07 Maggio 2021
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Il fumetto? Un modo per ritrovare la curiosità di aprire la Bibbia

23-02-2016 19:22 - News
di Roberto Davide Papini

«Spero che il 2017 (l’anniversario della Riforma protestante, ndr) sia l’occasione di rinnovare la nostra testimonianza anche attraverso nuovi albi di fumetti». L’auspicio arriva da Solange Weiss-Deaux, la pastora della Chiesa protestante unita di Angoulême. Per lei il rapporto tra fumetto ed evangelizzazione è importante, visto che ogni anno, a fine gennaio, la città francese di Angoulême (capoluogo della Charente) vive una full immersion di quattro giorni nel grande fumetto internazionale con uno dei più importanti festival mondiali di “Bande dessinée”. Centinaia di migliaia di persone raggiungono Angoulême per ammirare le mostre, gli stand degli editori e per incontrare autori di tutto il mondo. Un’occasione che le chiese di Angoulême (la Chiesa protestante unita, quella cattolica e quella evangelica libera) non si lasciano sfuggire organizzando, in parallelo, il “Festival del fumetto cristiano”, giunto nel 2016 alla trentesima edizione e che propone il tema del fumetto come strumento di evangelizzazione, in un Paese dove la bande dessinée è considerata un’arte, qualcosa di serio. Così, la splendida cattedrale, un’altra chiesa cattolica e il tempio riformato diventano sedi di mostre ed eventi sui fumetti (sempre notevoli le predicazioni disegnate del pastore Pierre Molina), mentre nella sede della Chiesa evangelica libera si tiene il “culto del Festival”.

Pastora, il fumetto può essere uno strumento di evangelizzazione, non solo per la catechesi dei bambini, ma anche per gli adulti?
«Penso proprio di sì, anche se gli adulti non sono sempre dei lettori di fumetti. Per aver partecipato ad animazioni bibliche a Festival del fumetto ad Angoulême (Francia)fumetti dico che può funzionare. E’ un modo di ritornare ai testi biblici e a quelli teologici non in modo letterale, ma in modo da ritrovare la curiosità di aprire la Bibbia (questo grosso libro che a volte fa un po’ paura...) e di entrare in discussione con i testi e di dibattere con i partecipanti a queste animazioni. Certo, non è solo nei fumetti che i racconti biblici risvegliano questa curiosità».

Va da sé che per un pastore ad Angoulême è normale “lavorare” anche con i fumetti. Ma la Chiesa protestante unita, a livello nazionale, utilizza il fumetto per l’evangelizzazione?
«Che sappia io, non lo si fa veramente. I fumetti sulle figure del protestantesimo sono vecchi, antiquati. Spero che il 2017 possa essere l’occasione di rinnovare la nostra testimonianza anche con dei fumetti inediti, perché non possiamo offrire ai nostri contemporanei un testo forte su illustrazioni vecchiotte. Comunque, ci sono materiali per il catechismo o di altro tipo per i quali si usa il disegno umoristico. Penso all’ultimo materiale sul battesimo che si chiama “Le Grand Plongeon” (Il Grande Tuffo, ndr)».

Il Festival è anche una bella occasione ecumenica per le chiese di Angoulême...
«Verissimo, è una vera scuola di fraternità, quella vera, quella che si esercita nelle differenze e non evitandole. La nostra Chiesa lavora a stretto contatto con la Chiesa evangelica libera per una mostra e per le animazioni al tempio riformato. Poi, lavoriamo con Chrétiens Medias (un gruppo cattolico) Festival del fumetto ad Angoulême (Francia)sull’insieme del festival del fumetto cristiano, anche se ognuno ha il proprio spazio di esposizione. E durante tutto l’anno di preparazione ci si scopre, ci si sorprende, si va insieme fino in fondo a un progetto. La fiducia si approfondisce e l’umorismo non manca mai».

