21 Maggio 2022
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LIBERARSI DALLA RABBIA di Sergio Manna

26-04-2013 09:41 - Bibbia e attualità
«Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti sopra la vostra ira» (Efesini 4,26)

Mi è sempre piaciuto questo versetto, perché prende sul serio il fatto che è impossibile non adirarsi e che non è vero che "bravi cristiani" siano coloro che non si arrabbiano mai. Il problema non è arrabbiarsi. Il problema è cosa facciamo della nostra ira. Negarla non è mai salutare, poiché in tal modo si finisce per covarla a lungo giungendo magari ad esplosioni improvvise che possono nuocere tanto a chi è preda dell´ira quanto a chi ne diventa l´obiettivo.
L´autore della lettera agli Efesini distingue, con saggezza, tra l´ira (che non è di per se stessa un peccato) e le sue conseguenze (che invece possono davvero far male e, dunque, tradursi in peccato). L´invito sembra essere quello a non tenersi dentro la rabbia, a non negarla, a non covarla a lungo dentro di noi, ad ammetterla senza paura, cercando magari le forme e i modi per esprimerla costruttivamente, prima che il giorno finisca. Aiutare noi stessi e gli altri a comprendere le ragioni più profonde della propria ira e a parlarne è il primo passo verso la liberazione.

Al contrario l´ira negata, nascosta, repressa o alimentata nel silenzio, può diventare distruttiva non solo per gli altri, ma anche per la persona stessa che la prova. Talvolta la cosa migliore che possiamo fare per una persona arrabbiata è aiutarla a verbalizzare la propria ira, offrirle il nostro ascolto e accogliere il suo sfogo senza esprimere alcun giudizio. L´esperienza insegna che spesso basta già questo a far sì che la rabbia venga depotenziata dei suoi effetti deleteri. Perciò, se oggi o nei prossimi giorni ci imbatteremo in persone adirate, proviamo ad ascoltarle, donando loro un poco del nostro tempo. Se, invece, siamo noi ad essere adirati, allora, dopo aver pregato, cerchiamo una persona capace di ascoltare senza giudicare e apriamole il nostro cuore. Chissà che allora il sole non tramonti sopra la nostra calma ritrovata.

Fonte: Chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

D I C E M B R E

Versetto del mese:

«Manda gridi di gioia, rallègrati, figlia di Sion!
Perché ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te»,
dice il Signore

(Zaccaria 2, 10)


Salmo della settimana: 71
Venerdì 31 Dicembre
I miei giorni sono nelle tue mani (Salmo 31,15)

Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo (Numeri 21, 7)
Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio (Giuda 22)


Ci è stato donato un medico che è egli stesso la vita; Cristo, morto per noi, ha per noi ottenuto la salvezza. Invochiamo la tua bontà: continua a custodire anche in futuro i grandi e i piccoli, perché tu hai per noi pensieri di pace e non di male.

Ludwig Helmbold


Romani 8, 31b-39; Ecclesiaste 3, 1-15 ; Salmo 46; Matteo 13, 24-30


Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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