26 Novembre 2020
News

La Chiesa Valdese celebra il suo anniversario di fiorenzo sernacchioli

17-03-2014 20:58 - Bibbia e attualità
La Chiesa Evangelica Valdese di Lucca, in via Galli Tassi, diretta dal pastore, professore, già deputato nella XII^ e XIII^ legislatura, nel Pds, Domenico Maselli, ha festeggiato la ricorrenza del suo 150° anniversario. Hanno partecipato alla ricorrenza, il dottor Mario Cignoni, presidente del distretto dell´Italia centrale delle Chiese Valdesi e Metodiste, Marco e Mirella Ricca, quest´ultima, presidente del Consiglio della Chiesa Evangelica di Firenze nonché i rappresentanti delle comunità Evangeliche Valdesi di Pisa e Livorno oltre a rappresentante della comunità Battista di Firenze.

Nella chiesa gremita dai fedeli e da personalità provenienti da ogni parte della Toscana e non solo, spiccavano la presenza, molto simbolica, del vescovo di Lucca, monsignor Italo Castellani e del sindaco di Lucca Alessandro Tambellini. Ha fatto i saluti ai convenuti e introdotto l´incontro, l´avvocato Gaetano Turcio. Il "padrone" di casa, pastore Domenico Maselli ha presentato una lunga e minuziosa relazione circa la storia della Chiesa Evangelica Valdese di Lucca, soffermandosi sul contributo da essa, apportato alla libertà di religione e alla diffusione della Bibbia. Dice il pastore Maselli: " In quella che, allora, era via S. Pellegrino, con l´aiuto della Chiesa Libera di Scozia, nel marzo del 1864, fu comprata una stalla che fu poi adibita e mano mano strutturata a chiesa. Il primo pastore fu Matteo Prochet 1864-1865". Nel corso della sua relazione, il pastore, ha sottolineato l´importanza della comunità della Chiesa Evangelica di Lucca, nella divulgazione della Bibbia che fu resa libera con lo statuto Albertino ma, che prima del concilio vaticano II era quasi impossibile reperire in commercio.

Ciò, dice il pastore Domenico Maselli , "grazie all´apertura all´ecumenismo favorito dall´allora vescovo di Lucca, Giuliano Agresti e, dal responsabile all´ecumenismo, don Piero Raffaelli. Don Raffaelli ed il predicatore evangelico Franco Bono, collaborarono intensamente per dotare gli alberghi di Lucca di Sacre Scritture. Particolare intensità ebbe la collaborazione con la parrocchia di S. Paolino sotto la guida di Sirio Valoriani e di Giuseppe Andreozzi. Durante le missioni dei due preti in Brasile vi furono scambio di preghiere e doni. Particolare importanza assunse il dono al vescovo Agresti della Bibbia Diodati. Continua, il pastore." Intensa e continua fu anche la collaborazione e l´unità con la Chiesa Pentecostale di Altopascio con studi biblici in comune e che divenne anche collaborazione fattiva per l´opera svolta dalla chiesa di Altopascio a favore dei bambini ed adolescenti di Chernobyl.

Altra direttrice operativa è stata la prosecuzione della lotta per la laicità dello Stato, la libertà religiosa ed i diritti civili, con alcuni interventi, nel tempo, di persone esperte nei diversi settori, come Sergio Rostagno sulla bioetica, Peppino Englaro sulle direttive di fine vita, ecc. Dal giugno 2011 abbiamo aperto, come altre chiese valdesi, uno sportello per il testamento biologico." Prima di concludere non sono mancati i ringraziamenti all´attuale comunità, un nucleo molto unito e solido, in cui ognuno ha la sua funzione e il suo posto. Un ringraziamento è stato rivolto alla Fondazione della Banca del Monte, della Cassa di Risparmio e del Monte dei Paschi di Siena che hanno permesso di mettere in sicurezza la sede, rinforzando la scala, mettendo un montacarichi, un riscaldamento adeguato ed il restauro della facciata. Ringraziamento esteso agli architetti Avanzinelli e Vecci. Dice il pastore Domenico Maselli: "Il periodo che attraversiamo appare molto oscuro per il tipo di crisi in atto. Riteniamo, pertanto, di dover partecipare con forza alla settimana di evangelizzazione indetta per maggio dalla Tavola Valdese, sapendo che solo un rinnovamento spirituale può salvare il nostro popolo, convinti che su questa strada potremo contare sulla vicinanza degli altri cristiani e degli uomini di buona volontà, convinti, come 150 anni fa che "dove è lo Spirito del Signore, quivi è libertà" e se Cristo ci fa liberi, saremo veramente liberi." Nel suo breve intervento il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini, ha sottolineato come l´incontro sia stata l´occasione per riaffermare, l´amicizia e l´impegno che ha coinvolto la comunità della Chiesa Evangelica Valdese di Lucca, attraverso la condivisione di principi quali, l´accoglienza, il rispetto e l´educazione alla tolleranza. L´incontro si è concluso con l´invito, accolto da tutti i presenti, a recitare la preghiera comune a tutti i cristiani, "Padre Nostro". Ha preceduto il buffet offerto agli invitati, l´apposizione di tre targhe in ricordo dei 150 anni della Chiesa Evangelica Valdese di Lucca.

