27 Febbraio 2021
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Il saluto di papa Francesco al Sinodo

26-08-2017 08:41 - Sinodo
In una lettera inviata in apertura dei lavori a Torre Pellice il pontefice afferma: «Vi auguro che queste giornate di condivisione e riflessione, che ricorrono nel 500° anniversario della Riforma, siano animate dalla gioia di porsi davanti al volto di Cristo»

Con una missiva firmata di proprio pugno, papa Francesco ha inviato il suo saluto al Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, esprimendo la vicinanza della Chiesa cattolica ai pastori e deputati riuniti a Torre Pellice (TO, 20-25 agosto).

Nella lettera, letta ai sinodali dal moderatore della Tavola valdese Eugenio Bernardini nella seduta di apertura dei lavori questo pomeriggio, papa Francesco ha ricordato con riconoscenza gli incontri con i rappresentanti delle chiese valdesi e metodiste presso la chiesa valdese di Torino nel giugno 2015 e a Roma in Vaticano nel marzo 2016.

Rivolgendo l´attenzione ai lavori del Sinodo, il pontefice ha espresso l´augurio «che queste giornate di condivisione e riflessione, che ricorrono nel 500° anniversario della Riforma, siano animate dalla gioia di porsi davanti al volto di Cristo ... con uno sguardo di speranza che riconosce la presenza di Dio più forte del male».

Qui di seguito il testo integrale del saluto di papa Francesco:

«Cari fratelli e sorelle, in occasione dell´apertura del vostro annuale Sinodo, desidero esprimervi la vicinanza della Chiesa Cattolica e mia personale. Vi saluto fraternamente e con tanta cordialità vi assicuro il ricordo nella preghiera.

Conservo vivi nella memoria i nostri recenti incontri a Torino e a Roma, così come quelli in Argentina. Sono grato per le belle testimonianze che ho ricevuto e per i tanti volti che non posso dimenticare. Vi auguro che queste giornate di condivisione e riflessione, che ricorrono nel 500° anniversario della Riforma, siano animate dalla gioia di porsi davanti al volto di Cristo: il suo sguardo, che si volge su di noi, è la fonte della nostra pace, perché ci fa sentire figli amati dal Padre e ci fa vedere in modo nuovo gli altri, il mondo e la storia.

Lo sguardo di Gesù illumini anche i nostri rapporti, perché non siano solo formali e corretti, ma fraterni e vivaci. Il Buon Pastore ci vuole in cammino insieme e il suo sguardo già abbraccia tutti noi, discepoli suoi che Egli desidera vedere pienamente uniti.

Camminare verso la piena unità, con sguardo di speranza che riconosce la presenza di Dio più forte del male, è tanto importante. Lo è specialmente oggi, in un mondo segnato da violenza e paura, da lacerazioni e indifferenza, dove l´egoismo di affermarsi a discapito degli altri oscura la semplice bellezza di accogliersi, condividere e amare. Ma la testimonianza cristiana non può cedere alla logica del mondo: insieme aiutiamoci a scegliere e vivere la logica di Cristo!

Con affetto fraterno vi ringrazio e vi chiedo, per favore, di non dimenticarvi di pregare per me e per tutti noi, vostri fratelli e sorelle».
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

F E B B R A I O
Versetto del mese:
Rallegratevi perché i vostri nomi
Sono scritti nei cieli
(Luca 10, 20)
Salmo della settimana:63


Sabato 27 Febbraio

Dio circondò il suo popolo, ne prese cura, lo custodì come la pupilla dei suoi occhi. Come una aquila che desta la sua nidiata, volteggia sopra i suoi piccini, spiega le sue ali, li prende e li porta sulle penne (Deuteronomio 32, 10-11)
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù (Filippesi 4,7)

Il fiume / non trova la sua pace / finché non è al mare / finché non è più lui / ma acqua nell’acqua sterminata. / Così è per la vita umana. / Il nostro breve corso / non trova riposo / che nell oceano infinito di Dio.
Carlo Lupo


Romani 6, 12-18; Luca 11, 14-28





Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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