22 Gennaio 2021
News

Il Vangelo ci interroga: Genesi 8,12 di Erika Tomassone

31-01-2014 21:39 - Bibbia e attualità
«Noè aspettò altri sette giorni, poi mandò fuori la colomba; ma essa non tornò più da lui»

La storia di Noè, storia di scomparsa e sopravvivenza, è diventata simbolo di eventi storici e personali in cui si rischia di venir sommersi e annientati, in cui però qualcuno scampa, fosse la shoah, la catastrofe nucleare o una malattia potenzialmente mortale. Noè, una figura di scampato e sopravvissuto. Eccolo alla fine delle piogge, a scrutare la sua possibilità di vita oltre la catastrofe. Che c´è là fuori? C´è una vita possibile oltre la distesa delle acque portatrici di morte? E´ il momento della colomba solo lei che può volare sulle acque può far sapere agli scampati la buona notizia. E´ il momento dei tentativi, dell´incertezza e della pazienza: circa 54 giorni e tre invii della colomba.
Non basta infatti essere scampati ad un diluvio personale o collettivo, è necessario sapere che c´è ancora un luogo per i giorni a venire, poter sperare. E´ il tempo della prima azione autonoma di Noè: prendere in mano i suoi giorni. La colomba che da la risposta non è però la famosa colomba con il ramo di ulivo, è quella che non torna più. Lei è l´avanguardia della nuova vita sulla terra. Se raffiguriamo in ogni modo quella col ramo d´ulivo è perché da scampati è ciò che rappresenta al meglio che davanti a noi, per quanto non ancora realizzata o realizzabile nell´immediato, c´è una possibilità di vita. Ma aspettiamo di non vedere più alcuna colomba perché sarà ora di abbandonare la dimora dell´incertezza sospesa tra le acque, per raccogliere un´altra possibilità.

UN GIORNO E INA PAROLA
2021
VERSETTO DELL'ANNO
" Siate misericordiosi come è misericordioso il Padre vostro "
Luca ( 6 36 )

GENNAIO

Versetto del mese :
Molti van dicendo : " chi ci farà vedere il bene, se da noi , Signore, è fuggita la luce del tuo volto?"
Salmo ( 4 , 6

Salmo della settimana : 40

Venerdì 22 Gennaio


I figli d Israele torneranno a cercare il Signore, loro Dio, e Davide, loro re, e ricorreranno tremanti al Signore e alla sua bontà, negli ultimi giorni (Osea 3, 5)
E’ Dio che produce in voi il volere e l agire, secondo il suo disegno benevolo (Filippesi 2, 13)


La fede ha il suo inizio quando l uomo comincia a disperare di se stesso e a rendersi conto che deve confidare solo in Dio.
Huldrych Zwingli


Geremia 14, 1-9; Luca 6, 17-26







Preghiera


Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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