Cosa preparate per il 2017?
«Io spero che ci sia non troppa commemorazione, ma qualcosa di nuovo. Per me la fedeltà non è ripetere il passato, ma trasformare l’eredità per il presente. È il modo migliore di onorare un’eredità. Il progetto si chiama “2017. Le nostre tesi per l’Evangelo”, dove l’accento va messo sull’Evangelo e non sulla nostra identità».

Riguardo ai fumetti?
«Spero che la nostra Chiesa possa proporre dei fumetti originali sul modo protestante di vivere la fede, o sui Riformatori o dei fumetti umoristici sui protestanti ritenuti austeri (è buono ridere di sé stessi) e con l’umorismo possiamo far passare delle cose serie».

Fonte: Chiesavaldese.org
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Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
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Venerdì 7 Maggio

Tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in te ogni giorno (Salmo 25,5)
Sappiamo che egli ci esaudisce (I Giovanni 5, 15)


Non voglio allontanarmi da Dio, perché lui non si allontana da me. In ogni strada Egli mi è di guida, perché io non mi perda. Mi porge la sua mano e, sera e mattina, provvede a me, in qualsiasi luogo io mi trovi.
Ludwig Heimbo
ld

Apocalisse 5, 6,14; Proverbi 25, 11-28


Prendersi cura dei fratelli e delle sorelle nel bisogno
commento a:
Non siate in ansietà per la vita vostra, di quel che mangerete, né per il corpo di che vi vestirete; poiché la vita è più del nutrimento e il corpo più del vestito. Osservate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. E voi quanto più degli uccelli valete! Luca 12, 22-24
“Black lives matter”: le vite dei neri contano. È il motto del movimento attivista internazionale, originato all interno della comunità afroamericana, impegnato nella lotta contro il razzismo, in particolare contro gli omicidi delle persone nere da parte della polizia, riportato all attenzione dei media di tutto il mondo a seguito dell uccisione a Minneapolis più di un anno fa dell’afroamericano George Floyd, soffocato da un poliziotto che gli tenne un ginocchio premuto sul collo.
Tutte le vite contano. Non solo quelle dei “neri” d America che da oltre 150 anni dovrebbero avere pari diritti e pari opportunità dei “bianchi”. Contano le vite dei diversi popoli, conta la vita di ogni singolo essere umano che nasce sulla terra. Ma il rispetto della vita dovrebbe estendersi ad ogni essere animato, ad ogni creatura di Dio: siamo tutti figli e figlie del Signore dell universo, padre e madre di tutto ciò cui il suo amore ha dato l esistenza.
Anche in questo campo la Chiesa ha tradito rovinosamente la visione di Dio e l azione di accoglienza e di uguaglianza di Gesù, che diceva “Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli... uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli” (Matteo 23, 8-9). Dio che ha creato tutto e tutti “vuole che tutti siano salvati e vengano alla conoscenza della verità”, ribadisce la Prima lettera a Timoteo (2, 4).
Ci sono centinaia di milioni di persone che vivono in ansietà per sé e per i propri cari perché le condizioni di vita – spesso provocate da altre persone – li mettono in gravi difficoltà e pericoli.
Si può a queste persone dire “Andate in pace, scaldatevi e saziatevi”? chiede Giacomo nella sua lettera (cap. 2 vers. 6). No – ci dice Gesù in un grande racconto che Matteo ci riporta (cap. 25) – sta a te, sta a voi, che vi dite miei discepoli, condividere interessamento, impegno, vita con i fratelli e le sorelle che si trovano nel bisogno.
Questo è compito della Chiesa, questo è compito dei credenti in Cristo: far sì che nessuno debba essere in ansietà per la propria vita.
Oggi tocca a me, a te, alla mia e ad ogni chiesa prendere sul serio la sfida che il nostro tempo ci rivolge. Allora si realizzerà la promessa di Gesù: il Padre ci aiuterà e ci concederà quello che gli chiediamo (Matteo 18, 19).
Emmanuele Paschetto






Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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