20 Settembre 2021
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Invito al XXIV Convegno della diaconia - Firenze, 08 marzo 2014

03-02-2014 17:36 - News
Care sorelle e cari fratelli, la CSD Diaconia Valdese è lieta di invitarvi al XXIV Convegno della diaconia, che si terrà a Firenze, presso i locali della Foresteria Valdese, l´8 marzo 2014. Il convegno di quest´anno è dedicato al tema del Welfare ai tempi della crisi. Di fronte ad una difficile situazione economico-sociale che perdura da alcuni anni senza significativi segnali di ripresa, la CSD Diaconia Valdese ha ritenuto interessante cercare di capire, tramite l´organizzazione di una Tavola Rotonda cui parteciperanno esponenti dell´ente pubblico e del privato no profit, come si sta modificando ed evolvendo il rapporto tra lo Stato, al quale spetta il compito di tutelare e garantire il benessere dei cittadini, e le organizzazioni private no profit che con esso collaborano e che sempre più sovente operano in quegli ambiti del sociale dove l´ente pubblico non ha più le risorse per intervenire. Allo stesso tempo, gli interventi che si succederanno nel corso della Tavola Rotonda vogliono essere un segnale di come la collaborazione tra ente pubblico e no profit è possibile e può portare a ottimi risultati. Unitamente alla presente trovate il programma dettagliato del Convegno, che si terrà nella mattinata e terminerà con il pranzo a buffet in foresteria. Confidando nella vostra partecipazione, vi esorto a diffondere l´invito presso quanti possano essere interessati a partecipare al convegno. Vi segnalo infine che le iscrizioni al convegno e le prenotazioni presso la foresteria di Firenze per pernottamenti e pasti dovranno pervenire direttamente alla Foresteria tramite la compilazione della scheda allegata alla presente.
Un caro e fraterno saluto, Marco Armand-Hugon (Presidente CSD)

Fonte: CSD
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
S E T T E M B R E
Versetto del mese:

Avete seminato molto e avete raccolto poco;
voi mangiate ma senza saziarvi;
bevete ma senza soddisfare la vostra sete
vi vestite, ma non vi è chi si riscaldi;
chi guadagna un salario
mette il suo salario in una borsa bucata

(Aggeo 1, 6 )



Salmo della settimana: 119,153-160

Lunedì 20 Settembre


Io non morirò, anzi vivrò, e racconterò le opere del Signore (Salmo 118,17)
Sono stato crocifisso con cristo non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! (Galati 2,20)

Non ci si dovrebbe domandare con ansia: «Che cosa ancora potrà accaderci?», ma piuttosto dire «Non vedo l’ora di conoscere ciò che Dio ha ancora in serbo per me».

Romani 6, 18-23; Ebrei 4, 1-13
































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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