01 Agosto 2021
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Inaugurazione laboratorio "Fede e pensiero al Presente"

09-09-2015 14:30 - News
Sabato 19 settembre 2015 alle ore 17 - Lucca, via Galli Tassi 50

INCONTRO CON PAOLO RICCA

Le dieci parole di Dio. Le Tavole della libertà e dell´amore


Introduce e coordina Domenico Maselli

Interventi musicali a cura di Andrea Salvoni e Salvatore Cilia





1° incontro del ciclo FEDE E PENSIERO AL PRESENTE

a cura di Michele Turrisi

Iniziativa promossa dalla Comunità valdese e dal Centro Culturale "P.M. Vermigli" di Lucca in collaborazione con LuccaLibri Libreria-Caffè Letterario.

Si tratta di un laboratorio filosofico-religioso condotto come pratica riflessiva comunitaria ispirata alla P4C ("Philosophy for Community" - secondo il modello di Matthew Lipman). Oltre alle sessioni di P4C, in programma anche seminari di approfondimento e incontri con autori.



Presupposto: filosofia e religione non sono qui considerate un fine, ma uno strumento per vivere e pensare (insieme) con maggiore pienezza e consapevolezza.


Proposito: costituire un itinerario di ricerca aperto e plurale per principio; un´esperienza dialogica per credenti e non credenti. In ascolto anche di parole antiche ma vive, come quelle della Bibbia, best seller dell´umanità:


«La Bibbia ha impregnato di sé la storia dell´Occidente. Lo ha fatto in modo diretto nella sua duplice, forte tensione interna ebraico-cristiana e, in modo indiretto, attraverso gli influssi che ha esercitato sull´islam e sulla stessa cultura laica. [...] La Bibbia porta dentro di sé le tracce di molte civiltà e culture: una lettura da cui è tuttora necessario partire per comprendere meglio il nostro mondo. [...] Parafrasando l´espressione classica, si potrebbe dire che nulla di quanto è umano sia estraneo alla Bibbia» (Piero Stefani).



Consulenza storica, filosofica e teologica: Domenico Maselli, Adriano Fabris e Paolo Ricca.



Il laboratorio è intitolato al biblista Giovanni DIODATI (["di nazion lucchese"] Ginevra 1576 - 1649) e al teologo martire Dietrich BONHOEFFER (Breslavia 1906 - lager di Flossenbürg 1945).



Info e contatti:

Centro Culturale "P.M. Vermigli"

Via Galli Tassi 50 - LUCCA

centrovermiglilucca@libero.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
A G O S T O
Versetto del mese
Signore, porgi l orecchio,e ascolta!
Signore, apri gli occhi e guarda!
(II Re 10,16)



Salmo della settimana: 14


Domenica 1° Agosto
A chi molto è stato dato, molto sarà richiesto; e a chi molto è stato affidato, tanto più si richiederà (Luca 12,48)

Tu amerai dunque il Signore, il tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutte le tue forze (Deuteronomio 6,5)
Noi amiamo perché Egli ci ha amati per primo (I Giovanni 4,19)


E’ possibile amare Dio con mezzo cuore? E’ possibile provare un sentimento con solo un pezzo di cuore? Si può immaginare che il cuore sia composito. Effettivamente la tradizione rabbinica dà un suggerimento per certi versi sconcertante: si deve amare Dio sia con l isinto del bene, sia con l istinto del male. Infatti nell’uomo vi è una natura doppia, nel profondo, che lo costringere perennemente a scegliere. Ora, se è chiaro che cosa vuol dire amare Dio con la componente positiva, bisogna capire che cosa significhi amare Dio con quella negativa. Suggerisco che io pratico una forma di amore verso Dio nel momento in cui domino l’istinto del male, indirizzando verso Dio la capacità di dominare la tendenza malvagia.
Benedetto Carucci Viterbi


Matteo 13, 44-46; Filippesi 3, 4b-14; Geremia 1, 4-10









Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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