09 Maggio 2021
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Il teatro dei grandi ribelli: da Lutero a Gandhi, Martin Luther King, Mandela

07-01-2018 17:36 - News
Dal 12 gennaio va in scena al Teatro Argentina di Roma «Il giorno di un dio», scritto e diretto da Cesare Lievi. La storia della Riforma luterana riletta dal punto di vista di oggi

Si ribella alla volontà del proprio padre, prendendo i voti da monaco agostiniano, poi al Papa e a all´imposizione di un Dio vendicatore: Martin Lutero, un rivoluzionario? «È il primo esempio di intellettuale moderno che, rivoltandosi contro i diktat familiari e le massime autorità del suo tempo, reclama una totale libertà di pensiero e di parola - risponde Cesare Lievi autore e regista de Il giorno di un dio- Non sapremo mai se veramente il 31 ottobre 1517 conficcò sulla porta della Chiesa del Castello di Wittenberg le 95 tesi contro la pratica delle indulgenze. Di sicuro la sua Riforma ha cambiato la vita di tutti noi».

L´anniversario dei 500 anni dalla Riforma luterana
Lo spettacolo, nell´anniversario dei cinquecento anni dalla Riforma, dopo il debutto allo Stadtheater di Klangefurt (Austria), approda al Teatro Argentina di Roma il 12 gennaio. Anche altri teatri si popolano non solo dei classici Pirandello e Shakespeare, ma di altre figure ribelli. Tra queste: Josè Valenzuela Levy nell´Acrobata di Laura Forti, regia di Elio De Capitani (Elfo Puccini, Milano, gennaio) dove si ripercorre la vicenda del combattente cileno, nome di battaglia Ernesto, che si ribellò al regime di Pinochet, organizzando un attentato, fallito, contro il sanguinario dittatore. «Un´immersione nel ´900 attraverso parole e immagini - anticipa De Capitani -, raccontando un personaggio che, pur essendo un leader, non è entrato nella storia con la esse maiuscola. La sua vicenda ci aiuta a capire chi siamo oggi».

Il fanatismo religioso di oggi
Il giorno di un dionon è però un dramma storico su Lutero. In palcoscenico, attori tedeschi e italiani recitano nelle rispettive lingue: «All´epoca di Lutero - spiega Lievi - entra in crisi il latino, che rappresentava l´unità linguistica europea, ed emergono gli idiomi nazionali. Un problema che si ripresenta ora: a Bruxelles la lingua ufficiale è l´inglese, che appartiene a una nazione ormai uscita dall´Europa!». La scelta di Lievi è dunque quella di rivedere la vicenda del riformatore dal punto di vista di oggi: «Cosa resta nella nostra realtà di un evento storico che segnò profondamente l´Europa? In che maniera le sue "tesi" hanno influenzato il nostro modo di pensare e vivere l´esistenza?». I protagonisti in scena non incarnano personaggi storici, ma uomini e donne comuni che fanno i conti con problemi attualissimi come la fede e il fanatismo, la teologia e la laicità. «Il fondamentalismo islamico è una delle ansie che ci condizionano. Dalla Riforma nasce la libertà di fede nei confronti della Chiesa di Roma, ma anche il fanatismo. Alcuni discepoli di Lutero si esprimevano come oggi si esprimono i militanti dell´Isis».

Papa Francesco: un grande riformatore
La Chiesa di Roma è oggi quella di Papa Francesco. «Un grande riformatore. Non si può usare la parola "ribelle" ma Bergoglio la cui elezione nasce, guarda caso, dalle dimissioni del suo predecessore, esprime il cambiamento in Vaticano. Non fu vista di buon occhio la sua "svolta luterana", quando due anni fa incontrò i rappresentanti del luteranesimo. Poi ha sorpreso il mondo intero quando, a proposito degli omosessuali, disse "chi sono io per giudicare?". E se non si può definire rivoluzionaria una simile dichiarazione, cos´altro?...».

di Emilia Costantini


Fonte: corriere.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

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Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 1

Domenica 9 Maggio
Benedetto sia Dio, che non ha respinto la mia preghiera e non mi ha negato la sua grazia (Salmo 66,20)


Il Dio eterno è il tuo rifugio (Deuteronomio 33,27)
La sua misericordia si estende di generazione in generazione su quelli che lo temono (Luca 1,50)


Ancora prima del sorgere del giorno e della fine della notte, ancora prima che si formassero i monti, per dividere il mare dalla terraferma, sei tu, Signore, il nostro Dio, il rifugio per generazioni. Noi per te viviamo, per te moriamo. Da te veniamo e a te ritorniamo
Eugen Eckert



Luca 11, 1-13; I Timoteo 2, 1-6a; Esodo 32, 7-14

Sperare in Dio fino alla fine

Un commento a:
"Tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in Te ogni giorno" (Salmo 25, 5)

Man mano che si va avanti nella vita e i giorni si accumulano uno sull altro diventando mesi, anni, decenni, aumentano i momenti in cui vengono in mente, come in un filmato, le immagini della propria vita, le occasioni felici e le difficoltà affrontate, e soprattutto le persone conosciute, specialmente quelle amate, il cui numero si assottiglia sempre più, lasciando un senso di grande nostalgia.
E nel contempo cresce la coscienza che il tempo che resta per giungere allo scorrere dei titoli di coda del nostro film si riduce rapidamente.
Spesso si paragona la vita ad una maratona. E quando ci si rende conto che la corsa – come scrive l apostolo Paolo a Timoteo – sta per finire, è bello potersi rendere conto che, anche nei momenti più faticosi del percorso, la forza per continuare ti è venuta dalla fede. Anche nell ultimo miglio, dunque, che precede l entrata nello stadio, “corriamo con perseveranza la gara fissando lo sguardo su Gesù” il nostro trainer. Quando giungeremo nello stadio una gran schiera di testimoni ci accoglierà dagli spalti, incitandoci a tagliare il traguardo per ricevere la corona di giustizia.
“Tu sei il Dio della mia salvezza”, afferma il salmista ripassando la sua vita e riconoscendo che ogni giorno la sua corsa è stata sorretta della speranza nel Signore.
In questi lunghi mesi di pandemia abbiamo imparato quante persone siano state tenute in vita dall ossigeno. L ossigeno di Dio è il suo amore. L’amore che ha creato e regge la vita dell’universo e di ogni creatura e che mai avrà termine, perché né morte né vita, nulla potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore (Romani 8, 38-39).
Questo intreccio di fede, speranza e amore è ciò che avvolge la nostra vita qui ed oltre.
Corriamo dunque la nostra maratona senza perderci d’animo, incitando tutti coloro che corrono con noi a riconoscere che è Dio che ci ha posto un giorno su questa strada, è Dio che ci aiuta nella nostra corsa ed è sempre Lui che ci accoglie sul traguardo.
Emmanuele Paschetto





Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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