20 Settembre 2020
News
percorso: Home > News > News

Il teatro dei grandi ribelli: da Lutero a Gandhi, Martin Luther King, Mandela

07-01-2018 17:36 - News
Dal 12 gennaio va in scena al Teatro Argentina di Roma «Il giorno di un dio», scritto e diretto da Cesare Lievi. La storia della Riforma luterana riletta dal punto di vista di oggi

Si ribella alla volontà del proprio padre, prendendo i voti da monaco agostiniano, poi al Papa e a all´imposizione di un Dio vendicatore: Martin Lutero, un rivoluzionario? «È il primo esempio di intellettuale moderno che, rivoltandosi contro i diktat familiari e le massime autorità del suo tempo, reclama una totale libertà di pensiero e di parola - risponde Cesare Lievi autore e regista de Il giorno di un dio- Non sapremo mai se veramente il 31 ottobre 1517 conficcò sulla porta della Chiesa del Castello di Wittenberg le 95 tesi contro la pratica delle indulgenze. Di sicuro la sua Riforma ha cambiato la vita di tutti noi».

L´anniversario dei 500 anni dalla Riforma luterana
Lo spettacolo, nell´anniversario dei cinquecento anni dalla Riforma, dopo il debutto allo Stadtheater di Klangefurt (Austria), approda al Teatro Argentina di Roma il 12 gennaio. Anche altri teatri si popolano non solo dei classici Pirandello e Shakespeare, ma di altre figure ribelli. Tra queste: Josè Valenzuela Levy nell´Acrobata di Laura Forti, regia di Elio De Capitani (Elfo Puccini, Milano, gennaio) dove si ripercorre la vicenda del combattente cileno, nome di battaglia Ernesto, che si ribellò al regime di Pinochet, organizzando un attentato, fallito, contro il sanguinario dittatore. «Un´immersione nel ´900 attraverso parole e immagini - anticipa De Capitani -, raccontando un personaggio che, pur essendo un leader, non è entrato nella storia con la esse maiuscola. La sua vicenda ci aiuta a capire chi siamo oggi».

Il fanatismo religioso di oggi
Il giorno di un dionon è però un dramma storico su Lutero. In palcoscenico, attori tedeschi e italiani recitano nelle rispettive lingue: «All´epoca di Lutero - spiega Lievi - entra in crisi il latino, che rappresentava l´unità linguistica europea, ed emergono gli idiomi nazionali. Un problema che si ripresenta ora: a Bruxelles la lingua ufficiale è l´inglese, che appartiene a una nazione ormai uscita dall´Europa!». La scelta di Lievi è dunque quella di rivedere la vicenda del riformatore dal punto di vista di oggi: «Cosa resta nella nostra realtà di un evento storico che segnò profondamente l´Europa? In che maniera le sue "tesi" hanno influenzato il nostro modo di pensare e vivere l´esistenza?». I protagonisti in scena non incarnano personaggi storici, ma uomini e donne comuni che fanno i conti con problemi attualissimi come la fede e il fanatismo, la teologia e la laicità. «Il fondamentalismo islamico è una delle ansie che ci condizionano. Dalla Riforma nasce la libertà di fede nei confronti della Chiesa di Roma, ma anche il fanatismo. Alcuni discepoli di Lutero si esprimevano come oggi si esprimono i militanti dell´Isis».

Papa Francesco: un grande riformatore
La Chiesa di Roma è oggi quella di Papa Francesco. «Un grande riformatore. Non si può usare la parola "ribelle" ma Bergoglio la cui elezione nasce, guarda caso, dalle dimissioni del suo predecessore, esprime il cambiamento in Vaticano. Non fu vista di buon occhio la sua "svolta luterana", quando due anni fa incontrò i rappresentanti del luteranesimo. Poi ha sorpreso il mondo intero quando, a proposito degli omosessuali, disse "chi sono io per giudicare?". E se non si può definire rivoluzionaria una simile dichiarazione, cos´altro?...».

di Emilia Costantini


Fonte: corriere.it

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 127

Domenica 20 Settembre
Gettate su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi (I Pietro 5,7)

Onora tuo padre e tua madre (Esodo 20,12)
Accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo vi ha accolti per la gloria di Dio (Romani 15,7)

Siamo chiamati da Dio a comportarci responsabilmente verso i nostri genitori, e a imparare fino all’ ultimo giorno che cosa significa “onorare”; a non dimenticare che anch’essi hanno dovuto soffrire molto nella loro vita. A ricordarci che essi sono importanti per la nostra vita, nel bene e nelle difficoltà. Pronti ad aiutarli quando essi dipendono da noi e a rispettare la loro dignità.
Hermann Klenk

Matteo 6, 25-34; I Pietro 5, 5b-11



Preghiera


Signore, ti ringraziamo per il continuo
desiderio di stare con noi: Tu non sei un
Maestro lontano ma ami entrare nella
nostra quotidianità per fare cose grandi
attraverso di noi.
Ti ringraziamo perché anche se spesso
siamo inadeguati, tu ci rendi capaci di
compiere la tua volontà.
Ti chiediamo il coraggio quando ci sen-
tiamo soli e senza forze per seguirti.
Oggi, Signore, vogliamo invitarti nella
nostra vita quotidiana e lasciare che tu
ci conduca a vivere una vita meravigliosa
ed entusiasmante, guidati dal tuo amore
e dalla tua potente grazia.
Continua a rivelarti in noi attraverso la
tua Parola in ogni area della nostra vita.
Nel nome di Gesù. Amen!
di Fabio Giuliano




Eventi

[<<] [Settembre 2020] [>>]
LMMGVSD
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930    

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Foto gallery


Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it