25 Giugno 2021
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Invito al XXIV Convegno della diaconia - Firenze, 08 marzo 2014

03-02-2014 17:36 - News
Care sorelle e cari fratelli, la CSD Diaconia Valdese è lieta di invitarvi al XXIV Convegno della diaconia, che si terrà a Firenze, presso i locali della Foresteria Valdese, l´8 marzo 2014. Il convegno di quest´anno è dedicato al tema del Welfare ai tempi della crisi. Di fronte ad una difficile situazione economico-sociale che perdura da alcuni anni senza significativi segnali di ripresa, la CSD Diaconia Valdese ha ritenuto interessante cercare di capire, tramite l´organizzazione di una Tavola Rotonda cui parteciperanno esponenti dell´ente pubblico e del privato no profit, come si sta modificando ed evolvendo il rapporto tra lo Stato, al quale spetta il compito di tutelare e garantire il benessere dei cittadini, e le organizzazioni private no profit che con esso collaborano e che sempre più sovente operano in quegli ambiti del sociale dove l´ente pubblico non ha più le risorse per intervenire. Allo stesso tempo, gli interventi che si succederanno nel corso della Tavola Rotonda vogliono essere un segnale di come la collaborazione tra ente pubblico e no profit è possibile e può portare a ottimi risultati. Unitamente alla presente trovate il programma dettagliato del Convegno, che si terrà nella mattinata e terminerà con il pranzo a buffet in foresteria. Confidando nella vostra partecipazione, vi esorto a diffondere l´invito presso quanti possano essere interessati a partecipare al convegno. Vi segnalo infine che le iscrizioni al convegno e le prenotazioni presso la foresteria di Firenze per pernottamenti e pasti dovranno pervenire direttamente alla Foresteria tramite la compilazione della scheda allegata alla presente.
Un caro e fraterno saluto, Marco Armand-Hugon (Presidente CSD)

Fonte: CSD
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
G I U G N O


Versetto del mese
Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini

(Atti degli apostoli 5,29)




Salmo della settimana: 12

Venerdì 25 Giugno

La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza (Salmo91,4)
Gesù dice: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Giovanni 8,31-32)

Il cristiano è mandato allo scoperto, dove «deve restare saldo» con l unico «scudo della fede» e «l elmo della salvezza» e «la spada dello Spirito, che è la parola di Dio, con ogni sorta di preghiere e di supplica» come armi di difesa e di offesa.
Hans Urs Von Balthasar


Matteo 10, 26-33; Atti degli apostoli 13, 13-25


















Preghiera

Signore siamo deboli, timorosi, piccoli.
Ma forse tu vuoi servirti ugualmente di noi.
Facci entrare nel tuo lavoro, non permetterci di aver vissuto per niente.
Conosci quello che siamo, sai che abbiamo, tutti, sete di te,
della vita, della salvezza che ci offri.
Concedici di essere forti in te. Amen


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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