26 Agosto 2019

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Il saluto del nuovo pastore Stefano Giannatempo alla comunità valdese di Lucca

06-09-2017 13:25 - News
Care sorelle e cari fratelli,

è con grande gioia che mi rivolgo a voi per la prima volta attraverso queste parole!
A seguito della consacrazione al ministero pastorale lo scorso 20 agosto, la Tavola Valdese mi ha assegnato come pastore nella vostra chiesa: vi precede una lunga e forte storia di testimonianza, grazie al vostro essere comunità e all´impegno donato per molti anni dal compianto past. Domenico Maselli.

Arrivo tra voi come giovane pastore: nato e cresciuto a Torino 34 anni fa in una famiglia cattolica, grazie ad un lungo discernimento - nel quale l´ecumenismo ha giocato un ruolo fondamentale - ho sentito di poter meglio vivere la mia fede nella Chiesa Valdese. Dopo gli studi in Lettere ho quindi studiato Teologia a Roma e per un anno negli Stati Uniti, e ho svolto il periodo di prova nelle chiese di Livorno-Pisa e Aosta-Ginevra.
Desidero farmi vostro compagno di viaggio con i miei doni e con i miei limiti, mettendomi al servizio di ciascuno e di ciascuna, nella comune passione per la Parola di Dio, in modo che ascoltandola insieme e spezzando insieme il pane possiamo riconoscere la presenza del Risorto che cammina con noi: "Non sentivamo forse ardere il cuore mentre egli ci parlava per la via e ci spiegava le Scritture?" (Luca 24,32).

Ringrazio il Consiglio di Chiesa per l´accoglienza e la disponibilità in questa fase di passaggio, e aspetto di incontrarci domenica 17 settembre per un primo culto e domenica 1° ottobre per l´insediamento.

Vi saluto con amicizia e fraternità in Cristo Gesù, nostra speranza!
past. Stefano Giannatempo

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 101

Domenica 25 Agosto
Beata la nazione il cui Dio è il Signore; beato il popolo ch’egli ha scelto per sua eredità ( Salmo 33,12)

Il rimanente della casa di Giuda che sarà scampato, metterà ancora radici in basso e porterà frutto in alto (II Re 19,30)
Se la radice è santa, anche i rami sono santi (Romani 11,16)

Amici, se la radice del mandorlo torna a fiorire e germogliare, non è questo un segno che c’è ancora amore?
Schalom Ben-Chorin

Marco 12, 28-34; Romani 11, 25-32


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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