04 Luglio 2020
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Il mantello di Bartimeo di Giuseppe Platone

14-05-2013 13:56 - Bibbia e attualità

Marco 10, 48-52
«Molti lo sgridavano perché tacesse, ma Bartimeo gridava più forte:"Figlio di Davide, abbi pietà di me!". Gesù fermatosi, disse "Chiamatelo!". E chiamarono il cieco, dicendogli: "Coraggio, alzati! Egli ti
chiama".
Allora il cieco, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. E Gesù , rivolgendosi a lui, gli disse: "Che cosa vuoi che ti faccia?". Il cieco gli rispose "Rabbunì, che io ricuperi la vista". Gesù gli disse: "Và, la tua fede ti ha salvato". In quell´istante egli ricuperò la vista e seguiva Gesù per la via.»
Seguire Gesù non significa necessariamente vedere e capire. I seguaci e i «simpatizzanti» del Maestro gli hanno costruito intorno un robusto cordone sanitario. Per tutelarlo nel suo cammino. Certo lo hanno fatto a fin di bene, pensano che il Maestro debba essere tutto per loro. Bartimeo, uomo della strada, è uno di quelli da evitare. Uno tra i tanti invisibili che vivono sulla strada. Uno di quelli che, al pari dei lebbrosi e altre categorie sociali perdenti, non solo non contano ma la loro presenza dà pure fastidio. Bartimeo grida la sua disperazione al Maestro, e lo fa con tutto il suo cuore, la sua mente, la sua anima , le sue forze. È il dibattersi, quello di Bartimeo, di chi ogni giorno vive sull´orlo del precipizio. Ma in quel pomeriggio a Gerico, mentre il Maestro se ne sta uscendo dalla città, all´ultimo minuto, Bartimeo lancia il suo ponte sul cordone sanitario che incapsula il Maestro. E lo supera, infatti il Maestro intercetta il grido di Bartimeo. Ed è esattamente qui che il programma cambia. Gesù si ferma. Stabilisce una relazione non prevista dal protocollo. Il cambiamento accade grazie anche al fatto che la preghiera di Bartimeo è essenziale, chiara. Non usa troppe parole, a Dio chiede una sola cosa: poter vedere. Gesù lo esaudisce donandogli uno sguardo nuovo in mezzo agli sguardi di biasimo. Finalmente Bartimeo getta via il mantello in cui era stato fasciato. Il mantello della sua categoria perdente, il loculo in cui come cieco era già stato deposto dalla società. È un risorgere quello di Bartimeo ad una nuova vita grazie anche al coraggio, alla tenacia dell´avere pregato Dio.

Oggi il mantello di Bartimeo fascia le categorie «perdenti» del nostro tempo. Tante realtà umane che non si vogliono vedere né sentire sono coperte dal mantello di un moralismo ipocrita. Quei silenzi violentemente imposti in tanti luoghi intorno (a volte vicino) a noi, nelle case, sulle strade. Dio ascolta il grido della persona la cui dignità è calpestata. E vuole che vediamo e ascoltiamo anche noi quel grido disperato. Per agire secondo l´esempio che Cristo consegna a coloro che intendono seguirlo.



Fonte: Chiesavaldese.org

UN GIORNO UNA PAROLA

2020

L U G L I O
Versetto del mese:
L’angelo del Signore tornò una seconda volta,
toccò Elia, e disse:
«Alzati e mangia, perché il cammino è troppo lungo per te»
(I Re 19, 7)



Salmo della settimana : 106, 1-23

Sabato 4 Luglio

Il Signore dice: «Io mi volgerò verso di voi, vi renderò fecondi e vi moltiplicherò e manterrò il mio patto con voi» (Levitico 26, 9)
Tutte le promesse di Dio hanno il loro «sì» in lui; perciò pure per mezzo di lui noi pronunciamo l’Amen alla gloria di Dio (II Corinzi 1, 20)

Noi diciamo Amen. E ciò rimane vero per sempre, poiché in tutto e per tutto noi siamo consacrati/e al Nome che ci vince con l’amore; e perciò noi siamo uniti/e gli uni alle altre.
Ermuth Dorothea von Zinzendorf

Giona 3, 1-10; I Re 13,11-34




Preghiera


Signore,
nella nostra stanchezza poni su di
noi la tua mano che ridona vigore;
Fa’ soffiare il tuo Spirito che dona
vita nuova.
Non lasciare che la nostra
Esistenza si spezzi in mille
Frammenti e disperda il suo senso
In mille incombenze quotidiane.
Donaci di udire ogni giorno
di nuovo la tua chiamata a
seguire i tuoi passi sul cammino
della nostra esistenza e donaci
di saperci rispondere con fede,
speranza e amore.
Con te, Signore, c’è sempre una
parola nuova da imparare,
nuova speranza in cui
porre fiducia. La nostra vita
sia un grazie a te, un canto di
riconoscenza per la tua grazia, il
tuo perdono la tua salvezza. Nel
nome di Gesù. Amen




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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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