24 Novembre 2020
News

Il Vangelo ci parla 2 Corinzi 13, 13 di Ruggero Marchetti

19-12-2014 14:34 - Bibbia e attualità
«La grazia del Signore Gesù Cristo e l´amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi»

È la benedizione cristiana per eccellenza. Parole che conosciamo a memoria ma che forse proprio per questo scivolano su di noi senza comunicarci molto dello straordinario messaggio di cui sono portatrici. Proviamo a riascoltarle.

Anzitutto, "la grazia del Signore nostro Gesù Cristo". Sì, grazia. Eravamo la pecora smarrita. Gesù, il Buon Pastore, è venuto sulla terra a cercarci, ci ha trovato e ci ha portato in salvo. Ci ha salvati, perché è venuto fin nella nostra miseria e, da creature cieche e sbandate che eravamo, ha fatto di noi creature che sanno quali sono le cose per cui lottare e spendere la vita: Dio e il prossimo. Essere nella grazia di Cristo significa riconoscersi diversi. Non migliori, ma diversi, in quanto siamo stati riscattati dalla sua nascita, vita, morte e risurrezione in vista di uno scopo che non è secondo la mentalità del mondo. E lottare per questo scopo diverso significa necessariamente essere diversi anche noi, porta a pregare per chi ti perseguita, ad amare chi ti odia. In altre parole, a mettere in pratica tutto l´Evangelo della grazia di Cristo. E chi vive così può affermare: "La sua grazia mi basta!" (cfr 2 Corinzi 12,9).

Poi, "L´amore di Dio". Non si può conoscere l´amore se prima non se ne sono visti i frutti. "Dio dimostra la grandezza del suo amore per noi in questo: che mentre eravamo ancora peccatori Cristo è morto per noi" (Romani 5,8). L´amore di Dio è amore gratuito, senza la ricerca di un contraccambio, non suscitato da un oggetto amabile. Noi non siamo amabili, ma Dio ci ha amati e in Gesù ci ha perdonati, salvati e trasformati. E ora Dio vuole che in noi ci sia il suo tipo d´amore, cioè un amore che ci renda capaci di amare così come egli ama, disinteressatamente, col solo scopo di portare il prossimo a conoscere Cristo. Questo è l´amore di Dio che si dona a noi in Gesù: un amore che deve guidare tutti coloro che si chiamano cristiani: "Da questo conosceranno che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri" (Giovanni 13,35).

Ancora, "La comunione dello Spirito Santo". Lo Spirito è Dio presente nella sua chiesa, è ci "insegna tutta la verità" (Giovanni 16,13). Naturalmente la verità di Dio che è un Dio che "è amore" (1 Giovanni 4,8), un Dio di perdono, fratellanza, giustizia, pace. Dio è presente nel mondo col suo Spirito Santo per creare comunione fra gli esseri umani. Perciò, chi ha conosciuto l´amore di Dio e ha accettato la grazia della salvezza di Cristo, se non si adopera per cercare quella comunione con lo Spirito che suscita in noi il desiderio della comunione fraterna, ostacola il compimento dell´opera di salvezza di Dio. Dio salva e ama affinché anche noi amiamo a nostra volta, e l´amore si manifesta nella ricerca di tutto ciò che può creare la comunione con il prossimo.

Infine, "Siano con tutti voi". L´appello è chiaro. Quindi: "Rallegratevi, ricercate la perfezione, abbiate un medesimo sentimento, vivete in pace". La stessa gioia e pace cantata dagli angeli ai pastori di Betlemme per colui che è venuto a cercarci, a trovarci e a salvarci: "Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e pace in terra agli uomini che egli gradisce" (Luca 2,14).
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

N O V E M B R E
Versetto del mese:
“Vengono piangenti e imploranti; li guido,
li conduco ai torrenti, per una via diritta
dove non inciamperanno”
(Geremia 31,9)




Salmo della settimana : 126


Martedì 24 Novembre

Tutte le estremità della terra hanno visto la salvezza del nostro Dio (Salmo 98,3)
Si prende forse la lampada per metterla sotto il vaso o sotto il letto? Non la si prende invece per metterla sul candeliere? (Marco 4,21)

Quando calano i raggi del sole, per portare luce a paesi lontani, là viene annunciata la tua misericordia, e la lode a te risuona mille volte. Perché, come la mattina va senza sosta per la terra a portare luce, così una preghiera ininterrotta in molteplici forme si schiude e risplende.
Raymund Weber



I Pietro, 13-21: II Pietro 2, 12-22


Seguire Gesù,
ascoltando la sua voce

commento a Marco 6, 34
"Come Gesù fu sbarcato, vide una gran folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise a insegnare loro molte cose"


Il versetto ci introduce al racconto della moltiplicazione dei pani. È evidente che Marco vuole sottolineare due cose. Da una parte le molte persone, gregge disgregato (mi si scusi il bisticcio!), pecore disorientate, senza meta né scopo. Non c è un pastore, non ci sono punti di riferimento. Dall altra Gesù, solo, che ne ha compassione. Il verbo che esprime questo stato d’animo significa alla lettera “sentirsi muovere le viscere”. Diremmo “sentire stringere il cuore”.
Quante volte la Bibbia – che risale a tempi in cui l’agricoltura e la pastorizia erano al centro della vita – paragona Dio ad un pastore premuroso e attento e Israele ad un gregge più o meno obbediente ai suoi richiami. Ci vengono in mente il Salmo 23 e le immagini del Vangelo di Giovanni dove Gesù dice: Io sono il buon pastore.
Gesù ci invita a seguirlo ascoltando la sua voce. E nel racconto che segue, non solo “insegna molte cose”, ma sa nutrire materialmente. Questo nutrimento passa attraverso i suoi discepoli, che pur esitanti, riescono a trovare del cibo, a portarlo a Gesù che, con le sue parole, le sue richieste, i suoi inviti, coinvolge la folla e fa sì che tutti siano saziati.
Molti si son posti e si pongono tuttora come capi, guide, arringatori di folle, risolutori dei problemi dell’umanità. Si sentono pastori, ma – dice Gesù – sono estranei, mercenari, ladri, briganti. Non sono interessati alle persone, non gli si stringe il cuore, amano solo il potere.
Quanti milioni di pecore senza pastore, oggi! I clandestini che si accalcano sulle nostre spiagge per sfuggire alla fame, i profughi che per non morire sotto le bombe finiscono intruppati in campi senza speranza, le migliaia di disoccupati che cercano di sopravvivere con le loro famiglie, gli afroamericani che reclamano i loro diritti.
Sta a noi, la chiesa del Signore, testimoniare la misericordia di Gesù ed essere coloro che “danno da mangiare”, materialmente e spiritualmente ai milioni di persone che sono greggi senza pastore.

Emmanuele Paschetto






Preghiera


Ai tuoi piedi, Signore,
esponiamo il carico pesante
delle nostre perplessità, dei nostri affanni.
Attendiamo da Te sostegno, conforto e guida.
Soccorri coloro che sono nel bisogno,
consola quanti sono
variamente afflitti ed affretta
l avvento del Tuo Regno
di amore e di pace
su tutta la terra.
Amen
pst. M.Affuso


COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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