19 Maggio 2021
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Il quotidiano "La Stampa" fa disinformazione sui Corridoi Umanitari

17-10-2017 10:37 - News
Immediata la smentita della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), tra i promotori del progetto, insieme a Tavola valdese e Comunità di Sant´Egidio

In riferimento all´articolo di Massimo Numa apparso sull´edizione torinese de La Stampa del 16 ottobre, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) che, insieme alla Comunità di Sant´Egidio e alla Tavola valdese, realizza i "corridoi umanitari" nel quadro giuridico di un Protocollo d´Intesa firmato con i ministeri dell´Interno e degli Affari Esteri il 15 dicembre del 2015, precisa quanto segue:

1. E´ falso l´assunto dell´articolo contenuto nella "Premessa" che fa intendere che i richiedenti asilo usciti dal programma dei "corridoi umanitari" percepiscano o abbiano percepito la "quota giornaliera" di 35 euro prevista dal sistema pubblico dell´accoglienza.

2. L´articolo omette infatti di precisare il dato essenziale e dirimente che le spese dell´accoglienza delle famiglie beneficiare dei "corridoi umanitari" è a totale carico degli Enti che hanno sottoscritto il protocollo d´intesa, i quali si avvalgono di fondi privati: nel caso delle chiese evangeliche, proventi dell´Otto per mille della Chiesa valdese, offerte individuali, donazioni di chiese estere, convenzioni con altri enti o associazioni che si fanno carico degli oneri per l´accoglienza.

3. E´ pertanto del tutto falsa la conclusione secondo cui una famiglia siriana di nove persone costerebbe "allo Stato qualcosa come 495 euro al giorno", dal momento che nel caso dei "corridoi umanitari" lo Stato non corrisponde alcun rimborso all´ente attuatore del programma.

4. L´articolo omette di precisare che, nel momento dell´allontanamento volontario dal progetto, la Diaconia valdese, Ente che con altri opera per l´attuazione dell´accoglienza dei beneficiari dei richiedenti asilo, ha prontamente trasmesso una notifica alla Questura competente. Tale omissione è particolarmente grave perché è proprio la notifica alla Questura ad attestare l´impegno degli Enti attuatori a collaborare con le Autorità segnalando tempestivamente anomalie e criticità.

5. L´articolo omette di spiegare al lettore che l´ottenimento di un "visto umanitario" rilasciato dalle autorità consolari italiane è soggetto alle verifiche e ai controlli preliminari delle Autorità di Polizia italiane che, alla partenza dal Libano e all´arrivo in Italia, si avvalgono dei più aggiornati metodi di identificazione e fotosegnalazione delle persone che entrano nel programma dei "corridoi umanitari", secondo una procedura del tutto analoga a quella dei resettlement previsti dagli accordi europei.

6. E´ goffamente imprecisa la decodifica dell´acronimo FCEI che non sta per "Comunità di Sant´Egidio della Federazione delle Chiese Evangelica in Italia" bensì, come sarebbe stato possibile verificare con una semplice ricerca via internet, della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI).

7. E´ del tutto falsa l´affermazione secondo cui "ai capifamiglia venivano anche consegnate somme in contanti (2-3 tremila euro) prelevati dalla diaria", sia perché tale ammontare sarebbe stato un´ulteriore spesa a carico degli Enti attuatori del progetto, sia perché – in analogia con i programmi gestiti o finanziati dallo Stato - la "diaria giornaliera" prevista nel "contratto di accoglienza che i beneficiari sottoscrivono al momento della partenza, ammonta a 2,5 euro al giorno a persona: nel caso indicato di una famiglia di 9 persone, meno di 750 euro al mese.

La FCEI si rammarica che con un articolo carico di inesattezze, omissioni e gravi allusioni si attacchi un programma umanitario che ha raccolto consensi trasversali e internazionali, e associ al traffico clandestino di esseri umani chi in piena legalità svolge un´attività per la tutela del diritto alla protezione e all´asilo.

Per il comunicato online: http://www.nev.it/nev/2017/10/16/smentita-corridoi-umanitari-la-fcei-replica-all-articolo-pubblicato-su-la-stampa/

Leggi l´articolo "Il giallo delle famiglie siriane, scomparse 17 su 35", di Massimo Numa qui.


Fonte: Riforma.it
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Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

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Martedì 18 Maggio


Ha lasciato il ricordo dei suoi prodigi; il Signore è pietoso e misericordioso (Salmo 111, 4)
Quando fu a tavola con loro prese il pane, lo benedisse, lo spezzò e diede loro. Allora i loro occhi furono aperti e lo riconobbero (Luca 24, 30-31)


Signore Gesù Cristo, è una gioia mangiare e bere in silenzio alla tua mensa, dopo aver udito, capito e amato il senso di questa comunione. E’ una gioia non dover più parlare, spiegare, commentare, ma solo prendere e ricevere.
Andrè Dumas


I Giovanni 4, 1-6; Atti degli apostoli 1, 15-26


Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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