20 Settembre 2020
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Il sogno ecumenico di Maselli

15-03-2017 15:30 - Ecumenismo
di Luca Maria Negro

Un anno fa, il 4 marzo 2016, moriva a Lucca il pastore Domenico Maselli: pastore nelle Chiese evangeliche libere e nella Chiesa valdese, docente di Storia del cristianesimo all´Università di Firenze, deputato al Parlamento dal 1994 al 2001, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia dal 2006 al 2009. Maselli è stato una figura poliedrica: ha dato un contributo fondamentale alla storia del movimento evangelico italiano nel periodo risorgimentale, ma è anche stato un appassionato predicatore dell´Evangelo, un fautore del dialogo ecumenico e un cittadino impegnato in molte battaglie civili, prima fra tutte quella per la libertà religiosa. In occasione del primo anniversario della sua scomparsa il Centro culturale «Pietro Martire Vermigli» e la chiesa valdese di Lucca hanno promosso, nella splendida cornice della Basilica di San Paolino, un convegno a cui ha partecipato un pubblico numeroso, con esponenti del mondo evangelico e cattolico (tra cui i vescovi di Lucca e Pescia) e il sindaco della città.

Il tema dell´incontro era «L´eredità di Domenico Maselli: il sogno ecumenico»: il suo è stato infatti un ecumenismo a 360° gradi, teso prima di tutto a promuovere la collaborazione fra le diverse anime delle chiese evangeliche ma anche con il cattolicesimo. Negli ultimi anni Maselli aveva posto le basi per la realizzazione di un progetto che ora si spera di poter concretizzare: la creazione di un centro ecumenico nella e della città di Lucca, dedicato particolarmente alla memoria del movimento riformatore del XVI secolo ma anche alle sfide ecumeniche del presente.

Perché Lucca? Pochi sanno che la città toscana è stata uno dei principali centri della Riforma protestante in Italia: una minoranza significativa della popolazione aderì infatti alle idee riformate, ma fu ben presto costretta all´esilio, soprattutto a Ginevra, dove molti esuli lucchesi contribuirono alla vita della locale chiesa protestante e diedero lustro alla città: tra questi il traduttore della prima Bibbia protestante in italiano, Giovanni Diodati.

Il progetto di un centro ecumenico a Lucca rappresenta una novità significativa, per almeno tre motivi: anzitutto perché, per la prima volta in Italia, si tratta di un´iniziativa presa congiuntamente da una chiesa evangelica e dalla chiesa cattolica. In secondo luogo, perché si spera di poter coinvolgere nel progetto le chiese e la città di Ginevra, dati i legami storici a cui abbiamo accennato. E infine per il carattere di ecumenismo «laico»: i promotori, infatti, desiderano coinvolgere la società civile e gli enti locali affinché l´intera città possa fare uno sforzo di «riconciliazione delle memorie» di un passato di divisione, e affrontare le sfide del dialogo tra le fedi e le culture nell´Italia e nell´Europa di oggi.

Rubrica «Il cammino verso l´unità», a cura del pastore L. M. Negro, andata in onda domenica 12 marzo durante il «Culto evangelico», trasmissione di Radiouno a cura della Fcei


Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 127

Domenica 20 Settembre
Gettate su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi (I Pietro 5,7)

Onora tuo padre e tua madre (Esodo 20,12)
Accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo vi ha accolti per la gloria di Dio (Romani 15,7)

Siamo chiamati da Dio a comportarci responsabilmente verso i nostri genitori, e a imparare fino all’ ultimo giorno che cosa significa “onorare”; a non dimenticare che anch’essi hanno dovuto soffrire molto nella loro vita. A ricordarci che essi sono importanti per la nostra vita, nel bene e nelle difficoltà. Pronti ad aiutarli quando essi dipendono da noi e a rispettare la loro dignità.
Hermann Klenk

Matteo 6, 25-34; I Pietro 5, 5b-11



Preghiera


Signore, ti ringraziamo per il continuo
desiderio di stare con noi: Tu non sei un
Maestro lontano ma ami entrare nella
nostra quotidianità per fare cose grandi
attraverso di noi.
Ti ringraziamo perché anche se spesso
siamo inadeguati, tu ci rendi capaci di
compiere la tua volontà.
Ti chiediamo il coraggio quando ci sen-
tiamo soli e senza forze per seguirti.
Oggi, Signore, vogliamo invitarti nella
nostra vita quotidiana e lasciare che tu
ci conduca a vivere una vita meravigliosa
ed entusiasmante, guidati dal tuo amore
e dalla tua potente grazia.
Continua a rivelarti in noi attraverso la
tua Parola in ogni area della nostra vita.
Nel nome di Gesù. Amen!
di Fabio Giuliano




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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