25 Giugno 2021
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Il Vangelo ci parla - Matteo 28, 28 di Ruggero Marchetti

03-11-2014 15:10 - Fede e spiritualità

«Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell´età presente»

"Forse, per te che sei in ascolto in questo momento, la Scrittura sono solo parole e lettere. Forse, per te, essa è una semplice pagliuzza. Ma se guardi in profondità nella Scrittura, troverai Cristo e la sua Parola. Ti potrà sembrare una pagliuzza inutile, vuota, spezzata, ma credimi: quale grande potenza è racchiusa nella sua profondità! Questa parola che ti do nel cuore, non potrà esserti tolta da nessuno: diventerà per te un albero robusto, anzi, una forte rocca". Così una volta Lutero ha parlato della Scrittura.

La scelta della Riforma di affidarsi alla Bibbia come alla sola fonte che ti fa conoscere Dio e la sua volontà, è in fondo un atto di fiducia nella grande promessa del Cristo Risorto che chiude il vangelo di Matteo: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell´età presente".
Nella Scrittura infatti il Signore è presente "tutti i giorni", ci incontra e ci parla nella forza dello Spirito e guida la sua chiesa. Sì, Gesù lì, e a noi non manca niente. Non abbiamo bisogno di vicari che ne prendano il posto né di intercessori che ci mettano in contatto con il cielo.

La Seconda confessione elvetica di Bullinger, il riformatore di Zurigo, si apre con questa affermazione: "La parola di Dio annunziata nella chiesa è la vera parola di Dio... non dobbiamo forgiare né attendere dal cielo altra parola". È proprio così: quando nella chiesa la Bibbia è letta e la parola predicata, là il Signore ci chiama e ci dona di ascoltarlo. E così ci ridona coraggio e nuova luce, così ridà ogni volta senso al nostro esistere, alimenta la fede, rinnova la speranza, vivifica l´amore.

Tutto nella parola... questa "semplice pagliuzza"... questo "soffio complicato", che è la cosa più evanescente che ci sia: la pronunci, risuona, ed un momento dopo non c´è più, s´è dissolta nell´aria... Ma se è la è parola del Signore, quel momento è sufficiente: penetra in te con una forza che nulla può arrestare, e è nella tua mente e nel tuo cuore, ed è un fuoco che brucia, illumina e riscalda. Davvero, "questa parola non potrà esserti tolta da nessuno: diventerà per te un albero robusto, anzi, una forte rocca".

Fonte: chiesavaldese.orga
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
G I U G N O


Versetto del mese
Bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini

(Atti degli apostoli 5,29)




Salmo della settimana: 12

Venerdì 25 Giugno

La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza (Salmo91,4)
Gesù dice: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Giovanni 8,31-32)

Il cristiano è mandato allo scoperto, dove «deve restare saldo» con l unico «scudo della fede» e «l elmo della salvezza» e «la spada dello Spirito, che è la parola di Dio, con ogni sorta di preghiere e di supplica» come armi di difesa e di offesa.
Hans Urs Von Balthasar


Matteo 10, 26-33; Atti degli apostoli 13, 13-25


















Preghiera

Signore siamo deboli, timorosi, piccoli.
Ma forse tu vuoi servirti ugualmente di noi.
Facci entrare nel tuo lavoro, non permetterci di aver vissuto per niente.
Conosci quello che siamo, sai che abbiamo, tutti, sete di te,
della vita, della salvezza che ci offri.
Concedici di essere forti in te. Amen


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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