08 Aprile 2020
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Il dialogo ecumenico nel nostro tempo

30-08-2018 11:44 - Sinodo
Presentato in conferenza stampa il documento sull´ecumenismo che il Sinodo discuterà nella seduta di giovedì pomeriggio

È stata dedicata al tema dell´ecumenismo, sia quello esterno rivolto alle altre confessioni cristiane sia quello intra-protestante, la conferenza stampa del Sinodo delle chiese metodiste e valdesi, tenutasi questa mattina presso la Casa valdese di Torre Pellice.

Il pastore Fulvio Ferrario, decano della Facoltà valdese di teologia di Roma, ha presentato il documento "Il dialogo ecumenico nel nostro tempo" che verrà discusso nella sessione sinodale di domani pomeriggio.

"È un documento che non vuole essere ´normativo´, bensì un autorevole strumento di riflessione e orientamento per le nostre chiese", ha spiegato Ferrario. Si tratta del primo testo su questo argomento presentato in Sinodo a partire dal 1998. "L´intento – ha aggiunto Ferrario – è di render conto del nuovo clima ecumenico creatosi con l´elezione di papa Francesco".

In particolare, la domanda a cui si cerca risposta è se il clima di fraternità creato soprattutto dalle visite di Francesco alla chiesa valdese di Torino nel 2015, a Lund per l´inizio delle celebrazioni del Cinquecentenario della Riforma protestante nel 2016, e alla sede del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) lo scorso giugno a Ginevra, ha avuto delle ricadute "nella vita quotidiana delle chiese e sul reciproco riconoscimento teologico".

Alla conferenza stampa è inoltre intervenuta la pastora battista Cristina Arcidiacono che ha introdotto il tema dei rapporti ecumenici inter-protestanti e in particolare tra le chiese metodiste e valdesi e l´Unione cristiana evangelica battista in Italia (UCEBI).

"I rapporti BMV [l´acronimo dei progetti di collaborazione tra Battisti, Metodisti e Valdesi, n.d.r.] sono ormai di lunga data – ha detto Arcidiacono – e vedono una molteplicità di collaborazioni, dal settimanale comune "Riforma" al riconoscimento reciproco dei ministri di culto".

Il Sinodo e la prossima Assemblea battista, in programma il prossimo novembre, si stanno interrogando sull´opportunità di organizzare entro i prossimi due anni la convocazione congiunta di un´Assemblea/Sinodo nella quale le due assise "si ritroverebbero per discutere di temi legati alla comune testimonianza in Italia".


Fonte: NEV - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

A P R I L E
Versetto del mese:
“Il corpo è seminato corruttibile e risuscita incorruttibile”
I Corinzi 15, 42



Salmo della Settimana: 88

Mercoledì 8 Aprile


Rendimi la gioia della mia salvezza e uno spirito volenteroso mi sostenga (Salmo 51,12)
La vostra tristezza sarà cambiata in gioia (Giovanni 16,20)

Voglio cantare notte e giorno la tua amabilità e, per quanto potrò, donarti me stesso come offerta gioiosa. La mia vita possa trascorrere nel Tuo nome in perenne gratitudine. E il bene che Tu mi hai fatto voglio imprimerlo, più profondamente possibile, nella mia mente.
Paul Gerhardt

Luca 22, 1-6; Marco 15, 1-15



Perché siete così paurosi?
commento a: Marco 4, 40
“Egli disse loro: “Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?”


Gesù chiede ai discepoli di attraversare il lago e si addormenta. Mentre i discepoli remano, sopraggiunge la burrasca ed essi colti dalla paura lo svegliano gridando. Di qui il rimprovero di Gesù, che avviene dopo aver calmato la tempesta.
Questa narrazione è una metafora. L’esperienza umana è un viaggio sul mare della vita, in cui, a periodi di tranquillità e di facile navigazione, si alternano correnti contrarie, venti violenti, burrasche.
La sensazione – per molti oggi – è che, nonostante le nostre grida il Signore non si svegli.
Ci si sente stretti tra due immagini di Dio. Quella deista, rafforzata dalle grandi scoperte delle scienze astronomiche, di un Dio grande orologiaio che ha costruito un meccanismo meraviglioso, ma non ha interesse per gli umani, e il Dio di Gesù che conosce perfino il numero dei capelli del nostro capo (Matteo 10, 30).
E ci vengono in mente le parole di Elia ai profeti di Baal: “Gridate forte, poiche Egli è dio, ma sta meditando, oppure è indaffarato o è in viaggio, può anche darsi che si è addormentato e si risveglierà” (I Re 18, 27).
Ma dimentichiamo le nostre responsabilità. Ci siamo sottratti al nostro compito di custodi della natura e questa si è ribellata. Dov'è Dio al tempo del virus, ci chiediamo. Ma Dio ci ha preceduto nelle domande: “Dove sei?”, chiede ad Adamo, “Dov'è tuo fratello” chiede a Caino. A queste domande dobbiamo ancora oggi rispondere, prima di accusare Dio di non ascoltarci.
Uniamo i due aspetti di Dio che abbiamo indicato e assumiamoci le nostre responsabilità. Molte calamità naturali ci colpiscono per la nostra insipienza nell'abitare, nel costruire, nel coltivare, nel vivere. Abbiamo le capacità per approfondire le nostre conoscenze nel campo della salute e dobbiamo capire finalmente dove impegnarci, dove investire invece di buttare energie, idee, denaro nelle guerre, nelle sopraffazioni, negli attentati al nostro pianeta.
Gridiamo, sì, ma remiamo più forte e nella direzione giusta.

Emmanuele Paschetto


Preghiera


Padre, fonte amoroso della vita e della speranza,
ti preghiamo per ogni fratello che geme e piange,
per quanti non riusciamo a confortare;
dona a tutta la gente che soffre, al tuo popolo di miseri e di poveri,
forza nella tribolazione e fiducia nei giorni dell’angoscia.
Concedi a loro e a tutti noi, rinvigoriti dalla tua parola di speranza,
di giungere all’alba della gioia e della resurrezione.

Ravasi



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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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