07 Maggio 2021
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Il vicolo cieco e la porticina

06-06-2018 11:07 - News
La Conferenza del Primo Distretto ha discusso in particolare su vita delle chiese, diaconia, ecumenismo

Siamo in un vicolo cieco? Si direbbe di sì, a giudicare dai temi critici della recente Conferenza del primo Distretto (Perrero, 2-3 giugno): vita delle chiese, Collegio valdese, diaconia, tre questioni spinose rispetto alle quali emerge una situazione di crisi, peraltro non nuova.

Per le chiese si parla ormai di «stabile decrescita» nei membri di chiesa, nelle contribuzioni (come ribadito dalla relazione sull´aspetto finanziario). Lo ha confermato la ricerca sociologica voluta da Tavola valdese e Opcemi e realizzata dal Centro Studi Confronti, i cui risultati saranno presentati al prossimo Sinodo, anticipata in questa sede da Alessia Passarelli. Allo stesso tempo è stata sottolineata una preoccupante tendenza a individualizzare la chiesa, facendola diventare una sorta di «distributore automatico» (immagine utilizzata dalla pastora Daniela Santoro nel sermone del culto di domenica) dalla quale il singolo prende ciò che risponde ai propri bisogni, salvo poi allontanarsi quando questo viene meno.

La situazione del Collegio appare assai critica, ma l´ordine del giorno approvato va in una direzione cautamente (pro)positiva su tre livelli: cercare di capire qual è effettivamente l´interesse delle chiese del distretto per la "loro" scuola (interesse che finora non è emerso); sperimentare una drastica riduzione delle rette, considerate uno dei deterrenti alle iscrizioni, per vedere se queste aumentano; infine, distinguere l´offerta formativa da quella delle altre scuole del territorio che, come ha osservato il preside Marco Fraschia, negli ultimi anni hanno adottato varie proposte didattiche prima appannaggio del Collegio, migliorando la propria offerta.

L´argomento diaconia e chiese è quello che forse ha toccato più nel profondo l´assemblea, con una sensazione di incomunicabilità e contrapposizione che la relazione della Commissione Chiesa, territorio e diaconia comunitaria non ha contribuito a smussare, forse più per i toni che per i contenuti, che in fondo evidenziavano una realtà di fatto, lo scollamento tra il mondo diaconale e il mondo più strettamente ecclesiastico.

Da un lato le chiese non parlano di diaconia, come se il tema non le riguardasse, dall´altro la "struttura-diaconia" sembra andare per la propria strada, facendo cose molto belle e meritevoli, ma spesso avulse dalla realtà delle chiese. Ci si è chiesti: i membri di chiesa sono presenti nelle opere diaconali? Il personale delle opere è presente nelle chiese? Sembra difficile poter giungere a una risposta oggettiva. Occorre ritrovare un linguaggio comune, «una piena consapevolezza del legame indissolubile» tra predicazione e servizio, ha dichiarato l´ordine del giorno approvato dopo «ampio, faticoso e franco dibattito».

Su questi tre temi si percepiva una certa difficoltà a entrare nel merito, forse un lavoro in gruppi avrebbe facilitato uno scambio di idee meno condizionato; la presenza dei "diretti interessati", sebbene legittima e doverosa, da questo punto di vista non aiutava.

La situazione appare "sospesa" anche per quanto riguarda l´ecumenismo, altro tema trattato in Conferenza. L´avvicendamento del vescovo di Pinerolo è un dato di fatto, ma indubbiamente ha portato una sospensione del paziente lavoro sui due documenti relativi all´ospitalità eucaristica e alla liturgia battesimale, in attesa di sviluppi; il Pinerolese si conferma, comunque, come laboratorio di sperimentazione dal punto di vista ecumenico.

Una chiara parola di disapprovazione, infine, è giunta dalla Conferenza riguardo al decreto ministeriale 62/2017 (art. 8) che prevede l´inserimento degli insegnanti di religione nelle commissioni d´esame delle scuole secondarie di primo grado, ribadendo «la laicità costituzionale della scuola statale italiana».

Gli spunti più positivi sono emersi nel dibattito sui giovani, su predicazione e nuovi media, sulla musica, sebbene anche in ambito giovanile si percepisca un certo scollegamento fra i tre organismi presenti nell´area (équipe di animazione giovanile, Casd-Coordinamento attività scoutistiche distrettuali e Fgei-Federazione giovanile evangelica italiana) e con il Centro ecumenico Agape.

