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Il pastore Nikolaus Schneider, presidente della Chiesa evangelica in Germania, ricevuto in udienza privata da Papa Francesco

09-04-2013 18:14 - Ecumenismo

Roma, 8 aprile 2013 (NEV-CS26) - "E´ stato un incontro estremamente fraterno con un sincero scambio di impressioni, da cuore a cuore": queste le parole espresse dal pastore e teologo Nikolaus Schneider, presidente della Chiesa evangelica in Germania (EKD), al termine della sua udienza privata con Papa Francesco svoltasi oggi in Vaticano.

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi pomeriggio a Roma presso il Decanato della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), il presidente della EKD ha spiegato come papa Francesco avesse sottolineato l´importanza che le chiese testimonino insieme la comune fede in Cristo a prescindere dalle diverse identità. In particolare, Schneider ha riferito l´affermazione del papa, per cui tutte le chiese hanno al centro la croce di Cristo.

A papa Francesco Schneider ha portato il saluto delle chiese evangeliche tedesche "che pregano per lui affinché possa svolgere il suo ministero con coraggio e forza"."E´ stata una prima occasione per conoscerci - ha affermato Schneider -, non era previsto all´ordine del giorno alcuna discussione su questioni inerenti l´agenda ecumenica. Tuttavia, ho rivolto al papa l´invito a partecipare al 500esimo anniversario della Riforma nel 2017, anche con delle iniziative da tenere a Roma. Il 2017 non vuole essere un anniversario solo tedesco o solo protestante, ma vuole celebrare il ritorno alla centralità del vangelo, e per questo riguarda tutti i cristiani", ha aggiunto Schneider.

Papa Bergoglio per parte sua, ha citato la visita nel settembre del 2011 di Benedetto XVI al monastero di Erfurt dove visse il giovane monaco agostiniano Martin Lutero. "Un gesto di apertura, questo di voler far riferimento a questa visita", ha detto Schneider, che in questo interessamento del papa ha visto una nota assolutamente positiva.Al termine dell´incontro i due leader religiosi hanno recitato insieme il Padre Nostro e, salutandosi, si sono chiamati l´un l´altro "fratello".

Stamattina Schneider ha anche incontrato il presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell´unità dei cristiani, il cardinaleKurt Koch, nonché il Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, l´arcivescovo Gerhard Ludwig Müller.Il pomeriggio di Schneider è dedicato ai preparativi per il cinquecentenario della Riforma con una riunione insieme a - tra gli altri - il moderatore della Tavola valdese Eugenio Bernardini, il decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI) Holger Milkau e i teologi Daniele Garrone e Fulvio Ferrario.

Alle 18 seguirà un concerto offerto dalla EKD all´Ambasciata tedesca presso la Santa Sede. Il Quintetto vocale "Thios Omilos" si esibirà con musiche e testi di Martin Lutero e Paul Gerhardt, ma anche di compositori moderni.

Fonte: NEV
UN GIORNO UNA PAROLA
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L U G L I O
Versetto del mese
Affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo,
come a tastoni, benché egli non sia lontano da ciascuno di noi

(Atti degli apostoli 17, 27)


Salmo della settimana: 11


Domenica 25 Luglio
Ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce, poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità (Efesini 5, 8-9)


Difendete la causa del debole e dell’orfano, fate giustizia all afflitto e al povero! (Salmo 82, 3)
Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità (I Giovanni 3, 18)

In primissimo ordine dovremmo volgere il nostro zelo all amore in sé, che è il fine di ogni comandamento divino e l adempimento di tutta la legge. La chiesa, gli ordinamenti, le opere esteriori di ogni genere, perfino tutte le sante disposizioni dell animo sono inferiori a esso, e crescono di valore solo a mano a mano che si avvicinano; questo è dunque il nobile oggetto dello zelo cristiano. Che ogni sincero credente lo dedichi al Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo con tutto il fervore dello spirito, affinché il suo cuore possa espandersi nell amore di Dio e per tutto il genere umano, e tutto il suo agire sia solo questo correre verso la meta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù.
John Wesley


Matteo 5, 13-16; Efesini 5, 8b-14; Isaia 2, 1-5














Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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