22 Gennaio 2020

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Il Papa a Ginevra per ascoltare

01-03-2018 18:12 - Ecumenismo
Il significato del viaggio e il filo che unisce il Vaticano alla città di Calvino

C´è un filo solido, ecumenico, che porterà il 21 giugno Papa Francesco a incontrare a Ginevra il grande organismo che rappresenta le Chiese cristiane nel mondo, il Consiglio ecumenico delle Chiese. Un totale di 349 membri a pieno titolo. E un osservatore, sì, proprio il Vaticano, che non ha mai aderito pienamente al consesso in cui sono rappresentati tutti gli altri cristiani.

Bergoglio ha sempre vissuto una personale vicinanza con le altre declinazioni del cristianesimo. Lo ha fatto da cardinale a Buenos Aires, con amici cari; e poi da Papa, a Lund, nel 2016, per inaugurare le celebrazioni dei 500 anni di Martin Lutero. O ancora, l´anno prima, con la storica visita al Tempio valdese di Torino, ospite di una comunità che la città piemontese, solo un secolo prima, aveva relegato in periferia per non incontrarla. Il Papa sa, con questi gesti, di scontentare qualcuno in casa cattolica – Martin Lutero da alcuni è ancora considerato un eretico -, ma lui tira dritto per la sua strada

L´incontro con il Consiglio mondiale delle Chiese è un ulteriore passo avanti, coerente, di questo cammino. Ci si attende una iniziativa comune sulla Siria. Probabilmente verrà. Ma certo, il tema dei diritti umani, più in generale, e quello dei migranti, suo logico sviluppo, saranno al centro delle riflessioni e delle preoccupazioni comuni. Su quel terreno le varie Chiese già collaborano, con iniziative come i corridoi umanitari, che – garantendo un percorso sicuro, legale - evitano ai profughi di rischiare la vita nei mari mediterranei.

I terreni di incontro sono molti. C´è ad esempio la salvaguardia del creato, fulcro della prima enciclica di Bergoglio, Laudato sii, tema che vede soprattutto i protestanti avere sviluppato una riflessione matura, da decenni. Francesco è disposto a discutere, ad imparare. È una Papa che va in casa di altri, riconoscendo loro in questo modo piena dignità ai suoi interlocutori. Sono questi i piccoli passi, simbolici, di cui oggi il movimento ecumenico può nutrirsi.

di Bruno Boccaletti


Fonte: RSI News Svizzera

UN GIORNO UNA PAROLA


G E N N A I O
Versetto del mese:
““Fedele è Dio”
(I Corinzi 1, 9)


Salmo della Settimana: 133

Mercoledì 22 Gennaio

Se voi non avete fede, certo, non potrete sussistere (Isaia 7,9)
Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna alla quale sei stato chiamato e in vista della quale hai fatto quella bella confessione di fede in presenza di molti testimoni (I Timoteo 6,12)

Ricomporre l’unità tra il tempo e la strada, ritrovare il legame tra la fede e la vita, ricondurre la Parola di Dio dal margine al centro, riscoprire la realtà della chiesa nel mondo: non è questa la consegna del mondo presente?
Vittorio Subilia

Galati 5, 1-6; I Corinzi 1, 18-25




Liberi dal peccato
commento a Galati 5, 1
Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù

Mai come in questo periodo storico, l’uomo occidentale ha potuto godere di piena libertà: di pensiero, di parola, di stampa. Può vivere (o cercare di vivere) la vita che più lo attrae, senza dover superare troppi ostacoli esterni. Pur nella consapevolezza di tutte le problematiche politiche, sociali, legate alla comunicazione, ma anche interiori e psicologiche che rappresentano dei freni oggettivi per la nostra libertà, dobbiamo constatare che mai come ora, abbiamo, almeno potenzialmente, la possibilità di scegliere liberamente la nostra vita, di pensare con la nostra testa e di fare scelte ponderate.
E dunque Paolo non si rivolge a noi? Ha scritto per altri uomini e donne? E poi perché dice “state saldi”? Chi di noi vorrebbe rinunciare alla propria libertà? Non siamo forse diventati insofferenti a qualsiasi limite ci venga proposto o, peggio, imposto?
Ma quella che Dio ci offre, non è la libertà senza vincoli a cui oggi ambiamo, non è la libertà di diventare ricchi a spese di altri, di mangiare a sazietà dimenticando chi muore di fame a causa del nostro stile di vita, la libertà di distruggere il pianeta pur di avere qualche comfort in più, o di fare quello che desideriamo senza pensare alle conseguenze per gli altri esseri umani o per l’ambiente.
Quella che ci offre Dio è la libertà dal peccato, e dunque proprio la libertà dalla sopraffazione, dall’abuso, dalla corruzione nostra e del nostro ambiente naturale, ma a causa del nostro peccato, sempre riaffiorante, si tratta di una libertà che richiede disciplina, coraggio, senso di responsabilità.
Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi. Liberi di seguirlo, liberi di accogliere quel genere di umanità che Gesù stesso rappresenta: la libertà di darsi liberamente agli altri. Di essere servi. La libertà di essere liberi dai compromessi, dalla sudditanza al dio danaro, di amare incondizionatamente, senza se e senza ma. La libertà di essere, senza tentennamenti, figli e figlie di Dio.
E dunque stiamo saldi e non permettiamo che nulla e nessuno ci ponga nuovamente sotto il giogo della schiavitù. Amen!
di Erica Sfredda




Preghiera


Signore, tu che ricostruisci ciò che noi distruggiamo,
Ti preghiamo:
ricostruisci la nostra vita.
Ricostruisci le nostre forze
quando le sciupiamo in cose inutili, quando
siamo logori e perdiamo coraggio.
Ricostruisci la nostra fiducia
Quando esitiamo davanti alle tue promesse,
quando ci facciamo vincere dalla confusione e
dall’amarezza, quando dubitiamo di noi stessi
e della nostra capacità di servirti,quando le
difficoltà diventano più grandi
della nostra poca fede.
Ricostruisci le nostre iniziative comuni,
quando l’egoismo le indebolisce,
quando troviamo più confortevole
evitare la fatica di agire
insieme con gli altri,
quando tentenniamo di fronte
agli obiettivi che insieme avevamo
riconosciuto come tua vocazione,
quando cediamo al rancore
e al risentimento,
quando non riusciamo più
a comprenderci pur essendo
membri della stessa chiesa.
Signore ricostruisci la nostra vita: ridonaci forza,
fiducia e iniziativa con l’energia che proviene
dall’unico fondamento,
che è Cristo Gesù. Amen




Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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