La ricerca e l´interesse per nuovi strumenti e nuove forme espressive ha accomunato questi ultimi temi. In particolare, i nuovi media hanno suscitato un interesse peraltro già espresso dal convegno organizzato in febbraio dall´apposita commissione. Si cerca anche qui una maggiore uniformità di linguaggi e intenti, valutando l´unificazione delle varie forme di presenza delle chiese sul web, proponendo alle comunità e ai concistori un percorso di formazione su questa complessa materia, ma soprattutto la creazione di un codice deontologico per normare la pubblicazione dei contenuti sul web (es. su Facebook), già allo studio da parte della Tavola valdese.

Un vicolo cieco, forse, ma con una porticina in fondo, da cui vedere il mondo oltre il muro. Come Alice nel paese delle meraviglie, basta avere la chiave per aprirla e, forse, "ridursi" alla giusta dimensione...


Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 45

Venerdì 7 Maggio

Tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in te ogni giorno (Salmo 25,5)
Sappiamo che egli ci esaudisce (I Giovanni 5, 15)


Non voglio allontanarmi da Dio, perché lui non si allontana da me. In ogni strada Egli mi è di guida, perché io non mi perda. Mi porge la sua mano e, sera e mattina, provvede a me, in qualsiasi luogo io mi trovi.
Ludwig Heimbo
ld

Apocalisse 5, 6,14; Proverbi 25, 11-28


Prendersi cura dei fratelli e delle sorelle nel bisogno
commento a:
Non siate in ansietà per la vita vostra, di quel che mangerete, né per il corpo di che vi vestirete; poiché la vita è più del nutrimento e il corpo più del vestito. Osservate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. E voi quanto più degli uccelli valete! Luca 12, 22-24
“Black lives matter”: le vite dei neri contano. È il motto del movimento attivista internazionale, originato all interno della comunità afroamericana, impegnato nella lotta contro il razzismo, in particolare contro gli omicidi delle persone nere da parte della polizia, riportato all attenzione dei media di tutto il mondo a seguito dell uccisione a Minneapolis più di un anno fa dell’afroamericano George Floyd, soffocato da un poliziotto che gli tenne un ginocchio premuto sul collo.
Tutte le vite contano. Non solo quelle dei “neri” d America che da oltre 150 anni dovrebbero avere pari diritti e pari opportunità dei “bianchi”. Contano le vite dei diversi popoli, conta la vita di ogni singolo essere umano che nasce sulla terra. Ma il rispetto della vita dovrebbe estendersi ad ogni essere animato, ad ogni creatura di Dio: siamo tutti figli e figlie del Signore dell universo, padre e madre di tutto ciò cui il suo amore ha dato l esistenza.
Anche in questo campo la Chiesa ha tradito rovinosamente la visione di Dio e l azione di accoglienza e di uguaglianza di Gesù, che diceva “Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli... uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli” (Matteo 23, 8-9). Dio che ha creato tutto e tutti “vuole che tutti siano salvati e vengano alla conoscenza della verità”, ribadisce la Prima lettera a Timoteo (2, 4).
Ci sono centinaia di milioni di persone che vivono in ansietà per sé e per i propri cari perché le condizioni di vita – spesso provocate da altre persone – li mettono in gravi difficoltà e pericoli.
Si può a queste persone dire “Andate in pace, scaldatevi e saziatevi”? chiede Giacomo nella sua lettera (cap. 2 vers. 6). No – ci dice Gesù in un grande racconto che Matteo ci riporta (cap. 25) – sta a te, sta a voi, che vi dite miei discepoli, condividere interessamento, impegno, vita con i fratelli e le sorelle che si trovano nel bisogno.
Questo è compito della Chiesa, questo è compito dei credenti in Cristo: far sì che nessuno debba essere in ansietà per la propria vita.
Oggi tocca a me, a te, alla mia e ad ogni chiesa prendere sul serio la sfida che il nostro tempo ci rivolge. Allora si realizzerà la promessa di Gesù: il Padre ci aiuterà e ci concederà quello che gli chiediamo (Matteo 18, 19).
Emmanuele Paschetto






Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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