19 Gennaio 2020

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Il Magnificat. La Maria di Martin Lutero

16-05-2017 08:57 - Bibbia e attualità
Nel tardo medioevo veniva messa sotto i riflettori della religione una duplice e contrastante figura di donna: da un lato la tentatrice che induce al peccato e dall´altro la madonna, donna modello, posta sopra un piedistallo, che entra nella quotidianità solo per essere adorata. In questo contesto, una donna normale, libera, che si autodetermina (come diciamo noi oggi), capace di esprimere un pensiero critico era una figura assolutamente impensabile. In un mondo dove religione e politica erano espressioni di una cultura maschile e maschilista, era impensabile che una donna potesse esprimersi con categorie religiose per criticare e denunciare la superbia e il potere dei potenti. Martin Lutero abbandona questi modelli femminili e rivaluta la figura evangelica di Maria, una donna vera, capace di avere un suo pensiero critico, una donna che non esita a mettere in discussione l´arroganza dei potenti e a innalzare gli umili. Nel suo commento al Magnificat – il canto di Maria così come viene riportato dall´evangelista Luca – Martin Lutero dipinge una donna che «parla per propria esperienza»; dunque, una donna incarnata nelle pieghe della storia e capace di elaborare criticamente il proprio vissuto. Dice Lutero: «Così anche la dolce madre di Cristo ci insegna, con l´esempio della sua esperienza e con le sue parole, come si deve conoscere, amare e lodare Dio». Maria, donna insegnante, donna capace di leggere le pagine della sua esperienza e di comunicare la sua verità. E Lutero non esita a entrare nel cuore del pensiero storico di Maria che afferma: «Dio ha operato potentemente col suo braccio; ha disperso quelli che erano superbi nei pensieri del loro cuore, ha detronizzato i potenti e ha innalzato gli umili, ha colmato di bene gli affamati e ha rimandato a mani vuote i ricchi» (Lc 53-1:51). Nel suo commento a queste straordinarie parole del Magnificat, Lutero mette in luce la forza prorompente e anticonformista della fede e del pensiero di Maria. Dice Lutero: «Maria colpisce con maestria gli ipocriti falsi e non li considera nelle loro apparenze... ella colpisce in modo speciale i nemici della verità divina... Costoro sono gli uomini più velenosi, più pericolosi sulla terra, la superbia del loro cuore è abissale, diabolica... costoro esistono soltanto per essere dispersi da Dio, perché nessuno perseguita il diritto e la verità più di loro... Dio non tollera a lungo che i potenti si servano del loro potere per fare il male e contro Dio». La Maria di cui ci parla Lutero è una donna che non esita a denunciare e a dare un nome al male che, tramite uomini superbi, ricchi e potenti, si insinua nelle vicende umane per schiacciare i poveri e gli umili. La Maria di Lutero è una donna che, illuminata dallo Spirito Santo, vede quanto gli umili siano umiliati. E, dice Lutero: «Lo Spirito Santo consola gli umili con la bocca di questa madre, affinché non si lascino trarre in errore né spaventare». Lutero ci presenta una donna umile, consapevole dei propri limiti, ma che comprende di essere anche libera di esprimersi sulle dinamiche politiche e religiose del mondo in cui vive. La Maria di Lutero è la Maria del Vangelo, una donna che ha la forza di andare controcorrente e di proporre l´immagine di un Dio che sposa il destino degli umili.



Fonte: Riforma.it

UN GIORNO UNA PAROLA


G E N N A I O
Versetto del mese:
““Fedele è Dio”
(I Corinzi 1, 9)


Salmo della Settimana: 133

Domenica 19 Gennaio
“Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia” (Giovanni 1, 16)


Se l’empio si allontana dall’empietà che commetteva e pratica l’equità e la giustizia, rimarrà in vita. (Ezechiele 18, 27)
Certa è questa affermazione e degna di essere pienamente accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo ( I Timoteo 1,15)

Da questa parola risulta molto chiaro che Gesù Cristo è venuto per salvare i peccatori. E questo buon salvatore ci ha promesso che tutto quello che chiederemo nel suo nome, noi lo otterremo, e che se noi perdoniamo agli altri i loro peccati, il Padre perdonerà i nostri. Credete dunque che, quando chiediamo la misericordia di Dio nel nome del nostro Signore Gesù, e quando ciascuno perdona di cuore il suo prossimo, il nostro Signore perdona noi e i nostri cuori sono purificati.
Guillaume Farel

Giovanni 2, 1-11; I Corinzi 2, 1-1-10


Preghiera


Signore, tu che ricostruisci ciò che noi distruggiamo,
Ti preghiamo:
ricostruisci la nostra vita.
Ricostruisci le nostre forze
quando le sciupiamo in cose inutili, quando
siamo logori e perdiamo coraggio.
Ricostruisci la nostra fiducia
Quando esitiamo davanti alle tue promesse,
quando ci facciamo vincere dalla confusione e
dall’amarezza, quando dubitiamo di noi stessi
e della nostra capacità di servirti,quando le
difficoltà diventano più grandi
della nostra poca fede.
Ricostruisci le nostre iniziative comuni,
quando l’egoismo le indebolisce,
quando troviamo più confortevole
evitare la fatica di agire
insieme con gli altri,
quando tentenniamo di fronte
agli obiettivi che insieme avevamo
riconosciuto come tua vocazione,
quando cediamo al rancore
e al risentimento,
quando non riusciamo più
a comprenderci pur essendo
membri della stessa chiesa.
Signore ricostruisci la nostra vita: ridonaci forza,
fiducia e iniziativa con l’energia che proviene
dall’unico fondamento,
che è Cristo Gesù. Amen




Eventi

COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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