23 Agosto 2019

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Inaugurazione laboratorio "Fede e pensiero al Presente"

09-09-2015 14:30 - News
Sabato 19 settembre 2015 alle ore 17 - Lucca, via Galli Tassi 50

INCONTRO CON PAOLO RICCA

Le dieci parole di Dio. Le Tavole della libertà e dell´amore


Introduce e coordina Domenico Maselli

Interventi musicali a cura di Andrea Salvoni e Salvatore Cilia





1° incontro del ciclo FEDE E PENSIERO AL PRESENTE

a cura di Michele Turrisi

Iniziativa promossa dalla Comunità valdese e dal Centro Culturale "P.M. Vermigli" di Lucca in collaborazione con LuccaLibri Libreria-Caffè Letterario.

Si tratta di un laboratorio filosofico-religioso condotto come pratica riflessiva comunitaria ispirata alla P4C ("Philosophy for Community" - secondo il modello di Matthew Lipman). Oltre alle sessioni di P4C, in programma anche seminari di approfondimento e incontri con autori.



Presupposto: filosofia e religione non sono qui considerate un fine, ma uno strumento per vivere e pensare (insieme) con maggiore pienezza e consapevolezza.


Proposito: costituire un itinerario di ricerca aperto e plurale per principio; un´esperienza dialogica per credenti e non credenti. In ascolto anche di parole antiche ma vive, come quelle della Bibbia, best seller dell´umanità:


«La Bibbia ha impregnato di sé la storia dell´Occidente. Lo ha fatto in modo diretto nella sua duplice, forte tensione interna ebraico-cristiana e, in modo indiretto, attraverso gli influssi che ha esercitato sull´islam e sulla stessa cultura laica. [...] La Bibbia porta dentro di sé le tracce di molte civiltà e culture: una lettura da cui è tuttora necessario partire per comprendere meglio il nostro mondo. [...] Parafrasando l´espressione classica, si potrebbe dire che nulla di quanto è umano sia estraneo alla Bibbia» (Piero Stefani).



Consulenza storica, filosofica e teologica: Domenico Maselli, Adriano Fabris e Paolo Ricca.



Il laboratorio è intitolato al biblista Giovanni DIODATI (["di nazion lucchese"] Ginevra 1576 - 1649) e al teologo martire Dietrich BONHOEFFER (Breslavia 1906 - lager di Flossenbürg 1945).



Info e contatti:

Centro Culturale "P.M. Vermigli"

Via Galli Tassi 50 - LUCCA

centrovermiglilucca@libero.it

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Giovedì 22 Agosto

Egli era strappato dalla terra dei viventi e colpito a causa dei peccati del mio popolo? (Isaia 53, 8)
Considerate perciò colui che ha sopportato una simile ostilità contro la sua persona da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate perdendovi d’animo (Ebrei 12,3)

Dobbiamo svuotare Dio della sua divinità per amarlo. Egli si è svuotato della sua divinità diventando uomo, poi della sua umanità diventando cadavere (pane e vin), materia. E’ necessario amare Dio attraverso le proprie gioie, attraverso la propria sventure, attraverso i propri peccati (passati). E’ necessario amarlo attraverso le gioie, le sventure, i peccati degli altri uomini e senza condizione.
Simone Weil

I Corinzi 9, 16-23; Matteo 11, 1-19


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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