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Il quotidiano "La Stampa" fa disinformazione sui Corridoi Umanitari

17-10-2017 10:37 - News
Immediata la smentita della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), tra i promotori del progetto, insieme a Tavola valdese e Comunità di Sant´Egidio

In riferimento all´articolo di Massimo Numa apparso sull´edizione torinese de La Stampa del 16 ottobre, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) che, insieme alla Comunità di Sant´Egidio e alla Tavola valdese, realizza i "corridoi umanitari" nel quadro giuridico di un Protocollo d´Intesa firmato con i ministeri dell´Interno e degli Affari Esteri il 15 dicembre del 2015, precisa quanto segue:

1. E´ falso l´assunto dell´articolo contenuto nella "Premessa" che fa intendere che i richiedenti asilo usciti dal programma dei "corridoi umanitari" percepiscano o abbiano percepito la "quota giornaliera" di 35 euro prevista dal sistema pubblico dell´accoglienza.

2. L´articolo omette infatti di precisare il dato essenziale e dirimente che le spese dell´accoglienza delle famiglie beneficiare dei "corridoi umanitari" è a totale carico degli Enti che hanno sottoscritto il protocollo d´intesa, i quali si avvalgono di fondi privati: nel caso delle chiese evangeliche, proventi dell´Otto per mille della Chiesa valdese, offerte individuali, donazioni di chiese estere, convenzioni con altri enti o associazioni che si fanno carico degli oneri per l´accoglienza.

3. E´ pertanto del tutto falsa la conclusione secondo cui una famiglia siriana di nove persone costerebbe "allo Stato qualcosa come 495 euro al giorno", dal momento che nel caso dei "corridoi umanitari" lo Stato non corrisponde alcun rimborso all´ente attuatore del programma.

4. L´articolo omette di precisare che, nel momento dell´allontanamento volontario dal progetto, la Diaconia valdese, Ente che con altri opera per l´attuazione dell´accoglienza dei beneficiari dei richiedenti asilo, ha prontamente trasmesso una notifica alla Questura competente. Tale omissione è particolarmente grave perché è proprio la notifica alla Questura ad attestare l´impegno degli Enti attuatori a collaborare con le Autorità segnalando tempestivamente anomalie e criticità.

5. L´articolo omette di spiegare al lettore che l´ottenimento di un "visto umanitario" rilasciato dalle autorità consolari italiane è soggetto alle verifiche e ai controlli preliminari delle Autorità di Polizia italiane che, alla partenza dal Libano e all´arrivo in Italia, si avvalgono dei più aggiornati metodi di identificazione e fotosegnalazione delle persone che entrano nel programma dei "corridoi umanitari", secondo una procedura del tutto analoga a quella dei resettlement previsti dagli accordi europei.

6. E´ goffamente imprecisa la decodifica dell´acronimo FCEI che non sta per "Comunità di Sant´Egidio della Federazione delle Chiese Evangelica in Italia" bensì, come sarebbe stato possibile verificare con una semplice ricerca via internet, della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI).

7. E´ del tutto falsa l´affermazione secondo cui "ai capifamiglia venivano anche consegnate somme in contanti (2-3 tremila euro) prelevati dalla diaria", sia perché tale ammontare sarebbe stato un´ulteriore spesa a carico degli Enti attuatori del progetto, sia perché – in analogia con i programmi gestiti o finanziati dallo Stato - la "diaria giornaliera" prevista nel "contratto di accoglienza che i beneficiari sottoscrivono al momento della partenza, ammonta a 2,5 euro al giorno a persona: nel caso indicato di una famiglia di 9 persone, meno di 750 euro al mese.

La FCEI si rammarica che con un articolo carico di inesattezze, omissioni e gravi allusioni si attacchi un programma umanitario che ha raccolto consensi trasversali e internazionali, e associ al traffico clandestino di esseri umani chi in piena legalità svolge un´attività per la tutela del diritto alla protezione e all´asilo.

Per il comunicato online: http://www.nev.it/nev/2017/10/16/smentita-corridoi-umanitari-la-fcei-replica-all-articolo-pubblicato-su-la-stampa/

Leggi l´articolo "Il giallo delle famiglie siriane, scomparse 17 su 35", di Massimo Numa qui.


Fonte: Riforma.it
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" Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro "
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Così parla il Signore: «Metterò la mia gioia nel far loro del bene» (Geremia 32, 41)
Il Figlio dell uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto (Luca 19,10)


L amore di Cristo non conosce limiti, non finisce mai, non si ritrae davanti a bruttezza e sporcizia. Egli è venuto per i peccatori e non per i giusti, e se l amore di Cristo vive in noi dobbiamo fare come lui e metterci alla ricerca della pecorella smarrita.

Edith Stein


Deuteronomio 33, 1-16; Luca 6, 27-35





Preghiera


Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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