Fonte: La Gazzetta di Lucca
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Vengono piangenti e imploranti; li guido,
li conduco ai torrenti, per una via diritta
dove non inciamperanno”
(Geremia 31,9)




Salmo della settimana : 126



Giovedì 26 Novembre

Dio nostro, noi ti ringraziamo, e celebriamo il tuo nome glorioso (I Cronache 29,13)
Ringraziate continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore Nostro Gesù Cristo (Efesini 5,20)

Per ringraziare Dio dei suoi benefici bisogna investire almeno altrettanto tempo di quanto si è impiegato a chiederglieli.
Vincenzo de’ Paoli

I Tessalonicesi 5, 9-15; II Pietro 3, 10-18




Seguire Gesù,
ascoltando la sua voce

commento a Marco 6, 34
"Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose"


Il versetto ci introduce al racconto della moltiplicazione dei pani. È evidente che Marco vuole sottolineare due cose. Da una parte le molte persone, gregge disgregato (mi si scusi il bisticcio!), pecore disorientate, senza meta né scopo. Non c è un pastore, non ci sono punti di riferimento. Dall altra Gesù, solo, che ne ha compassione. Il verbo che esprime questo stato d’animo significa alla lettera “sentirsi muovere le viscere”. Diremmo “sentire stringere il cuore”.
Quante volte la Bibbia – che risale a tempi in cui l’agricoltura e la pastorizia erano al centro della vita – paragona Dio ad un pastore premuroso e attento e Israele ad un gregge più o meno obbediente ai suoi richiami. Ci vengono in mente il Salmo 23 e le immagini del Vangelo di Giovanni dove Gesù dice: Io sono il buon pastore.
Gesù ci invita a seguirlo ascoltando la sua voce. E nel racconto che segue, non solo “insegna molte cose”, ma sa nutrire materialmente. Questo nutrimento passa attraverso i suoi discepoli, che pur esitanti, riescono a trovare del cibo, a portarlo a Gesù che, con le sue parole, le sue richieste, i suoi inviti, coinvolge la folla e fa sì che tutti siano saziati.
Molti si son posti e si pongono tuttora come capi, guide, arringatori di folle, risolutori dei problemi dell’umanità. Si sentono pastori, ma – dice Gesù – sono estranei, mercenari, ladri, briganti. Non sono interessati alle persone, non gli si stringe il cuore, amano solo il potere.
Quanti milioni di pecore senza pastore, oggi! I clandestini che si accalcano sulle nostre spiagge per sfuggire alla fame, i profughi che per non morire sotto le bombe finiscono intruppati in campi senza speranza, le migliaia di disoccupati che cercano di sopravvivere con le loro famiglie, gli afroamericani che reclamano i loro diritti.
Sta a noi, la chiesa del Signore, testimoniare la misericordia di Gesù ed essere coloro che “danno da mangiare”, materialmente e spiritualmente ai milioni di persone che sono greggi senza pastore.

Emmanuele Paschetto






Preghiera


Ai tuoi piedi, Signore,
esponiamo il carico pesante
delle nostre perplessità, dei nostri affanni.
Attendiamo da Te sostegno, conforto e guida.
Soccorri coloro che sono nel bisogno,
consola quanti sono
variamente afflitti ed affretta
l avvento del Tuo Regno
di amore e di pace
su tutta la terra.
Amen
pst. M.Affuso


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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