21 Maggio 2019

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LE TRASFORMAZIONI DEL LAVORO

01-05-2019 10:42 - Documenti
Dagli Stati Uniti ricaviamo una proiezione relativa al futuro: molti degli impieghi ruoteranno intorno alla conoscenza. Ma parallelamente sono destinati a incrementarsi i lavori legati, ai più vari livelli, alla cura delle persone
È noto che una delle principali trasformazioni del lavoro nelle società contemporanee è la crescita del lavoro “non standard”, cioè dei rapporti di lavoro fondati su contratti a tempo determinato o a tempo parziale. È pure cresciuto il numero di chi cambia datore di lavoro più volte nel corso della sua carriera e di chi ha contemporaneamente più datori di lavoro. Il lavoro “standard” – a tempo indeterminato, a tempo pieno, per un unico datore di lavoro – resta prevalente ma il lavoro “non standard” si è diffuso coinvolgendo soprattutto donne e giovani.
Meno nota – o, forse, semplicemente meno dibattuta – è una seconda grande trasformazione del lavoro. Essa riguarda il cambiamento della struttura occupazionale, cioè la modifica della distribuzione degli occupati tra diverse occupazioni o la comparsa di nuove professioni.
Il cambiamento della struttura occupazionale può essere studiato in due modi. Il primo è di volgere lo sguardo al passato, a ciò che è già cambiato. Il secondo è di guardare al futuro, a ciò che potrebbe cambiare. Gli Stati Uniti offrono un buon esempio di come applicare questi due approcci. Uno studio condotto dall’Ufficio delle statistiche del lavoro – il U.S. Bureau of Labor Statistics – sul quarto di secolo precedente la grande crisi economica del 2007, suddivide le occupazioni in tre grande gruppi: le occupazioni in cui il numero di addetti è cresciuto più del tasso di crescita delle forze di lavoro nel loro complesso, quelle che sono cresciute come il tasso medio e quelle che sono cresciute meno o addirittura si sono ridotte. Tra le prime ci sono le occupazioni nel campo della finanza e del management ma anche quelle relative ai servizi alla persona; tra le seconde troviamo le occupazioni nell’edilizia; tra le terze le occupazioni nei trasporti; le occupazioni agricole e della pesca segnano addirittura un saldo negativo.
Ma il Bureau non si limita a gettare uno sguardo retrospettivo sui cambiamenti occupazionali. Esso ci offre anche una previsione sull’andamento delle occupazioni nel futuro. Il 30 gennaio scorso, infatti, ha pubblicato le proiezioni occupazionali per il periodo 2016-2026. La lettura delle “Ten fastest growing occupations” – le dieci occupazioni a maggiore crescita – è molto interessante. Le due professioni che cresceranno di più in termini relativi hanno un profilo tecnico e riguardano l’installazione di attrezzature nel campo delle energie rinnovabili. Gli stipendi annuali in queste professioni sono buoni, circa 40-50.000 dollari nel 2016. Le due professioni che seguono nella “top ten” riguardano, invece, la cura delle persone (assistenza personale e assistenza sanitaria domiciliare). Queste professioni cresceranno meno in termini relativi ma sono quelle che cresceranno di più in termini assoluti. Qui gli stipendi sono inferiori, circa 22.000 dollari. Nuovamente legate alla cura sono le due professioni seguenti: assistenti medici e infermieri. Si tratta di due professioni in cui gli stipendi sono più alti, circa 100.000 dollari.
I dati forniti da questi studi ci aiutano a mettere alla prova le idee che abbiamo sulle trasformazioni del lavoro nelle nostre società. Secondo alcuni, i cambiamenti nel mondo del lavoro avvenuti negli ultimi decenni e quelli futuri dipendono dallo sviluppo della cosiddetta “economia della conoscenza”. La produzione dipenderebbe sempre di meno dal capitale fisico e sempre di più dalla disponibilità di tecnologie e di capitale umano qualificato che, appunto, “incorporano” maggiori conoscenze. Di conseguenza, dovremmo registrare un aumento delle professioni a più alto contenuto di conoscenza e una diminuzione di quelle legate a operazioni più semplici.
I dati che provengono dagli USA – e da altri paesi – mostrano, però, che accanto alla crescita di professioni più qualificate, ad alto contenuto di conoscenza e a medio o alto reddito (p. es. nei servizi alle imprese), crescono anche professioni meno qualificate, a basso contenuto di conoscenza e a basso reddito (p. es. nei servizi alle persone). Un’interpretazione delle trasformazioni del lavoro fondata sullo sviluppo dell’economia della conoscenza sarebbe, dunque, solo parzialmente confermata dalle evidenze disponibili. I “lavoratori della conoscenza” sono cresciuti e cresceranno ancora ma accanto a loro sono cresciuti e cresceranno i lavoratori – molto spesso, le lavoratrici – addetti ai servizi alle persone. Queste tendenze suggeriscono che una delle principali caratteristiche della struttura occupazionale dei paesi a economia avanzata sia la sua “polarizzazione”. Il mondo del lavoro di oggi e di domani non sarebbe, dunque, caratterizzato solo da un aumento del lavoro “non standard” ma anche dalla presenza di due poli, uno – meno popolato – costituito dai lavori più qualificati e più retribuiti e l’altro – più popolato – costituito dai lavori meno qualificati e meno retribuiti. Insomma, il cambiamento del lavoro sarebbe segnato da maggiori disuguaglianze
di Michele Rostan



Fonte: Riforma

UN GIORNO UNA PAROLA

MAGGIO
Versetto del mese
Nessuno è pari a te e non c’è altro Dio fuori di te
(II Samuele 7, 22)

Salmo della settimana: 108

Lunedì 20 Maggio

Egli è l’ oggetto delle tue lodi, é il tuo Dio
(Deuteronomio 10,21)
Gesù dice: «Io sono l’alfa e l’omega, il primo e l’ultimo,il principio e la fine»
(Apocalisse 22,13)

Signore Gesù, tu devi rimanere la corona del mio cuore, il sole della mia gioia. Non permettere che per vanità mi allontani dalla tua luce. Resta il mio premio, la tua parola mi nutre, resta il mio onore, la tua parola mi insegna a credere sempre fermamente in te.
Georg Weissel

Esodo 15, 1-21; II Samuele 16, 1-14




PREGHIERA

Signore, che io possa con il tuo aiuto,
far convergere, in fraterna collaborazione,
l’intera comunità
in una visione unitaria
della nostra testimonianza.
Che io possa favorire,
con chiara apertura di spirito,
ogni iniziativa;
ravvivare in tutti il senso
di responsabilità che
le varie mansioni conferiscono.
Impegnare tutti alla ricerca
di quegli elementi
che possono far progredire
la nostra testimonianza.
O Signore, nelle tue mani
metto il mio diuturno lavoro,
benedicilo e santificalo
perché possa sempre più
rilucere la fiaccola della
mia elevazione spirituale
Edizioni Paoline




Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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