26 Agosto 2019

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: I vostri temi sono di grande rilievo per il Paese

05-12-2015 10:53 - News
XVII ASSEMBLEA DELLA FEDERAZIONE DELLE CHIESE EVANGELICHE IN ITALIA Pomezia (RM), 4 - 8 dicembre 2015

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio di saluto e di augurio di buon lavoro alla XVII Assemblea della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) riunita a Pomezia dal 4 all´8 dicembre: "I temi che avete posto al centro della vostra discussione sono di grande rilievo per l´intero Paese, a partire dalla libertà religiosa che va accompagnata - particolarmente in questo momento storico - con il dialogo tra i credenti, e con quello tra credenti e non credenti, in nome di un umanesimo da condividere, di un pianeta da salvare insieme, di un tessuto di cooperazione e di pace da consegnare alle future generazioni".

Oggi pomeriggio la discussione sulla proposta di legge sulla libertà religiosa vedrà la partecipazione dei giuristi Sara Domianello e Roberto Zaccaria.

Roma, 5 dicembre 2015 (NEV-CS68) - "I temi che avete posto al centro della vostra discussione sono di grande rilievo per l´intero Paese, a partire dalla libertà religiosa, che la Costituzione solennemente sancisce e che tocca a tutti noi assicurare e favorire nella concretezza della vita sociale. La libertà religiosa è fondamento delle stesse libertà civili, e le sue limitazioni, ovunque si manifestino, rappresentano una grave aggressione alla dignità della persona". Lo ha scritto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio di saluto e di augurio di buon lavoro indirizzato all´Assemblea della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) e al presidente della FCEI, Massimo Aquilante, in occasione dell´apertura dei lavori di quella che è una vera e propria assise del protestantesimo storico in Italia.
Il messaggio del Presidente Mattarella così prosegue: "L´ordinamento democratico è chiamato a rimuovere gli ostacoli che si frappongono a un pieno sviluppo della libertà personale, e al tempo stesso a garantire la dimensione pubblica delle fedi religiose, nel rispetto dei diritti universali dell´uomo, tanto più preziosi in un mondo che si trova ad affrontare nuove minacce di guerra e di terrore.
Di certo, la libertà religiosa va accompagnata - particolarmente in questo momento storico - con il dialogo tra i credenti, e con quello tra credenti e non credenti, in nome di un umanesimo da condividere, di un pianeta da salvare insieme, di un tessuto di cooperazione e di pace da consegnare alle future generazioni. La tensione ecumenica di cui siete interpreti e il confronto interreligioso che voi promuovete, può essere d´ausilio, nel nostro paese e oltre i nostri confini.
Sono certo che queste giornate di riflessione aiuteranno non soltanto le vostre comunità, ma l´intero dibattito culturale e civile del paese, a compiere un passo in avanti. La FCEI è impegnata in meritevoli progetti di alto contenuto sociale, come quelli per l´integrazione dei migranti, per l´accoglienza dei profughi, per la dignità e la sostenibilità del lavoro, per la lotta agli sprechi alimentari, per il sostegno alle persone anziane e ai più deboli. Azioni che, mi auguro, utilmente proseguano, orientate verso il bene comune".

I lavori della XVII Assemblea della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) si sono aperti ieri sera a Pomezia (RM), presso l´Hotel Selene, e si protrarranno fino all´8 dicembre. Sono presenti per l´occasione 120 delegati di chiese battiste, luterane, metodiste, valdesi, dell´Esercito della Salvezza e di alcune chiese libere provenienti da tutta Italia. Oggi pomeriggio in discussione la proposta di legge sulla libertà religiosa elaborata da un pool di giuristi, tra cui Sara Domianello e Roberto Zaccaria, che la illustreranno all´Assemblea.

Ieri sera i delegati hanno eletto a presiedere i lavori assembleari Sergio Velluto, membro della chiesa valdese di Torino. Il culto di apertura dell´Assemblea si è svolto questa mattina con la predicazione del pastore metodista George Ennin.

Fonte: NEV - Notizie Evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

A G O S T O
Versetto del mese:
Andando, predicate e dite: «Il regno dei cieli è vicino» (Matteo 10,7)


Salmo della settimana: 101

Domenica 25 Agosto
Beata la nazione il cui Dio è il Signore; beato il popolo ch’egli ha scelto per sua eredità ( Salmo 33,12)

Il rimanente della casa di Giuda che sarà scampato, metterà ancora radici in basso e porterà frutto in alto (II Re 19,30)
Se la radice è santa, anche i rami sono santi (Romani 11,16)

Amici, se la radice del mandorlo torna a fiorire e germogliare, non è questo un segno che c’è ancora amore?
Schalom Ben-Chorin

Marco 12, 28-34; Romani 11, 25-32


Preghiera

Signore nostro, la tua Parola
ci cerca, la tua voce desidera il
nostro cuore per prendere dimora
in noi e da lì poter risuonare
nel mondo. Accogli la nostra
disponibilità, anche se fragile,
anche se piena di contraddizioni,
e vieni ad abitare in noi. Dona
la forza del tuo Spirito, respiro
di vita, che ci sostenga quando
la tua Parola brucia, che ci dia
il coraggio di andare avanti
quando nulla è chiaro, quando senza
te il nostro passo sarebbe troppo
incerto.
Ascoltaci, Signore nostro, nel
nome del tuo figlio Gesù, e donaci
il respiro del tuo spirito Santo.
Amen
da Riforma
del 29 marzo 2019



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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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