21 Gennaio 2020

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Il pastore Nikolaus Schneider, presidente della Chiesa evangelica in Germania, ricevuto in udienza privata da Papa Francesco

09-04-2013 18:14 - Ecumenismo

Roma, 8 aprile 2013 (NEV-CS26) - "E´ stato un incontro estremamente fraterno con un sincero scambio di impressioni, da cuore a cuore": queste le parole espresse dal pastore e teologo Nikolaus Schneider, presidente della Chiesa evangelica in Germania (EKD), al termine della sua udienza privata con Papa Francesco svoltasi oggi in Vaticano.

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi pomeriggio a Roma presso il Decanato della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), il presidente della EKD ha spiegato come papa Francesco avesse sottolineato l´importanza che le chiese testimonino insieme la comune fede in Cristo a prescindere dalle diverse identità. In particolare, Schneider ha riferito l´affermazione del papa, per cui tutte le chiese hanno al centro la croce di Cristo.

A papa Francesco Schneider ha portato il saluto delle chiese evangeliche tedesche "che pregano per lui affinché possa svolgere il suo ministero con coraggio e forza"."E´ stata una prima occasione per conoscerci - ha affermato Schneider -, non era previsto all´ordine del giorno alcuna discussione su questioni inerenti l´agenda ecumenica. Tuttavia, ho rivolto al papa l´invito a partecipare al 500esimo anniversario della Riforma nel 2017, anche con delle iniziative da tenere a Roma. Il 2017 non vuole essere un anniversario solo tedesco o solo protestante, ma vuole celebrare il ritorno alla centralità del vangelo, e per questo riguarda tutti i cristiani", ha aggiunto Schneider.

Papa Bergoglio per parte sua, ha citato la visita nel settembre del 2011 di Benedetto XVI al monastero di Erfurt dove visse il giovane monaco agostiniano Martin Lutero. "Un gesto di apertura, questo di voler far riferimento a questa visita", ha detto Schneider, che in questo interessamento del papa ha visto una nota assolutamente positiva.Al termine dell´incontro i due leader religiosi hanno recitato insieme il Padre Nostro e, salutandosi, si sono chiamati l´un l´altro "fratello".

Stamattina Schneider ha anche incontrato il presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell´unità dei cristiani, il cardinaleKurt Koch, nonché il Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, l´arcivescovo Gerhard Ludwig Müller.Il pomeriggio di Schneider è dedicato ai preparativi per il cinquecentenario della Riforma con una riunione insieme a - tra gli altri - il moderatore della Tavola valdese Eugenio Bernardini, il decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI) Holger Milkau e i teologi Daniele Garrone e Fulvio Ferrario.

Alle 18 seguirà un concerto offerto dalla EKD all´Ambasciata tedesca presso la Santa Sede. Il Quintetto vocale "Thios Omilos" si esibirà con musiche e testi di Martin Lutero e Paul Gerhardt, ma anche di compositori moderni.

Fonte: NEV

UN GIORNO UNA PAROLA


G E N N A I O
Versetto del mese:
““Fedele è Dio”
(I Corinzi 1, 9)


Salmo della Settimana: 133

Martedì 21 Gennaio

Io sono il Signore vostro Dio; vi ho fatto uscire dal paese di Egitto per liberarvi dalla schiavitù; ho spezzato il vostro giogo e vi ho fatto camminare a testa alta (Levitico 26, 13)
Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù (Galati 5, 1)

Così come Gesù Cristo è la promessa di Dio per il perdono di tutti i nostri peccati, allo stesso modo e con stessa serietà è anche la potente pretesa di Dio su tutta la nostra vita; attraverso di lui siamo resi partecipi di una gioiosa liberazioni dagli empi vincoli di questo mondo per un libero, riconoscente servizio alle sue creature.
Dichiarazione di Barmen

Romani 9, 31 – 10, 8; I Corinzi 1, 10-17



Affidarsi a Dio con piena fiducia

Commento a II Corinzi 5, 17-18

Le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. E tutto questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo
II Corinzi 5, 17-18
In questo inizio di anno è facile che il pensiero corra a quello che si è già vissuto e a quello che ci attende: il passaggio da un anno all’altro ci induce a pensare, spesso a sperare, che qualcosa stia per cambiare. Che il passato possa diventare un ricordo e che davanti a noi si apra un futuro roseo e sereno. I rumorosi “botti”, così come l’allegria, a volte un po’ forzata, servono in fondo a questo: a scacciare via la paura e l’ansia per il futuro. Ad annegare nel chiasso e nella confusione le nostre paure per quello che ci aspetta al di là della mezzanotte.
I due passi di oggi, proposti dal Lezionario Un giorno una parola, però, ci inducono a pensare ad una umanità diversa: uomini e donne che non si affidano a riti scaramantici per essere rassicurati sul loro destino, esseri umani che non hanno bisogno di chiasso, di confusione per stordirsi e annegare la loro vita quotidiana.
Ma quanto è difficile fare propria questa forza, quanto è complesso abbandonarsi totalmente al Signore: quante cadute, quanta fatica! Quanto orrore e dolore ci circonda, come fare ad avere un animo pacificato?
Eppure non dobbiamo temere, anche noi possiamo essere dei credenti riconciliati con Dio, nel cui spirito regni la pace e non ci sia inganno, perché possiamo affidarci al Signore con piena fiducia. Non si tratta di diventare dei supereroi, ma di accogliere dentro di noi la consapevolezza che nonostante le cadute, e le ricadute, nonostante il continuo rinascere degli stessi pensieri che tanto spesso ci allontanano da Dio, ogni mattina possiamo dire con gioia e piena fiducia “Le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove”, perché anche noi come l’apostolo Paolo, possiamo vivere con la certezza che Dio ha tanto amato il mondo da donarci Gesù che è diventato uomo per riconciliarci a Lui.
E dunque anche stamattina, in questo esatto momento, possiamo affidarci a Dio, possiamo accogliere con gioia l’uomo nuovo, la donna nuova che è dentro di noi e che il Signore ha voluto che germogliasse e fiorisse in questo stesso momento, in questo istante. Amen!
di Erica Sfredda



Preghiera


Signore, tu che ricostruisci ciò che noi distruggiamo,
Ti preghiamo:
ricostruisci la nostra vita.
Ricostruisci le nostre forze
quando le sciupiamo in cose inutili, quando
siamo logori e perdiamo coraggio.
Ricostruisci la nostra fiducia
Quando esitiamo davanti alle tue promesse,
quando ci facciamo vincere dalla confusione e
dall’amarezza, quando dubitiamo di noi stessi
e della nostra capacità di servirti,quando le
difficoltà diventano più grandi
della nostra poca fede.
Ricostruisci le nostre iniziative comuni,
quando l’egoismo le indebolisce,
quando troviamo più confortevole
evitare la fatica di agire
insieme con gli altri,
quando tentenniamo di fronte
agli obiettivi che insieme avevamo
riconosciuto come tua vocazione,
quando cediamo al rancore
e al risentimento,
quando non riusciamo più
a comprenderci pur essendo
membri della stessa chiesa.
Signore ricostruisci la nostra vita: ridonaci forza,
fiducia e iniziativa con l’energia che proviene
dall’unico fondamento,
che è Cristo Gesù. Amen




Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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