09 Dicembre 2019

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Il Papa: portare la Bibbia in tutti i luoghi senza paura. Anche sul web

10-10-2017 08:02 - Bibbia e attualità
Nell´udienza alle "United Bible Societies" l´invito di Francesco a essere «servitori della Parola» che è «riconciliazione anche fra i cristiani». Necessario usare «le forme di comunicazione sociale»

C´è bisogno di essere «servitori della Parola» che è «riconciliazione», che è "uscita" da Dio e deve essere annunciata «in tutti i luoghi, in tutte le occasioni, senza indugio, senza repulsioni e senza paura», che non contempla «compromessi». Papa Francesco incontra il Comitato per i rapporti con le Chiese delle "United Bible Societies" (Ubs) e sollecita «ogni sforzo per far conoscere il Vangelo, facilitando l´accesso alla Bibbia nelle lingue più diverse e, oggi, attraverso le molteplici forme di comunicazione sociale», afferma durante l´udienza di questa mattina giovedì 5 ottobre ai rappresentanti dell´organizzazione internazionale di stampo ecumenico che si è formata nel 1946 e che attualmente coordina l´opera della maggior parte delle Società bibliche del mondo. Sono 142 i soci che la compongono. E soltanto nel 2003 le società delle Ubs hanno distribuito più di 430 milioni di testi della Scrittura, fra Bibbie, Nuovo Testamento e sintesi. Dal 2001 le Società sono coinvolte anche in lavori di traduzione della Bibbia in 672 lingue diverse.


Dopo il saluto del cardinale John Olorunfemi Onaiyekan, arcivescovo di Abuja in Nigeria e membro del Consiglio globale delle Ubs, papa Francesco declina nel suo intervento il richiamo a essere «servitori della Parola» in sei prospettiva. Nel primo caso Bergoglio parla di «Parola di salvezza». E sottolinea: «Lasciarsi "ferire" dalla Parola è indispensabile per esprimere con la bocca ciò che dal cuore sovrabbonda». Poi ricorda la «Parola di vita eterna». «Crediamo – afferma il Papa– che non solo di pane vive l´uomo ma di ogni parola che esce della bocca di Dio. Con l´aiuto dello Spirito Santo, dobbiamo nutrirci alla mensa della Parola tramite la lettura, l´ascolto, lo studio e la testimonianza di vita. Noi dedichiamo tempo a coloro che amiamo, e qui si tratta di amare Dio, che ci ha voluto parlare e ci offre parole di vita eterna». In terzo luogo ricorda la «Parola di riconciliazione anche tra i cristiani» ed evidenzia che «è giusto aspettarci un nuovo impulso alla vita spirituale dall´accresciuta venerazione per la Parola di Dio».


Successivamente Francesco spiega che la Parola «si è fatta carne» ed è «vitale che oggi la Chiesa esca ad annunciare il Vangelo a tutti» in «obbedienza al mandato missionario del Signore e con la certezza della sua presenza in mezzo a noi fino alla fine del mondo». Il quinto riferimento è alla «Parola di verità». «Siamo convinti – dice il Pontefice citando l´enciclica sull´ecumenismo Ut Unum Sint di Giovanni Paolo II del 1995 – che l´unità voluta da Dio può realizzarsi soltanto nella comune adesione all´integrità del contenuto della fede rivelata». Infine un rimando all´ecumenismo del sangue quando Francesco parla di «Parola di Dio potente» che «illumina, protegge e difende». «Per essa – aggiunge il Papa – molti dei nostri fratelli e sorelle sono in prigione e molti di più hanno versato il loro sangue come testimonianza della loro fede in Gesù Signore». A conclusione l´invito a camminare «insieme affinché la Parola si diffonda».

Del resto oggi le "United Bible Societies" sono impegnate in modo forte sul fronte ecumenico. Dalla Chiesa cattolica al Consiglio ecumenico delle Chiese, l´Ubs intende «servire tutte le Chiese». Significativo il contributo della Chiesa cattolica. Negli anni Settanta una donna cattolica, Maria Teresa Porcile Santiso, è stata impiegata a tempo pieno dalle Società come dirigente degli affari ecumenici nel centro regionale del Messico. Poi Alberto Ablondi (1924-2010), compianto vescovo di Livorno, è stato contemporaneamente membro del Comitato generale e del Comitato esecutivo europeo delle Società partecipando così alla formulazione e alla revisione delle linee guida generali. Il cardinale nigeriano Francis Arinze, oggi prefetto emerito della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, è stato vicepresidente delle Società. E il cardinale Carlo Maria Martini (1927-2012) è stato uno dei redattori della traduzione interconfessionale del Nuovo Testamento a partire dal 1967 fino al 2002.


Fonte: Avvenire.it

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Lunedì 9 Dicembre

Nei vostri giudizi non avrete riguardi personali; darete ascolto al piccolo come al grande; non temerete alcun uomo, poiché il giudizio appartiene a Dio (Deuteronomio 1, 17)
Non giudicate, affinché non siate giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate, sarete giudicati (Matteo 7,1-2)


Il Sole di giustizia sorga nella chiesa in ogni momento e tutto il mondo lo possa vedere. Coinvolgi tutta la cristianità. La tua luce e magnificenza ci trasformino in messaggeri per tuta l’eternità.
Christian David

Isaia 25, 1-8; Isaia 44, 21-28



Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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