06 Maggio 2021
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La Chiesa Valdese di Lucca, piange il suo Pastore

04-03-2016 22:05 - Fede e spiritualità
Cari fratelli e sorelle,
oggi la morte ci è venuta incontro per gridarci in faccia la sua prepotenza e la sua forza. Il fatto che anche il Fratello Domenico Maselli ci abbia lasciati è un ulteriore segno che la morte non è mai sazia e che gli anni nostri sono come l’erba che verdeggia la mattina; la mattina essa fiorisce e verdeggia, la sera è falciata e inaridisce. (Salmo 90,5-6)
Ma oggi anche il Signore ci vuole incontrare; non in modo visibile, ma con l’annuncio della sua Parola:
La morte è stata sommersa nella vittoria. O morte, dov’è la tua vittoria? ... Ringraziato sia Dio che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo. (1 Corinzi 15,54b - 55a.57)

(estratto dalla storia della Chiesa Valdese di Lucca) …. Nel settembre del 1980 cominciava un nuovo periodo nella storia di questa chiesa ultracentenaria. La Tavola Valdese approfittava del mio trasferimento a Lucca per incaricarmi della cura della chiesa avviando così l’ultimo periodo fino ad oggi.
Fin dall’inizio si cercò di seguire quattro direttrici; la prima fu l’evangelizzazione intesa non come proselitismo, ma come annuncio della buona notizia della liberazione di Gesù. La presenza di insegnanti evangeliche, cui si aggiunse mia moglie, permisero un contatto diretto con insegnanti ed allievi di scuole medie e superiori ed, in genere con persone del ceto medio, oltre, naturalmente i miei studenti lucchesi all’Università di Firenze. Fu presto possibile avere riunioni di studio biblico molto frequentate cui partecipavano anche anziani professori ed alcune suore. Assieme all’attività di studio biblico si cercò di aprire l’ambiente lucchese alla conoscenza della cultura protestante attraverso conferenze del pastore locale e di alcune personalità del mondo evangelico come gli storici Giovanni Goannet e Giorgio Sspioni, i pastori Giuseppe Platone, Luciano Deodato, i teologi Paolo Ricca, Sergio Rostagno, Daniele Garrone, il futuro moderatore Gianni GTenre, il giurista Giorgio Peyrot. Per molti anni vi fu una conferenza al mese.
La seconda direttrice fu l’ecumenismo, favorito dalla personalità del Vescovo Agresti e dall’apertura del responsabile per l’ecumenismo, don Piero Raffaelli. Fu possibile una intensa collaborazione sia nella settimana per l’unità dei cristiani che nella preparazione alla Pentecoste. Da una parte fu distribuito ai cattolici il commento di Lutero al Magnificat, dall’altra furono fatte collette per l’opera missionaria ed anche per l’Istituto Evangelico “Il Gignoro” di Firenze. Don Raffaelli ed il predicatore evangelico Franco Bono collaborarono intensamente per dotare gli alberghi di Lucca di Sacre Scritture. Si studiò la storia della Riforma a Lucca nel ‘500. Particolare intensità ebbe la collaborazione tra la chiesa valdese e la parrocchia di San Paolino sotto la guida di Sirio Valoriani, e di Giuseppe Andreozzi. Durante le missioni dei due preti in Brasile vi fu uno scambio di preghiere e di doni. Particolare valore assunse il dono al Vescovo Agresti della Bibbia Diodati. Intensa e continua fu anche la collaborazione e l’unità con la Chiesa Pentecostale di Altopascio con studi biblici in comune e che divenne anche collaborazione fattiva per l’opera svolta dalla chiesa di Altopascio a favore dei bambini ed adolescenti di Cernobyl. Nel corso degli anni si sono aggiunte altre chiese evangeliche con cui abbiamo rapporti fraterni.
La terza direttrice operativa è stata la prosecuzione della lotta per la laicità dello Stato, la libertà religiosa ed i diritti civili, con alcuni interventi, nel tempo, di persone esperte nei diversi settori, come Sergio Rostagno sulla bioetica, Peppino Englaro sulle direttive di fine vita, ecc. Dal giugno 2011 abbiamo aperto, come in altre chiese valdesi, uno sportello per il testamento biologico.
La quarta direttrice è stata l’accoglienza di comitive evangeliche in visita in Toscana con agapi in comune, o anche l’accoglienza di stranieri evangelici in passaggio a Lucca o immigrati per lavoro. Particolare importanza per la vita della comunità ha avuto l’abituale soggiorno estivo dell’ex ambasciatore olandese Eduardo Kortal Altes e signora che sono stati parte integrante della nostra chiesa e che hanno dedicato la vita alla battaglia per la pace, rinunciando, per questo, ad una grande carriera diplomatica.
Interessante fu anche la partecipazione agli studi biblici di un dottore ebreo, Sciloni, che portò un forte contributo alla comìnoscenza del primo testamento e che, dopo la mia improvvisa e non premeditata elezione alla Camera, continuò a collaborare agli studi biblici, spesso sostituendomi. La parentesi politica non causò nessuna assenza nel servizio domenicale ed ebbe il carattere di un servizio alla città-
La prontezza con cui le fondazioni bancarie lucchesi hanno aiutato i lavori per lo stabile ha mostrato come la chiesa evangelica Valdese di Lucca si sia era inserita nel tessuto della città.
Negli ultimi anni, mentre la collaborazione ecumenica è ancora aumentata grazie agli ultimi due vescovi ed al delegato per l’ecumenismo, don Mauro Lucchesi, ed anche con altre parrocchie, tra cui Sant’Anna, è diminuita molto l’affluenza agli studi biblici ed anche alle conferenze e si puo’ò pensare che la città si sia allontanata per colpa di una crisi che, prima che economica e politica, è morale ed è necessario che tutti i cristiani riprendano una autentica evangelizzazione, anche se è difficile individuare i mezzi che si dovranno e potranno usare.
Dopo avere ospitato una chiesa evangelica filippina per oltre cinque anni ed una apostolica, vediamo degli immigrati tornare alle loro case ed altri avere pochissimo tempo per una vita comunitaria. Tuttavia la chiesa è forse oggi più unita che nel passato.
Non abbiamo dimenticato i legami con i lucchesi di Ginevra anche se non abbiamo potuto realizzare il sogno cullato con il Vescovo Agresti, di un centro ecumenico Lucca-Ginevra, ma abbiamo partecipato alle varie attività legate alla cittadinanza conferita dal sindaco Lazzarini ad un Turrettini e ad un Micheli, ed ho avuto con don Piero Raffaelli, il piacere di celebrare il matrimonio del più giovane Turrettini. Quest’anno abbiamo ricevuto la visita dell’Associazione del Museo della Riforma di Ginevra. E’ stato un incontro fraterno ed affettuoso cui ha fatto seguito anche un rapporto epistolare ed un invito al Museo di Ginevra.
Prima di concludere, devo ringraziare il Signore per avermi dato tanti validi collaboratori. Alcuni ci hanno preceduto nel riposo con il Signore ed in particolare ricorderò i già citati Franco Bono ed Erina Ciafrei , ma l’attuale chiesa è costituita da un piccolo nucleo molto unito in cui ognuno ha il suo posto e la sua funzione. Sono rappresentate tutte le età e tutti gli strati sociali; è una comunità di diaspora perché costituita da persone provenienti da diverse località della lucchesia e non solo.
Desideriamo ricordare che la generosità delle Fondazioni della Banca del Monte, della Cassa di Risparmio e del Monte dei Paschi di Siena ci hanno permesso di mettere in sicurezza la sede, rinforzando la scala, mettendo un montacarichi, un adeguato riscaldamento ed il restauro della facciata. Questo ringraziamento si estende agli architetti Avanzinelli e Vecci.
Il periodo che attraversiamo appare molto oscuro per il tipo di crisi cui abbiamo fatto cenno prima. Riteniamo, pertanto, di dover partecipare con forza alla settimana di evangelizzazione indetta per maggio dalla Tavola Valdese, sapendo che solo un rinnovamento spirituale può salvare il nostro popolo, conviti che su questa strada potremo contare sulla vicinanza degli altri cristiani e degli uomini di buona volontà, convinti, come 150 anni fa, che “dove è lo Spirito del Signore, quivi è libertà” e se Cristo ci fa liberi, saremo veramente liberi.


UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 45

Giovedì 6 Maggio


Gli occhi di tutti sono rivolti a te, e tu dai loro cibo a suo tempo. Tu apri la tua mano, e dai cibo a volontà a tutti i viventi (Salmo 145, 15-16)
Non siate in ansia per la vita vostra, di quel che mangerete, né per il corpo, di che vi vestirete; poiché la vita è più del nutrimento e il corpo più del vestito. Osservate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. E voi, quanto più degli uccelli valete!


O Creatore della vita, ti rendiamo grazie per tutto ciò che riceviamo, per ciò ciò che mangiamo e per ciò che beviamo. Noi abbiamo cibo non solo nel momento giusto, ma in ogni tempo; abbiamo nutrimento non solo per saziarci, ma oltre il necessario. Preservaci dunque dall essere insaziabili

I Corinzi 14, 6-19; Daniele 12, 1-13

Riprendere il messaggio della salvezza per ogni essere umano
commento a:
Non c è distinzione tra Giudeo e Greco, essendo esso lo stesso Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano (Romani 10,12)


La distinzione tra Giudeo e Greco riflette la mentalità ebraica che, nell’ambito dell Impero romano, vedeva negli Ebrei il popolo eletto e in tutti gli altri, definiti anche Gentili, coloro che non erano oggetto delle benedizioni di Dio.
L apostolo Paolo, dopo aver combattuto quei Giudei che avevano accettato Gesù come Messia di Israele, con la conversione sulla via di Damasco non solo lo riconosce come tale, ma comprende che la sua opera è in favore di tutta l’umanità.
“Gli stranieri sono eredi con noi, membra come noi di un medesimo corpo e con noi partecipi della promessa fatta in Cristo Gesù mediante il Vangelo” è scritto in Efesini 3, 6.
Questa, nella chiesa della prima generazione, è la grande svolta che Paolo difende a spada tratta, allargando nella lettera ai Galati (3, 28), l abolizione delle categorie divisive che caratterizzano l umanità: “...non c è né schiavo né libero, non c è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo”.
La storia del Cristianesimo ci mostra che purtroppo la Chiesa ha quasi sempre disatteso questo messaggio.
Nell odierno mondo globalizzato è ancora più importante vivere e annunciare questo messaggio universalistico. “Il Signore è ricco verso tutti quelli che lo invocano”, dice Paolo. Ma giustamente aggiunge che, per invocare il Signore, occorre conoscerlo, e per conoscerlo bisogna che qualcuno lo presenti, lo annunci, spieghi chi è.
Tocca a noi dunque – se non vogliamo venir meno al mandato che il Signore Risorto ci ha lasciato – riprendere il messaggio dell accoglienza e della salvezza per ogni essere umano, per ogni popolo. E la chiesa non può limitarsi alla predicazione, ma – come dice Giacomo nella sua lettera (1, 22) - deve vivere coerentemente “mettendo in pratica la Parola e non ascoltandola soltanto.”
Emmanuele Paschetto




Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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