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«La Claudiana in vacanza»

22-07-2017 09:13 - News
Le rassegne estive della libreria Claudiana di Torino: un appuntamento consolidato (Pralibro) alla quindicesima edizione, una conferma a Piedicavallo e una new entry, Aosta

Una libreria che si sposta, templi valdesi che si trasformano in librerie e spazi polifunzionali, luoghi di villeggiatura in montagna. Questi i tre ingredienti della collaudata ricetta della libreria Claudiana di Torino, che non "va in vacanza" (anche se rimarrà chiusa al pubblico dal 31 luglio al 27 agosto) ma, come ci spiega Sara Platone, organizzatrice delle rassegne, «va nelle chiese valdesi, porta dei libri e propone una serie di incontri. Abbiamo visto che intorno al mondo valdese e al mondo del libro ruota un certo interesse, d´estate la gente ha più tempo per leggere e dedicarsi ad attività culturali, c´è molta partecipazione, così abbiamo deciso di riproporre questa ricetta in diversi luoghi di villeggiatura».

Ben tre le rassegne previste quest´anno: Prali, Aosta e Piedicavallo. Si comincia nel biellese domenica 16 luglio con il secondo Piedicavallo bookfest (16 luglio-6 agosto), quattro date fra letteratura, teatro, musica e teologia. Il primo appuntamento è alle 17,30 al tempio valdese con meditazione del pastore Giorgio Bouchard, intervento di Piera Egidi Bouchard su Frida Malan a 100 anni dalla nascita, nel tempio fondato dal nonno, e rinfresco alle 19.

«Lo scorso anno ‑ spiega Sara Platone ‑ l´esperimento ha suscitato interesse, così abbiamo deciso di ripeterlo, anche perché è nata una bella collaborazione con il festival musicale "Piedicavallo Festival". Trasformiamo il tempio valdese in una libreria e in un luogo di incontro».

Domenica 23 luglio si avvia il nuovo appuntamento valdostano organizzato insieme alla chiesa valdese di Aosta, con tre serate al tempio valdese fino al 6 agosto.

«Nel pomeriggio ci sarà una conferenza-concerto con il pastore Stefano Giannatempo che racconterà in modo divulgativo, rivolto ai giovani, che cos´è la Riforma protestante. Il cantante lirico Ignazio De Simone canterà alcuni inni scritti da Lutero, con una commistione tra parole e musica. Quest´anno ruota un po´ tutto intorno alla Riforma protestante, in tutti e tre i luoghi tra l´altro sarà esposta la mostra realizzata dal Centro culturale valdese su questo tema. Ma vogliamo proporre anche altri argomenti, legati alla narrativa e alle novità editoriali».

E poi torna Pralibro, giunto alla quindicesima edizione, con il programma più lungo e corposo (22 luglio-20 agosto).

«Sì, quest´anno abbiamo un cartellone molto ricco, con una sessantina di incontri: tutti i giorni offriamo uno-due incontri, legati a temi di attualità, presentazioni di libri, concerti, laboratori per bambini, con un´attenzione all´attualità, ai temi sociali, alla giustizia».

Sabato 22 luglio alle 16,30 l´inaugurazione sarà una sorta di "amarcord" di questa rassegna organizzata insieme alla chiesa valdese e al Comune di Prali, e alla libreria torinese Il Ponte sulla Dora: «Abbiamo invitato gli amici che hanno visto nascere questa manifestazione, faremo una carrellata di ricordi insieme a Vito Gardiol, attuale pastore della chiesa valdese di Prali, Deborah Grill, Giuseppe Laterza che ha sempre creduto in questa manifestazione, Patrizia Mathieu della chiesa valdese di Torino, Antonella Parigi del Circolo dei lettori di Torino, Rocco Pinto del Ponte sulla Dora e io, e Winfrid Pfannkuche, pastore a Prali all´epoca della nascita di Pralibro e uno dei suoi ideatori. Poi ci sarà una presentazione con Margherita Oggero e Dario Voltolini, infine una serata di letture e musica popolare con il gruppo folk I Cantambanchi».


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

O T T O B R E
Versetto del mese:
“Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare,
e pregate il Signore per essa;
poiché dal bene di questa dipende l vostro bene”
(Geremia 29,7)


Salmo della settimana : 125



Giovedì 1° Ottobre

Poiché il tuo cuore è stato toccato, poiché ti sei umiliato davanti a Dio, anch’io ti ho ascoltato, dice il Signore (II Cronache 34,27)
Paolo scrive:«Io sono il minimo degli apostoli, e non sono degno di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la chiesa di Dio. Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono» (I Corinzi 15,9-10)

Ti prego di venire nel mio cuore, perché ispirandolo a desiderarti tu lo rendi pronto a riceverti.
Agostino di Ippona


Esodo 23, 20-27; II Corinzi 12, 1-10





Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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