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In arrivo dal Libano con i prossimi corridoi umanitari altre 125 persone

20-04-2017 08:49 - News
Atterreranno il 27 e il 28 aprile a Roma-Fiumicino i prossimi due gruppi di profughi soprattutto siriani. Saranno accolti nelle strutture messe a disposizione dagli enti promotori del progetto ecumenico

Per 13 anni ha preso l´aereo, Fadi, tra la Siria e l´Arabia Saudita, dove insegnava inglese in una scuola privata. Su un aereo ha conosciuto quella che oggi è sua moglie e madre di suo figlio. Ma oggi Fadi, originario di Sweida, cittadina siriana vicino al confine con la Giordania, non può più viaggiare. Dopo una prima fuga verso la Turchia, e poi una seconda verso il Libano, in questi giorni Fadi si prepara ad imbarcarsi nuovamente su un aereo, un regolare volo di linea dell´Alitalia: il 28 aprile da Beirut lui e la sua famiglia arriveranno a Roma grazie al progetto ecumenico dei "corridoi umanitari".

Fadi ricorda il mese di marzo 2011: "Era l´inizio della rivoluzione siriana. Ho partecipato alle proteste con i miei studenti. Chiedevamo riforme, libertà e dignità". Fadi è stato arrestato due volte. E´ stato vittima di torture. "Ho deciso di lasciare la Siria perché non era più sicuro viverci, ma in Libano è come stare in un limbo, sfruttato quando lavoro, e con la paura di essere arrestato", racconta agli operatori di Mediterranean Hope, il progetto della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), che insieme alla Tavola valdese e alla Comunità di Sant´Egidio organizza i corridoi umanitari, che in poco più di un anno hanno portato in sicurezza quasi 700 profughi vulnerabili. Fadi e la sua famiglia saranno accolti nelle strutture della Diaconia Valdese a Venezia.

Il 27 e il 28 aprile all´aeroporto di Fiumicino, lo staff ecumenico degli enti promotori del progetto-pilota accoglieranno due nuovi gruppi di profughi in maggioranza siriani: in totale 125 persone di cui 48 minori. Tra queste, 51 persone saranno prese a carico della FCEI, della Diaconia Valdese e dei loro partner: 13 nuclei famigliari che saranno ripartiti secondo il modello dell´accoglienza diffusa in Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia-Giulia, Lazio, Toscana, Calabria e Puglia.


Fonte: NEV
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
O T T O B R E
Versetto del mese:
Facciamo attenzione gli uni agli altri
per incitarci all’amore e alle buone opere

(Ebrei 10, 24)



Salmo della settimana: 110



Lunedì 25 Ottobre




O Dio, non restare silenzioso! Non rimanere impassibile e inerte, o Dio! Poiché, ecco, i tuoi nemici si agitano, i tuoi avversari alzano la testa (Salmo 83, 1-2)
Liberaci dal maligno (Matteo 6,13)




Mio Dio, sono tempi angosciosi. Ti prometto una cosa, Dio, soltanto una piccola cosa: cercherò di non appesantire l’oggi con i pesi delle mie preoccupazioni per il domani. Ogni giorno ha la sua parte. Cercherò di aiutarti affinché tu non venga distrutto dentro di me, ma a priori non posso promettere nulla.
Etty Hillesum


Romani 12, 17-21; Luca 13, 22-30





















































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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