28 Febbraio 2021
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Il Sinodo fa proprio il "Manifesto per l´accoglienza"

30-08-2018 11:46 - Sinodo
Un testo, quello della Fcei, apprezzato dall´assise delle chiese metodiste e valdesi

«Denunciamo e critichiamo la campagna politica contro gli immigrati e i richiedenti a silo che a fronte di arrivi in diminuzione e perfettamente sostenibili in un quadro di solidarietà europea esaspera e drammatizza il dibattito pubblico», questo è uno dei tredici punti che compongono il «Manifesto per l´accoglienza» che ieri pomeriggio il Sinodo delle chiese metodiste e valdesi ha fatto proprio dopo un acceso dibattito.

Presentato lo scorso 8 agosto dal Consiglio della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), il manifesto «afferma il diritto degli ultimi e delle persone a rischio – ha dichiarato la pastora valdese Maria Bonafede, membro del Consiglio della Fcei all´Agenzia stampa Nev, che cura l´ufficio stampa del Sinodo–. Riteniamo molto gravi l´odio e la xenofobia, propri del discorso politico del Governo italiano – ha rilevato Bonafede –. Questo manifesto è uno strumento prezioso che a partire dalle parole di Gesù ci ricorda non solo la nostra vocazione, ma anche il mandato biblico dell´amore per il nostro prossimo e per lo straniero».

«Ogni forma di razzismo è per noi un´eresia teologica» si legge infatti nel Manifesto, che si apre con alcune citazioni bibliche sull´accoglienza e sui diritti dello straniero.

Il Manifesto propone quattordici punti e nei quali si ribadiscono, da una parte affermazioni bibliche teologiche e dall´altra, richiami per affermare «la falsa contrapposizione tra accoglienza degli immigrati e bisogni degli italiani» invitando allo «scambio interculturale nel quadro dei principi della Costituzione; alla protezione internazionale e alla tutela dei diritti»; infine «la buona pratica dei corridoi umanitari».

Inoltre il documento invita a un «linguaggio rispettoso della dignità e a una presa di posizione contro xenofobia e razzismo e si denuncia l´esasperazione del dibattito pubblico sul tema delle migrazioni».

Gli ultimi due punti sono un appello alle chiese sorelle dell´Europa perché accolgano quote di richiedenti asilo e spingano i loro governi a promuovere politiche di condivisione dei flussi migratori in un quadro di solidarietà e responsabilità condivise, richiamando all´amore di Dio, che è più forte degli egoismi di individui e di nazioni.


Fonte: chiesavaldese.org
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2021

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Versetto del mese:
Rallegratevi perché i vostri nomi
Sono scritti nei cieli
(Luca 10, 20)
Salmo della settimana:63


Sabato 27 Febbraio

Dio circondò il suo popolo, ne prese cura, lo custodì come la pupilla dei suoi occhi. Come una aquila che desta la sua nidiata, volteggia sopra i suoi piccini, spiega le sue ali, li prende e li porta sulle penne (Deuteronomio 32, 10-11)
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù (Filippesi 4,7)

Il fiume / non trova la sua pace / finché non è al mare / finché non è più lui / ma acqua nell’acqua sterminata. / Così è per la vita umana. / Il nostro breve corso / non trova riposo / che nell oceano infinito di Dio.
Carlo Lupo


Romani 6, 12-18; Luca 11, 14-28





Preghiera

Quando il passato ci opprime,
quando il presente ci angustia,
quando il futuro ci spaventa,
alziamo gli occhi verso di te.

Donaci, Signore, i segni della tua presenza
in mezzo alla confusione del mondo e delle nostre vite!
Ti chiediamo di imprimere nei nostri cuori
le tue promesse per rafforzarci e guidarci ogni giorno
Helmut Gollwitzer



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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