18 Ottobre 2021
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Il Magnificat. La Maria di Martin Lutero

16-05-2017 08:57 - Bibbia e attualità
Nel tardo medioevo veniva messa sotto i riflettori della religione una duplice e contrastante figura di donna: da un lato la tentatrice che induce al peccato e dall´altro la madonna, donna modello, posta sopra un piedistallo, che entra nella quotidianità solo per essere adorata. In questo contesto, una donna normale, libera, che si autodetermina (come diciamo noi oggi), capace di esprimere un pensiero critico era una figura assolutamente impensabile. In un mondo dove religione e politica erano espressioni di una cultura maschile e maschilista, era impensabile che una donna potesse esprimersi con categorie religiose per criticare e denunciare la superbia e il potere dei potenti. Martin Lutero abbandona questi modelli femminili e rivaluta la figura evangelica di Maria, una donna vera, capace di avere un suo pensiero critico, una donna che non esita a mettere in discussione l´arroganza dei potenti e a innalzare gli umili. Nel suo commento al Magnificat – il canto di Maria così come viene riportato dall´evangelista Luca – Martin Lutero dipinge una donna che «parla per propria esperienza»; dunque, una donna incarnata nelle pieghe della storia e capace di elaborare criticamente il proprio vissuto. Dice Lutero: «Così anche la dolce madre di Cristo ci insegna, con l´esempio della sua esperienza e con le sue parole, come si deve conoscere, amare e lodare Dio». Maria, donna insegnante, donna capace di leggere le pagine della sua esperienza e di comunicare la sua verità. E Lutero non esita a entrare nel cuore del pensiero storico di Maria che afferma: «Dio ha operato potentemente col suo braccio; ha disperso quelli che erano superbi nei pensieri del loro cuore, ha detronizzato i potenti e ha innalzato gli umili, ha colmato di bene gli affamati e ha rimandato a mani vuote i ricchi» (Lc 53-1:51). Nel suo commento a queste straordinarie parole del Magnificat, Lutero mette in luce la forza prorompente e anticonformista della fede e del pensiero di Maria. Dice Lutero: «Maria colpisce con maestria gli ipocriti falsi e non li considera nelle loro apparenze... ella colpisce in modo speciale i nemici della verità divina... Costoro sono gli uomini più velenosi, più pericolosi sulla terra, la superbia del loro cuore è abissale, diabolica... costoro esistono soltanto per essere dispersi da Dio, perché nessuno perseguita il diritto e la verità più di loro... Dio non tollera a lungo che i potenti si servano del loro potere per fare il male e contro Dio». La Maria di cui ci parla Lutero è una donna che non esita a denunciare e a dare un nome al male che, tramite uomini superbi, ricchi e potenti, si insinua nelle vicende umane per schiacciare i poveri e gli umili. La Maria di Lutero è una donna che, illuminata dallo Spirito Santo, vede quanto gli umili siano umiliati. E, dice Lutero: «Lo Spirito Santo consola gli umili con la bocca di questa madre, affinché non si lascino trarre in errore né spaventare». Lutero ci presenta una donna umile, consapevole dei propri limiti, ma che comprende di essere anche libera di esprimersi sulle dinamiche politiche e religiose del mondo in cui vive. La Maria di Lutero è la Maria del Vangelo, una donna che ha la forza di andare controcorrente e di proporre l´immagine di un Dio che sposa il destino degli umili.



Fonte: Riforma.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
O T T O B R E
Versetto del mese:
Facciamo attenzione gli uni agli altri
per incitarci all’amore e alle buone opere

(Ebrei 10, 24)



Salmo della settimana: 62

Domenica 17 Ottobre
O uomo, egli ti ha fatto conoscere ciò che è bene; che altro richiede da te il Signore, se non che tu pratichi la giustixzia, che tu ami la misericordia e cammini umilmente con il tuo Dio? (Michea 6,8)


Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l agnello condotto al mattatoio, egli non aprì la bocca (Isaia 53,7)
Oltraggiato, Gesù non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente (I Pietro 2,23)


Tu sai cosa è la sofferenza, tu sai cosa è il dolore, perché sei mio fratello, figlio dell uomo e di Dio
Otmar Schulz


Marco 10, 2-16; II Corinzi 3, 3-9; Genesi 8, 18-22; 9,12-17























































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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