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Il Papa a Ginevra per ascoltare

01-03-2018 18:12 - Ecumenismo
Il significato del viaggio e il filo che unisce il Vaticano alla città di Calvino

C´è un filo solido, ecumenico, che porterà il 21 giugno Papa Francesco a incontrare a Ginevra il grande organismo che rappresenta le Chiese cristiane nel mondo, il Consiglio ecumenico delle Chiese. Un totale di 349 membri a pieno titolo. E un osservatore, sì, proprio il Vaticano, che non ha mai aderito pienamente al consesso in cui sono rappresentati tutti gli altri cristiani.

Bergoglio ha sempre vissuto una personale vicinanza con le altre declinazioni del cristianesimo. Lo ha fatto da cardinale a Buenos Aires, con amici cari; e poi da Papa, a Lund, nel 2016, per inaugurare le celebrazioni dei 500 anni di Martin Lutero. O ancora, l´anno prima, con la storica visita al Tempio valdese di Torino, ospite di una comunità che la città piemontese, solo un secolo prima, aveva relegato in periferia per non incontrarla. Il Papa sa, con questi gesti, di scontentare qualcuno in casa cattolica – Martin Lutero da alcuni è ancora considerato un eretico -, ma lui tira dritto per la sua strada

L´incontro con il Consiglio mondiale delle Chiese è un ulteriore passo avanti, coerente, di questo cammino. Ci si attende una iniziativa comune sulla Siria. Probabilmente verrà. Ma certo, il tema dei diritti umani, più in generale, e quello dei migranti, suo logico sviluppo, saranno al centro delle riflessioni e delle preoccupazioni comuni. Su quel terreno le varie Chiese già collaborano, con iniziative come i corridoi umanitari, che – garantendo un percorso sicuro, legale - evitano ai profughi di rischiare la vita nei mari mediterranei.

I terreni di incontro sono molti. C´è ad esempio la salvaguardia del creato, fulcro della prima enciclica di Bergoglio, Laudato sii, tema che vede soprattutto i protestanti avere sviluppato una riflessione matura, da decenni. Francesco è disposto a discutere, ad imparare. È una Papa che va in casa di altri, riconoscendo loro in questo modo piena dignità ai suoi interlocutori. Sono questi i piccoli passi, simbolici, di cui oggi il movimento ecumenico può nutrirsi.

di Bruno Boccaletti


Fonte: RSI News Svizzera
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

D I C E M B R E

Versetto del mese:

«Manda gridi di gioia, rallègrati, figlia di Sion!
Perché ecco, io sto per venire e abiterò in mezzo a te»,
dice il Signore

(Zaccaria 2, 10)


Salmo della settimana: 71
Venerdì 31 Dicembre
I miei giorni sono nelle tue mani (Salmo 31,15)

Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; prega il Signore che allontani da noi questi serpenti». E Mosè pregò per il popolo (Numeri 21, 7)
Abbiate pietà di quelli che sono nel dubbio (Giuda 22)


Ci è stato donato un medico che è egli stesso la vita; Cristo, morto per noi, ha per noi ottenuto la salvezza. Invochiamo la tua bontà: continua a custodire anche in futuro i grandi e i piccoli, perché tu hai per noi pensieri di pace e non di male.

Ludwig Helmbold


Romani 8, 31b-39; Ecclesiaste 3, 1-15 ; Salmo 46; Matteo 13, 24-30


Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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