18 Ottobre 2021
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Il teatro dei grandi ribelli: da Lutero a Gandhi, Martin Luther King, Mandela

07-01-2018 17:36 - News
Dal 12 gennaio va in scena al Teatro Argentina di Roma «Il giorno di un dio», scritto e diretto da Cesare Lievi. La storia della Riforma luterana riletta dal punto di vista di oggi

Si ribella alla volontà del proprio padre, prendendo i voti da monaco agostiniano, poi al Papa e a all´imposizione di un Dio vendicatore: Martin Lutero, un rivoluzionario? «È il primo esempio di intellettuale moderno che, rivoltandosi contro i diktat familiari e le massime autorità del suo tempo, reclama una totale libertà di pensiero e di parola - risponde Cesare Lievi autore e regista de Il giorno di un dio- Non sapremo mai se veramente il 31 ottobre 1517 conficcò sulla porta della Chiesa del Castello di Wittenberg le 95 tesi contro la pratica delle indulgenze. Di sicuro la sua Riforma ha cambiato la vita di tutti noi».

L´anniversario dei 500 anni dalla Riforma luterana
Lo spettacolo, nell´anniversario dei cinquecento anni dalla Riforma, dopo il debutto allo Stadtheater di Klangefurt (Austria), approda al Teatro Argentina di Roma il 12 gennaio. Anche altri teatri si popolano non solo dei classici Pirandello e Shakespeare, ma di altre figure ribelli. Tra queste: Josè Valenzuela Levy nell´Acrobata di Laura Forti, regia di Elio De Capitani (Elfo Puccini, Milano, gennaio) dove si ripercorre la vicenda del combattente cileno, nome di battaglia Ernesto, che si ribellò al regime di Pinochet, organizzando un attentato, fallito, contro il sanguinario dittatore. «Un´immersione nel ´900 attraverso parole e immagini - anticipa De Capitani -, raccontando un personaggio che, pur essendo un leader, non è entrato nella storia con la esse maiuscola. La sua vicenda ci aiuta a capire chi siamo oggi».

Il fanatismo religioso di oggi
Il giorno di un dionon è però un dramma storico su Lutero. In palcoscenico, attori tedeschi e italiani recitano nelle rispettive lingue: «All´epoca di Lutero - spiega Lievi - entra in crisi il latino, che rappresentava l´unità linguistica europea, ed emergono gli idiomi nazionali. Un problema che si ripresenta ora: a Bruxelles la lingua ufficiale è l´inglese, che appartiene a una nazione ormai uscita dall´Europa!». La scelta di Lievi è dunque quella di rivedere la vicenda del riformatore dal punto di vista di oggi: «Cosa resta nella nostra realtà di un evento storico che segnò profondamente l´Europa? In che maniera le sue "tesi" hanno influenzato il nostro modo di pensare e vivere l´esistenza?». I protagonisti in scena non incarnano personaggi storici, ma uomini e donne comuni che fanno i conti con problemi attualissimi come la fede e il fanatismo, la teologia e la laicità. «Il fondamentalismo islamico è una delle ansie che ci condizionano. Dalla Riforma nasce la libertà di fede nei confronti della Chiesa di Roma, ma anche il fanatismo. Alcuni discepoli di Lutero si esprimevano come oggi si esprimono i militanti dell´Isis».

Papa Francesco: un grande riformatore
La Chiesa di Roma è oggi quella di Papa Francesco. «Un grande riformatore. Non si può usare la parola "ribelle" ma Bergoglio la cui elezione nasce, guarda caso, dalle dimissioni del suo predecessore, esprime il cambiamento in Vaticano. Non fu vista di buon occhio la sua "svolta luterana", quando due anni fa incontrò i rappresentanti del luteranesimo. Poi ha sorpreso il mondo intero quando, a proposito degli omosessuali, disse "chi sono io per giudicare?". E se non si può definire rivoluzionaria una simile dichiarazione, cos´altro?...».

di Emilia Costantini


Fonte: corriere.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
O T T O B R E
Versetto del mese:
Facciamo attenzione gli uni agli altri
per incitarci all’amore e alle buone opere

(Ebrei 10, 24)



Salmo della settimana: 62

Domenica 17 Ottobre
O uomo, egli ti ha fatto conoscere ciò che è bene; che altro richiede da te il Signore, se non che tu pratichi la giustixzia, che tu ami la misericordia e cammini umilmente con il tuo Dio? (Michea 6,8)


Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l agnello condotto al mattatoio, egli non aprì la bocca (Isaia 53,7)
Oltraggiato, Gesù non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente (I Pietro 2,23)


Tu sai cosa è la sofferenza, tu sai cosa è il dolore, perché sei mio fratello, figlio dell uomo e di Dio
Otmar Schulz


Marco 10, 2-16; II Corinzi 3, 3-9; Genesi 8, 18-22; 9,12-17























































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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