01 Ottobre 2020
News

Il Vangelo ci interroga: Giovanni 14,6 di Salvatore Ricciardi

28-04-2014 18:01 - Bibbia e attualità
«Gesù ha detto: IO SONO la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.»

Che impressione deve aver fatto sui discepoli questa dichiarazione di Gesù!
Ha detto, nientemeno: Io sono la verità.

La verità su Dio, la verità su noi stessi.
La verità su Dio. "Dio è uno, anche se lo chiamiamo in modi diversi". C´è da chiedersi se di questo logoro luogo comune siamo davvero convinti, o se non sia un modo facile di aggirare un problema, mentre ciascuno e ciascuna si "fa" un dio secondo le proprie aspirazioni ed esigenze. Non c´è alcun Dio se non quello che si è fatto carne in Gesù Cristo. Gesù dice la verità su Dio perché incarna la sua solidarietà con noi; in altri termini, la sua umanità.

La verità su noi stessi. Gesù, il Figlio di Dio che si è fatto uno di noi, è per ciascuno e ciascuna di noi lo specchio che ci ritrae come siamo, con limiti e peccati, con tradimenti e menzogne, con sogni e frustrazioni. Ed è anche colui nel quale ci è data la misericordia di Dio che ogni giorno ci risolleva e ci rimette in marcia.

Gesù è la via. Molte strade l´umanità ha tracciato e traccia per raggiungere Dio. L´unica in grado di portarci alla meta è quella tracciata da Dio stesso, ed è Gesù Cristo. Gesù non è colui che semplicemente ci indica la via sicura: è lui stesso la via, e nessuno arriva al Padre se non percorrendola.

Gesù è la vita. La vita è il bene più prezioso e insostituibile, è ciò che non possiamo barattare con niente. E c´è una vita dietro a quella biologica, che conduciamo con fatica e con gioia. È la vita eterna, quella vita che non può essere distrutta nemmeno dalla morte, perché Gesù, risuscitando, ha sconfitto la morte. È la vita che noi possiamo godere già qui e ora, se ascoltiamo la Parola di Dio e ad essa prestiamo fede.

Fonte: Chiesavaldese.org
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

O T T O B R E
Versetto del mese:
“Cercate il bene della città dove io vi ho fatti deportare,
e pregate il Signore per essa;
poiché dal bene di questa dipende l vostro bene”
(Geremia 29,7)


Salmo della settimana : 125



Giovedì 1° Ottobre

Poiché il tuo cuore è stato toccato, poiché ti sei umiliato davanti a Dio, anch’io ti ho ascoltato, dice il Signore (II Cronache 34,27)
Paolo scrive:«Io sono il minimo degli apostoli, e non sono degno di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la chiesa di Dio. Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono» (I Corinzi 15,9-10)

Ti prego di venire nel mio cuore, perché ispirandolo a desiderarti tu lo rendi pronto a riceverti.
Agostino di Ippona


Esodo 23, 20-27; II Corinzi 12, 1-10





Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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