23 Agosto 2019

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In Francia il sinodo della Chiesa protestante unita

29-04-2018 08:40 - News
Verrà lanciata "Lire la Bible!", una campagna nazionale per riavvicinare il testo biblico alla vita del singolo individuo. Ne parliamo con il pastore Paolo Morlacchetti che coordina il progetto

Sarà il piccolo paese di Lezay, nell´ovest del Paese, a ospitare dal 10 al 13 maggio il prossimo sinodo della Chiesa protestante unita di Francia (Epudf), nata 5 anni fa dall´unione della Chiesa riformata di Francia e della Chiesa evangelica luterana. Alain Millet, moderatore di questa sessione sinodale, accoglierà i 220 delegati provenienti da tutta la nazione e gli invitati dai Paesi esteri.

Il Consiglio nazionale dell´Epudf ha scelto quale tema portante dei lavori "l´essere chiesa", fare comunità, testimoniare l´evangelo nel mondo di oggi. Il discorso della presidente del Consiglio nazionale, la pastora Emmanuelle Seyboldt, è previsto nella mattinata di venerdì 10 maggio.

Il momento più importante di questa sessione di lavori sarà certamente il lancio ufficiale di quella che viene definita "Dinamica di riflessione e di sperimentazione di lettura della Bibbia per il triennio 2018-2021": un´iniziativa volta a rimettere il testo biblico al centro della vita comunitaria. A coordinare il neonato gruppo di lavoro nazionale è il pastore Paolo Morlacchetti della Chiesa protestante di Nizza e membro del consiglio nazionale dell´Epudf che ci ha raccontato la genesi e gli auspici del progetto: «Posta al centro della liturgia la Bibbia rappresenta per noi protestanti un pilastro fondamentale della vita cristiana, che per secoli ha nutrito la fede, la vita e la preghiera di chi è venuto prima di noi. Ancora oggi abbiamo fama di infaticabili lettori dell´evangelo, soprattutto agli occhi delle altre confessioni cristiane. Ma un sondaggio condotto in Francia alcuni anni fa ha mostrato una realtà differente: il 9% dei riformati afferma di andare al culto ogni settimana e solo il 17% di leggere la Bibbia almeno una volta a settimana. Ognuno di noi ha dunque a casa uno o più testi biblici, che spesso hanno valore emotivo importante, ma che rimangono ordinatamente conservati nei cassetti o in una libreria. Accanto a una lettura comunitaria estremamente strutturata e definita ( durante il culto, gli studi biblici, le sessioni di catechesi), viene accantonata la lettura "privata", personale, di solito con la motivazione di non possedere gli strumenti per interpretare il testo. Da questa premessa nasce la volontà di porre nuovamente la Bibbia nel cuore della nostra esistenza personale e comunitaria».

Sul come rendere in pratica questi propositi il pastore Morlacchetti vuole partire da cosa già esiste: «si tratta innanzitutto di fare rete per scoprire progetti, iniziative che magari singole realtà di chiesa già conducono. Va costruita una ragnatela di soggetti che hanno a cuore la diffusione del messaggio biblico e con loro studiare azioni di animazione, di approfondimento, per agire e riflettere insieme sulla nostra relazione con la scrittura. Vogliamo dunque mettere insieme esperienze per farle conoscere, condividerle e aiutarci tutti a riscoprire il piacere della lettura della Bibbia». Un sito internet, lirelabible.org sarà il collettore di tutte queste esperienze. Il Sinodo chiuderà i lavori con un culto domenica 13 maggio, durante il quale verranno consacrati 5 nuovi pastori che andranno ad aggiungersi ai 450 che già compongono l´Epudf nelle 460 chiese locali e nei 1100 luoghi di culto sparsi in tutto il Paese.


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 70

Venerdì 23 Agosto

A te, Signore, la grandezza, la potenza e la gloria, lo splendore, la maestà, poiché tutto quello che sta in cielo e sulla terra è tuo. (I Cronache 29,11)
Tu sei degno, o Signore e Dio nostro, di ricevere la gloria l’onore e la potenza: perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà furono create ed esistono (Apocalisse 4,11)

Tu sei più d’ogni cosa / Come è possibile cantarti? / Potrà mai la parola celebrarti, se nessuna voce può esprimerti?/ Ogni cosa parla diTe / Ciò che ha voce e ciò che non ha voce / Ogni cosa onora Te / Ciò che ha intelletto e ciò che non ha intelletto / A Te si innalzano i desideri di tutti / A Te le sofferenze di tutti / Tutto il creato supplica Te / quanto comprende il Tuo universo / a Te eleva un inno silenzioso
Gregorio di Nazianzio

Geremia 1, 11-19; Matteo 11, 20-24


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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