25 Gennaio 2022
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L´Italia come Labano

05-04-2013 10:46 - Bibbia e attualità
«Che mi hai fatto? Non è per Rachele che ti ho servito? Perché mi hai ingannato?»

(Genesi 29, 25)

La storia di Giacobbe e del suocero Labano è storia di fedeltà, pazienza, perseveranza e, all´opposto, di invidia, menzogna, ricatto, ma è soprattutto storia emblematica che mantenere la parola data ha un valore. Labano con il sotterfugio, giocando suoi sentimenti dell´interlocutore, riesce a portare a casa 14 anni di lavoro gratuito. Infrange i patti iniziali e vorrebbe continuare nella sua politica se non fosse che genero e figlie a un certo punto se ne vanno. È una storia da Far West, dove è facilmente identificabile il buono Giacobbe e il cattivo Labano, e che potrebbe sembrare addirittura banale, pur piacevole nella narrazione, se non fosse che tra i temi centrali, in particolare per noi credenti, tocca quello della promessa.

Qui il Signore sembra non c´entrare, fino a quando Giacobbe non prende da una parte Rachele e Lea e spiega loro che il Signore gli è di nuovo apparso in sogno dicendogli di andarsene. Prima di quel momento le trattative tra lui e Labano sono trattative laiche, di due uomini d´affari, uno dei quali innamorato, perciò più fragile, vulnerabile. Poi la svolta: il Signore del patto gli segnala che non c´è convivenza possibile tra chi rispetta gli accordi e chi non li rispetta, tra chi costruisce la propria vita, e le proprie fortune, sulla menzogna, magari diventando un grande imprenditore o governante, e chi, al contrario, le costruisce sulla verità, fatta di onestà, di trasparenza, di rispetto delle regole stabilite. Valori che Giacobbe non potrà insegnare ai suoi figli se accetta il compromesso con chi quell´onestà la calpesta.

E il Signore pensa ai suoi figli. A tutti i figli, sempre. Ma ancor più perché di lì a poco dovrà incontrare l´angelo a Peniel e sarà chiamato Israele, portando il peso di un nome che sarà Paese, nazione che non è ancora ma sarà, il peso di un futuro. E se è un Paese intero a far passare il principio che si può anche non mantenere la parola data, che ne sarà dei suoi figli? Ecco perché, a costo della sofferenza, lui non viola i patti, ma si sottrae e cerca un altro luogo in cui costruire relazioni di verità. Così, per esempio, quale altro Paese avrebbe potuto fidarsi dell´Italia-Labano se i marò non fossero rientrati in India? Come avrebbe giustificato di non mantenere la parola? Che ne sarebbe stato dei nostri figli e del futuro della nazione? Quale rinnovamento può essere mai possibile se manca l´ABC della lealtà? Non mantenere la parola data spezza i rapporti, semina la zizzania del sospetto, della sfiducia, dell´inganno. Relazioni tra persone e tra nazioni non sono più creative. Creative di pace.

Emmanuela Banfo


Fonte: Riforma
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

D I C E M B R E

Versetto del mese:

«Manda gridi di gioia, rallègrati, figlia di Sion!
Perché ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te»,
dice il Signore

(Zaccaria 2, 10)


Salmo della settimana: 71
Venerdì 31 Dicembre
I miei giorni sono nelle tue mani (Salmo 31,15)

Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo (Numeri 21, 7)
Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio (Giuda 22)


Ci è stato donato un medico che è egli stesso la vita; Cristo, morto per noi, ha per noi ottenuto la salvezza. Invochiamo la tua bontà: continua a custodire anche in futuro i grandi e i piccoli, perché tu hai per noi pensieri di pace e non di male.

Ludwig Helmbold


Romani 8, 31b-39; Ecclesiaste 3, 1-15 ; Salmo 46; Matteo 13, 24-30


Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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