29 Settembre 2020
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In preghiera per l´unità dei cristiani

31-01-2018 15:50 - Ecumenismo
I frutti della Spuc 2018: verso gruppi di impegno ecumenico anche in Versilia e a Barga. Gli incontri in diocesi

Da 50 anni la Settimana di preghiera per l´unità dei cristiani si avvale di materiali elaborati congiuntamente dalla commissione del consiglio ecumenico delle Chiese e dal pontificio consiglio per la promozione dell´unità dei cristiani. Cristiani di diverse chiese hanno deciso di pregare insieme con sussidi preparati insieme, chiedendo il dono dell´unità. L´invocare insieme lo Spirito Santo è un segno potentissimo e in tutta Italia, come nella nostra diocesi, in tanti partecipano a questi appuntamenti che creano una cultura del dialogo. La Spuc 2018 si è aperta giovedi 18 gennaio con l´incontro alla scuola di formazione teologico pastorale sul tema «Identità e paura». Relatori: Silvia Nannipieri ed il pastore valdese Daniele Bouchard.
A questo primo appuntamento sono seguiti altri incontri e preghiere: prima a Pisa e - nei giorni successivi - nelle altre zone della diocesi. Lunedi 22 gennaio la preghiera ecumenica è stata ospitata nella chiesa dell´Annunziata a Barga, presenti monsignor Stefano Serafini, il prete ortodosso Cristian Puricescu ed il pastore valdese Stefano Giannatempo. La comunità di Barga poi ha accolto tutti con buoni cibi e vini locali e proficuo è stato lo scambio di opinioni e conoscenze per lanciare idee per un cammino ecumenico tra le diverse realtà cristiane di Barga.
Il giorno successivo la preghiera è stata ospitata nella chiesa del Crocifisso a Pontedera ed è stata guidata da don Elvis Ragusa, dal pastore valdese Daniele Bouchard e da padre Cristian Puricescu, che hanno anche guidato il successivo incontro nei locali dell´oratorio. Mercoledi 24 gennaio nella chiesa del SS.Sacramento a Pietrasanta, don Francesco Parrini ha accolto il pastore Stefano Giannatempo, della chiesa valdese di Lucca, e padre Andrei Vizitiu, parroco della chiesa ortodossa rumena di Viareggio.
È stata una liturgia molto sentita e partecipata. La comunità ha preparato poi un´ottima cena che ha favorito il clima di reciproco ascolto e accoglienza. È seguito un incontro, aperto a tutti, con la partecipazione degli studenti della scuola di formazione teologica e pastorale, di fedeli di varie comunità, di monsignor Stefano d´Atri e di don Alessandro Previato. Interessante l´intervento di padre Vladimir, parroco della comunità ucraina cattolica di rito greco che a Pisa celebra nella chiesa di S. Pietro in vincoli.
Al termine è stata lanciata la proposta di creare anche in Versilia un gruppo di impegno ecumenico sul modello di quello pisano. Le collette raccolte a Pisa, Pontedera e Pietrasanta, hanno fruttato in totale 1200 euro che saranno destinati al progetto dei «Corridoi umanitari», come nei due anni precedenti. Come ha ricordato il pastore Giannatempo a Barga, quando ci incontriamo, non dobbiamo avere paura di contaminarci, perché tra cristiani siamo già uniti da un solo battesimo, da una sola Parola e, ancora lontanamente, siamo uniti dallo stesso pane e dallo stesso vino, che aspettano di essere mangiati da tutti noi, un giorno. Il gruppo di impegno ecumenico di Pisa (valdesi, cattolici, ortodossi) si ritrova tutto l´anno ogni 15 giorni; si può approfittare di queste riunioni per continuare a condividere l´esperienza della nostra fede e la bellezza di poter raccontare al mondo che nelle differenze ci può essere la presenza e la bellezza di Dio. Il prossimo incontro sarà martedi 6 febbraio alle ore 20,45 in via Derna 13 a Pisa, quando i partecipanti al gruppo di impegno ecumenico inizieranno un cammino sul tema «la famiglia».

di Francesca Del Corso *gruppo di impegno ecumenico di Pisa



Fonte: Vita nova
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 125


Lunedì 28 Settembre

Ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i cattivi giorni e giungano gli anni dei quali dirai: «Io non ci ho più alcun piacere» (Ecclesiaste 12,3)
Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti: Gesù da Nazaret, figlio di Giuseppe», Natanaele gli disse: «Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret?» Filippo gli rispose: «Vieni a vedere» (Giovanni 1,45-46)

O Dio, Creatore e Signore dell’universo, anima del mondo e fonte della vita, ti lodiamo e ti ringraziamo per tutto ciò che esiste. Tutto è un segno della tua grandezza, della tua potenza, di una genialità che l’uomo può solo completare stupito. Veramente, Signore, tutto è molto bello e noi ci sentiamo avvolti nel mistero infinito della tua presenza.
Sergio Carrarini

Romani 6, 16-23; II Corinzi 10, 12-18




Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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