21 Agosto 2019

News

L´unicità di Gesù - commento a Romani 5, 18

03-03-2016 14:16 - Fede e spiritualità
Sono io, che parlo con giustizia, che sono potente a salvare
Isaia 63, 1

Come con una sola trasgressione la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così pure, con un solo atto di giustizia, la giustificazione che dà la vita si è estesa a tutti gli uomini
Romani 5, 18

«Tana libera tutti!» gridano i bambini accorti che, a nascondino, riescono a liberare i compagni di gioco. Questa semplice immagine può aiutarci a comprendere l’argomentazione di Paolo. Il «così come Adamo – tanto più Cristo» è una spiegazione profonda, gravida di significato e conseguenze, ma anche rischiosa (e non potrebbe essere altrimenti), che offre il fianco a parecchie critiche. Per esempio, se si insiste troppo sul paragone fra Adamo e Cristo, ci si può chiedere: «Perché peccato e morte si trasmettono automaticamente, come fossero geni ereditari, mentre giustificazione e salvezza no?». L’annuncio dell’Evangelo, che rivela la giustizia di Dio, è trasmesso: se non fosse così, non saremmo più qua da secoli. E può essere che la trasmissione sia ancora dai genitori ai figli, ma non è più da «carne a carne», ma «da fede a fede» (Rom. 1, 16-17). Nel ragionamento di Paolo, ciò che non dobbiamo perdere di vista è il senso generale di un discorso che tenta l’impossibile: comunicare l’unicità di Gesù, una parola e un evento inclassificabile, fuori scala. Solo in lui, proprio in quanto Cristo, Figlio di Dio, veramente e propriamente Dio e veramente e propriamente uomo, c’è salvezza. Se Adamo rappresenta la sorgente di un corso d’acqua che nei secoli diventa fiume, lago e mare aperto, un oceano di peccato e di morte, il Signore è colui che da solo, senza il benché minimo impulso “ecologista” da parte dell’umanità, bonifica e depura quest’acqua rendendola nuovamente potabile, fonte di vita. Qualunque illustrazione si usi, qualunque spiegazione si tenti, rimane un mistero della grazia di Dio. Ma in fondo, se ci pensiamo, nei momenti difficili, quando disperiamo di poter vincere le nostre sfide, cos’è che ci sostiene e ci dà la forza di andare avanti? La conoscenza razionale delle regole del gioco o la speranza fiduciosa che in ogni istante può risuonare il grido «Tana libera tutti!»?

Fonte: Riforma

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Mercoledì 21 Agosto

Io sopporterò lo sdegno del Signore, perché ho peccato contro di lui (Michea 7, 9)
Umiliatevi davanti al Signore,ed egli v’innalzerà (Giacomo 4, 10)

Siamo solo dei servi, Signore, dei servi inutili, cioè senza un utile, un interesse, un secondo fine nel servizio che la vita ci chiede di compiere. Facciamo il nostro dovere verso le persone e la comunità, per amore tuo e dei fratelli, per seguire il tuo esempio ed essere fedeli al compito che ci hai affidato. Aiutaci, Signore, a rimanere – con gioia e verità – servi inutili per il potere, ma preziosi per te e per il tuo regno. Amen.
Sergio Carrarini
I Corinzi 10, 23-31; Matteo 10, 34-42



Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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