali. Le forze liberali e progressiste appoggiarono la candidatura di Tadeusz Mazowiecki, mentre quelle tradizionaliste, i vescovi compresi, diedero il pieno sostegno a Lech Wałęsa.

Il retaggio di questa spaccatura è particolarmente visibile nell´iniziativa del 7 ottobre. Paradossalmente i bersagli da colpire non sono i migranti ma Donald Tusk, attuale presidente del Consiglio d´Europa, e papa Francesco. Infatti in questi giorni l´autorevole settimanale polacco Niedziela (La Domenica), molto vicino alla Cep critica aspramente l´intervista al monsignor Tadeusz Pieronek, segretario emerito della Cep e sostenitore delle posizioni di Francesco, apparsa sull´edizione online di Famiglia Cristiana. Ecco uno dei passaggi fondamentali dell´intervista:

Domanda: Con questa preghiera si è alzato un muro, per lo meno spirituale, contro gli immigrati e il resto dell´Europa?

Risposta: «È proprio quello che è accaduto, anche se non è stata usata questa formula. Ma è chiaro che tutti i polacchi che hanno partecipato al Rosario sono contro il pensiero e l´insegnamento di papa Francesco. Purtroppo, in Polonia è in atto una battaglia per persuadere la gente che ogni profugo è un bandito che attenta all´identità polacca ed è una minaccia grave e reale per la salute e la vita dei polacchi».

Ho omesso volutamente un´importante informazione riguardo al messaggio recapitatomi dalla mia amica ternana: è scritto ovviamente in italiano e finisce con la seguente esortazione: «Far girare per tutta l´Italia». L´evento del 7 ottobre dunque non riguarda soltanto la Polonia. È un chiaro segnale di uno scontro interno alla Chiesa cattolica. Da diverso tempo ormai si percepisce con chiarezza che le posizioni (teologiche e sociali) assunte dall´attuale Vescovo di Roma non piacciono alla cosiddetta "destra cattolica". Basta dare ogni tanto un´occhiata al blog di Antonio Socci per averne una conferma.

Sono convinto che le posizioni fondamentaliste con tutte le sue derive xenofobe siano nella loro sostanza niente altro che segni della paura di scomparire, di perdere l´influenza sulle persone. È un fenomeno che investe molte chiese e organizzazioni religiose. Chi agisce secondo le logiche del potere non può fare altrimenti. Chi agisce secondo le logiche di agape (magnificamente esposte e realizzate da Tullio Vinay) accetta invece il rischio di diventare come il sale: scomparire dalla vista per dare sapore e consistenza alla realtà circostante.


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO E INA PAROLA
2021
VERSETTO DELL'ANNO
" Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro "
Luca ( 6 36 )

GENNAIO

Versetto del mese :
Molti van dicendo : " chi ci farà vedere il bene, se da noi , Signore, è fuggita la luce del tuo volto?"
Salmo ( 4 , 6 )

Salmo della settimana : 72





Mercoledì 13 Gennaio

«Un figlio onora suo padre, dove è l'onore che mi è dovuto?» Dice il Signore (Malachia 1,6)

Un uomo aveva due figli. Si avvicinò al primo e gli disse: «Figliolo, vai a lavorare nella vigna oggi». Egli rispose: "non ne ho voglia; ma poi, pentitosi, vi andò" (Matteo, 21, 28-30)

E non dovrei forse onorare questo Dio, dovrei non capire la sua bontà? Dovrebbe chiamare, e io non sentire, non percorrere la via che mi mostra? La sua volontà è scritta nel mio cuore, la sua parola lo rafforza per sempre: sopra ogni cosa devo amare Dio e il mio prossimo come me stesso.
Christian Fürchtegott Gellert



Romani 8, 26-0; Luca 5, 1-11


Preghiera


Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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