18 Agosto 2019

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Il mutato profilo religioso dell´Italia

30-11-2016 13:45 - Documenti
di Paolo Naso
Gli evangelici in Italia sono in aumento. Un dato solo in parte determinato dai flussi migratori. Lo affermano due ricerche rese pubbliche nelle scorse settimane: la prima è il dossier statistico a cura di Idos e Confronti, rispettivamente un istituto e una rivista specializzata nel dialogo ecumenico e interreligioso; la seconda è invece a cura del Cesnur, un istituto di ricerca di rango internazionale, diretto da Massimo Introvigne. Partiamo dalla stima degli evangelici di fede evangelica. Sono 455mila, secondo il Cesnur, costituendo così, tra i nostri connazionali, la seconda comunità di fede per numero di aderenti, naturalmente dopo quella cattolica. Seguono i testimoni di Geova, i musulmani, gli ortodossi e, via via, molte altre aggregazioni religiose. Il dato ovviamente cambia se consideriamo gli immigrati, poco più di 5 milioni di persone che vivono regolarmente in Italia senza però avere la cittadinanza. Diversamente dall´opinione comune, la maggioranza sono cristiani, soprattutto di fede ortodossa, oltre 1 milione mezzo. Considerando anche i cattolici e gli evangelici, gli immigrati cristiani sono più di 2 milioni e mezzo, a fronte di 1 milione e 600mila musulmani. Ma torniamo alla presenza evangelica che, tra italiani e immigrati, supera di poco le 700mila unità, quasi dieci volte il numero degli evangelici soltanto settant´anni fa. L´immigrazione sta certamente cambiano il profilo religioso dell´Italia, ma non nella direzione che viene spesso indicata, magari per lanciare grida allarmate contro la decristianizzazione del Paese e dell´Europa. La novità vera è che, un tempo naturalmente e massicciamente cattolici, oggi gli italiani scoprono una realtà più complessa: oltre agli effetti della secolarizzazione che ha allontanato dalle chiese molte persone, oggi iniziano a fare i conti con un nuovo pluralismo religioso che i loro padri non avevano neanche immaginato e che i loro nonni non potevano neanche concepire. Insomma, in questi anni è cambiato radicalmente il contesto nel quale i cristiani in Italia – ortodossi, protestanti, ma anche cattolici – sono chiamati ad esprimere la loro fede. Se n´è parlato nei giorni scorsi a Trento, in un convegno ecumenico promosso dalla Conferenza episcopale italiana e dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Essere insieme chiesa di Cristo – cattolici, protestanti, ortodossi – in un paese che, da una parte, sa sempre meno della sua tradizione religiosa; dall´altra si arricchisce di nuove presenze confessionali. È una grande sfida per l´ecumenismo del XXI secolo.



Fonte: Riforma

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 4

Sabato 17 Agosto

Così dice il Signore: «Fino a quando rifiuterai di umiliarti davanti a me?» (Esodo 10, 3)
Sottomettetevi dunque a Dio; ma resistete al diavolo, ed egli fuggirà da voi (Giacomo 4,7)

Dio immenso ed irraggiungibile, a volte guidi la nostra vita a grandi altezze, doni successo, salute, benessere. Fa che non diventiamo presuntuosi. A volte precipitiamo, sprofondiamo, soffriamo sotto il peso della malattia, della sconfitta e della tristezza. Fa che non disperiamo. Manda il tuo Spirito per poter fare ciò che ascoltiamo, e che perda potere su di noi, tutto ciò che ti resiste.
Jochen Denker

Filippesi 2, 12-18; Matteo 10, 5-15


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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