14 Dicembre 2019

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LA NOTTE PIÙ LUNGA (GIOVANNI 3,1-8 )pastore Giuseppe Platone

10-07-2016 19:14 - TEMPO DELLO SPIRITO
C´era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. Egli venne di notte da Gesù, e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui». Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio». Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?» Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d´acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito. Non ti meravigliare se ti ho detto: "Bisogna che nasciate di nuovo". Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito». (Giovanni 3, 1-8)

Nicodemo era uno studioso della Bibbia, un «religioso» a tutto tondo che amava la legge di Mosè, accolta nella propria vita come espressione della volontà di Dio, un competente, un professionista.
È colto, ma è anche incuriosito, vuole confrontarsi con questo suo correligionario ebreo Gesù di cui tanto si parla anche perché ha compiuto segni straordinari, dalle nozze di Cana alla guarigione dei lebbrosi. Nicodemo va di notte a trovare Gesù... perchè? o non voleva farsi vedere dalla gente (a volte ci si vergogna a farsi vedere nel cercare la verità fuori dal recinto in cui vivi...) o semplicemente voleva avere tempo per discutere, la notte è il tempo della riflessione. Giovanni inserisce questo racconto all´inizio della notte che va verso il giorno, quasi un viaggio dal dubbio alla verità.
Arriva da Gesù con un «taccuino» pieno di domande su domande: chi sei tu Gesù che fai questi segni prodigiosi?
C´è una spiccata curiosità verso Gesù, che in fondo è anche la nostra curiosità: Dio esiste? e se esiste, come si muove? perché accadono drammi pazzeschi e Dio lo consente? Le domande di Nicodemo forse sono anche le nostre domande...o forse la domanda segreta di Nicodemo potrebbe essere quella del giovane ricco? Ho già tutto, cosa mi manca ancora per conoscere Dio, per guadagnare la vita eterna ?
Ma Gesù lo prende subito in contro piede: certamente conosci, ma se non nasci di nuovo non puoi capire. È una condizione preliminare. Non siamo in un talk show televisivo con domande e risposte, applausi o fischi, qui c´è qualcosa di più. Per capire il progetto di Dio per l´umanità occorre - dice Gesù - nascere di nuovo.
Nicodemo non capisce e ci ironizza sopra: posso rientrare nel ventre di mia madre? Qui affiora il mito dell´eterna giovinezza, di quelli che magari non accettano il proprio volto invecchiato, l´inevitabile declino fisico, mentale, biologico e vogliono tornare giovani attraverso espedienti anche patetici. Gesù in sostanza dice che c´è un essere generati dal basso che è quello di tua madre e tuo padre e c´è un essere generati dall´alto, che ti rende figlio o figlia di Dio; c´è una famiglia naturale che può avere diverse tipologie, personalmente preferisco parlare di famiglie al plurale che di famiglia. Ma famiglia naturale e famiglia spirituale sono condizioni diverse. Ti ama tua madre e tuo padre, ma anche Dio ti ama. Tu vedi il volto di tuo padre e tua madre che ti hanno generato e in Cristo vedi anche il volto di Dio che ti ama. Non ti autogeneri, sei generato e la fede viene da questa consapevolezza che l´amore di Dio ti ha generato. Non ci facciamo da soli, siamo fatti da altri, abbiamo bisogno degli altri come Nicodemo che entra in dialogo per capire. Da solo non ce la fai, hai bisogno che Dio ti dia una mano per venirne fuori. Nicodemo pensa che migliorando le proprie prestazioni religiose, facendo di più, migliora la sua condizione rispetto a Dio. Ma non funziona così. Alzando l´asticella delle tue prestazioni, Dio resta lontano, si lascia invece conquistare il giorno in cui ti presenti con le mani vuote, con la tua autenticità pronto a ricevere l´amore di Dio che ti viene offerto gratuitamente. Come dire che non si nasce cristiani, si nasce uomini o donne, ma cristiani lo si diventa.
In quella notte per Nicodemo stava avvenendo questo passaggio, guidato da Gesù, dalla conoscenza alla fede: da solo non ce l´avrebbe fatta, sarebbe rimasto fermo sul terreno della religione. Fede e religione non sono la stessa cosa.
Ma noi come facciamo? La Parola biblica frequentandola, ascoltandola, studiandola ci introduce nel progetto di Dio per il mondo e lo Spirito del Signore che soffia dove vuole e trasforma i cuori e le menti delle persone.
C´è una nascita biologica e una nascita spirituale. Noi ci accontentiamo della nascita naturale e facciamo volentieri a meno di quella spirituale, ma viene anche per noi la notte di Nicodemo e quando succede non bisogna sbagliare interlocutore.
Non devi scalare il cielo per conquistare Dio devi lasciarti conquistare. Il cielo e la terra trovano in Cristo un punto di unione. Dio non è rimasto nei cieli irraggiungibile come gli dei dell´Olimpo, ma è entrato nella nostra vicenda umana nella persona di Gesù Cristo. È la chiave d´accesso gratuita per entrare nel cantiere di Dio per il mondo.

Fonte: Voce Evangelica.ch

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Sabato 14 Dicembre

Signore, tu hai fatto risalir l’anima mia dal soggiorno dei morti, tu m’hai ridato la vita perché io non scendessi nella tomba (Salmo 30, 3)
Il dono di dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore ( Romani 6, 23)

Frutto del silenzio è la preghiera. Frutto della preghiera è la fede. Frutto della fede è l’amore. Frutto dell’amore è il servire.
Madre Teresa di Calcutta

I Tessalonicesi 4, 13-18; Isaia 48, 12-22


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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