23 Settembre 2020
News

LA CHIESA DOMESTICA IN EUROPA di Giuseppe Platone

05-05-2013 16:39 - Bibbia e attualità
«Dopo che Lidia fu battezzata, con la sua famiglia, ci pregò dicendo: "Se avete giudicato ch´io sia fedele al Signore, entrate in casa mia, e alloggiatevi". E ci costrinse ad accettare» (Atti 16,15)

Mi piace pensare che Luca che scrive della vicenda di Lidia (di cui qui cito solo la conclusione) fosse presente al suo battesimo. Come un giornalista che scrive il suo reportage Luca ha seguito sino a Filippi, nella loro avventura evangelizzatrice, Paolo e Sila. E in questa prima tappa in Europa Lidia, imprenditrice, si converte al cristianesimo. Paolo e Sila, così racconta Luca, si sentiranno in qualche modo costretti ad accettare l´invito di Lidia a pernottare a casa sua. Il racconto prosegue descrivendo varie peripezie compreso l´arresto dei due missionari che finiranno in carcere.
Ma una volta usciti di prigione saranno, di nuovo ospitati a casa di Lidia (vs. 40). Tra i tanti modelli di chiesa che incontriamo nei libri del Nuovo testamento c´è anche questo: la casa privata. Che diventa una chiesa domestica. La soglia minima da cui partire per essere chiesa è là dove due o tre s´incontrano nel nome di Cristo. Il valdismo medioevale, disperso in tanti angoli d´Europa, era tenuto insieme da predicatori itineranti - i cosiddetti «Barba» - che incontravano i credenti nel segreto delle case. Predicatori notturni, per non essere scoperti e denunciati. Per secoli si è andati avanti così. Dalla casa di Lidia alle migliaia di migliaia di altre case che, nonostante i rischi che si correvano, hanno aperto le loro porte all´Evangelo. Da Lidia in poi non si è più smesso. Oggi, senza correre rischi, nelle nostre chiese continuano le riunioni domestiche. C´è la grande riunione pubblica domenicale del culto e ci sono quelle domestiche. E in quest´ultime, grazie ai piccoli numeri, si può coltivare conoscenza e approfondimento dei testi biblici, sviluppando una certa spiritualità.

Nella pluralità dei modelli ecclesiastici quello della chiesa domestica è il primo ad entrare in Europa. Grazie a Paolo e a Sila ma grazie anche a una donna che ha creduto e quindi ha aperto casa sua. Forse Lidia non s´era resa conto d´avere offerto un esempio straordinario e indimenticabile. Succede anche a noi quando riusciamo a condividere il tetto che abbiamo sulla testa esercitando, concretamente, ospitalità e accoglienza. L´Evangelo apre i cuori e le case. E gli incontri in casa non te li dimentichi più perché sei riuscito a far spazio agli altri nella tua vita. Non tanto sentimentalmente (questo è facile) quanto concretamente (questo è più difficile). Provare per credere.

Fonte: chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 127


Martedì 22 Settembre

Fino a quando, o Signore, mi dimenticherai? Sarà forse per sempre? Fino a quando mi nasconderai il tuo volto? (Salmo 13,1)
Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione, ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo (Giovanni 16, 33)

Dobbiamo fare:
dell’interruzione un nuovo cammino,
della caduta un passo di danza,
della paura una scala,
del sogno un ponte,
del bisogno un incontro.
Fernando Pessoa

I Timoteo 6, 3-11; II Corinzi 8, 1-9


Preghiera


Signore, ti ringraziamo per il continuo
desiderio di stare con noi: Tu non sei un
Maestro lontano ma ami entrare nella
nostra quotidianità per fare cose grandi
attraverso di noi.
Ti ringraziamo perché anche se spesso
siamo inadeguati, tu ci rendi capaci di
compiere la tua volontà.
Ti chiediamo il coraggio quando ci sen-
tiamo soli e senza forze per seguirti.
Oggi, Signore, vogliamo invitarti nella
nostra vita quotidiana e lasciare che tu
ci conduca a vivere una vita meravigliosa
ed entusiasmante, guidati dal tuo amore
e dalla tua potente grazia.
Continua a rivelarti in noi attraverso la
tua Parola in ogni area della nostra vita.
Nel nome di Gesù. Amen!
di Fabio Giuliano




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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