07 Maggio 2021
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Il Culto evangelico cancellato dai palinsesti RAI di Friuli e Sardegna

06-02-2018 09:15 - News
La nuova collocazione oraria ne impedisce la messa in onda nelle due regioni. Luca M. Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI): "Un fatto gravissimo e inaccettabile che viola il pluralismo religioso nell´informazione pubblica". Ieri, inoltre, Radio1 RAI ha cancellato la puntata domenicale del Culto evangelico per far spazio a un approfondimento giornalistico, lasciando inalterata l´intera programmazione dell´informazione cattolica

"Il nuovo orario del Culto evangelico non garantisce la voce dei protestanti italiani". E´ quanto afferma il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), a fronte di cancellazioni del programma e della mancata diffusione della trasmissione sull´intero territorio nazionale.

A meno di un mese dal nuovo palinsesto di RAI Radio1 che colloca la trasmissione prodotta in convenzione con la FCEI alle 9.05 della domenica, i problemi non mancano. A causa del nuovo orario la voce degli evangelici italiani è stata infatti cancellata dal Friuli Venezia Giulia e dalla Sardegna. "Alle 9.05 in quelle due regioni va in onda la programmazione regionale che comporta il distacco da quella nazionale. Gli ascoltatori e le ascoltatrici di quelle zone non sono più in grado di ascoltarci, compresi quelli di Trieste dove il Culto evangelico è nato oltre settant´anni fa", ha denunciato Negro.

"E´ la prima volta che la RAI non garantisce la diffusione del Culto evangelico sull´intero territorio nazionale – continua il presidente della FCEI -. Un fatto gravissimo e inaccettabile che configura una violazione del pluralismo religioso nel servizio d´informazione pubblica. Abbiamo inviato una lettera di protesta alla direzione di Radio1 ma a tutt´oggi non abbiamo avuto alcuna risposta".

Invece, nell´attesa di una risposta, ieri mattina, domenica 4 febbraio, la rete ha cancellato la trasmissione. Al posto del Culto evangelico è andato in onda uno speciale giornalistico sui fatti di Macerata. "L´approfondimento ha espresso informazione di qualità, ed è anche potuto intervenire il pastore Luca Baratto, curatore del Culto evangelico – dice ancora Negro -. Tuttavia, non si trattava di una ´ultim´ora´ che improvvisamente sconvolge i palinsesti, ma di una trasmissione che poteva andare in onda in qualsiasi altro momento della giornata. La rete ha invece deciso di non trasmettere il Culto evangelico, unica rubrica religiosa della domenica mattina a essere stata cancellata: gli altri programmi dell´informazione cattolica sono andati tutti in onda regolarmente. E´ paradossale che per fare spazio ad una doverosa informazione antirazzista si cancelli la voce di una minoranza religiosa che in passato è stata fortemente discriminata".

Tutta questa situazione è nata con il nuovo palinsesto e lo spostamento del Culto evangelico dalle 7.35 alle 9.05. "Il nuovo orario è stato pensato con poca attenzione nei nostri confronti. Il Culto evangelico infatti non è semplicemente un programma radiofonico ma è la voce dei protestanti in Italia e come tale va considerato. Per questo abbiamo chiesto di essere rimessi in palinsesto alle 7.35, una collocazione oraria che per oltre mezzo secolo ha garantito la nostra presenza nel servizio di informazione pubblica", conclude il pastore Negro.




Fonte: NEV-Notizie Evangeliche.it
UN GIORNO UNA PAROLA
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Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 45

Venerdì 7 Maggio

Tu sei il Dio della mia salvezza; io spero in te ogni giorno (Salmo 25,5)
Sappiamo che egli ci esaudisce (I Giovanni 5, 15)


Non voglio allontanarmi da Dio, perché lui non si allontana da me. In ogni strada Egli mi è di guida, perché io non mi perda. Mi porge la sua mano e, sera e mattina, provvede a me, in qualsiasi luogo io mi trovi.
Ludwig Heimbo
ld

Apocalisse 5, 6,14; Proverbi 25, 11-28


Prendersi cura dei fratelli e delle sorelle nel bisogno
commento a:
Non siate in ansietà per la vita vostra, di quel che mangerete, né per il corpo di che vi vestirete; poiché la vita è più del nutrimento e il corpo più del vestito. Osservate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. E voi quanto più degli uccelli valete! Luca 12, 22-24
“Black lives matter”: le vite dei neri contano. È il motto del movimento attivista internazionale, originato all interno della comunità afroamericana, impegnato nella lotta contro il razzismo, in particolare contro gli omicidi delle persone nere da parte della polizia, riportato all attenzione dei media di tutto il mondo a seguito dell uccisione a Minneapolis più di un anno fa dell’afroamericano George Floyd, soffocato da un poliziotto che gli tenne un ginocchio premuto sul collo.
Tutte le vite contano. Non solo quelle dei “neri” d America che da oltre 150 anni dovrebbero avere pari diritti e pari opportunità dei “bianchi”. Contano le vite dei diversi popoli, conta la vita di ogni singolo essere umano che nasce sulla terra. Ma il rispetto della vita dovrebbe estendersi ad ogni essere animato, ad ogni creatura di Dio: siamo tutti figli e figlie del Signore dell universo, padre e madre di tutto ciò cui il suo amore ha dato l esistenza.
Anche in questo campo la Chiesa ha tradito rovinosamente la visione di Dio e l azione di accoglienza e di uguaglianza di Gesù, che diceva “Uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli... uno solo è il Padre vostro, quello che è nei cieli” (Matteo 23, 8-9). Dio che ha creato tutto e tutti “vuole che tutti siano salvati e vengano alla conoscenza della verità”, ribadisce la Prima lettera a Timoteo (2, 4).
Ci sono centinaia di milioni di persone che vivono in ansietà per sé e per i propri cari perché le condizioni di vita – spesso provocate da altre persone – li mettono in gravi difficoltà e pericoli.
Si può a queste persone dire “Andate in pace, scaldatevi e saziatevi”? chiede Giacomo nella sua lettera (cap. 2 vers. 6). No – ci dice Gesù in un grande racconto che Matteo ci riporta (cap. 25) – sta a te, sta a voi, che vi dite miei discepoli, condividere interessamento, impegno, vita con i fratelli e le sorelle che si trovano nel bisogno.
Questo è compito della Chiesa, questo è compito dei credenti in Cristo: far sì che nessuno debba essere in ansietà per la propria vita.
Oggi tocca a me, a te, alla mia e ad ogni chiesa prendere sul serio la sfida che il nostro tempo ci rivolge. Allora si realizzerà la promessa di Gesù: il Padre ci aiuterà e ci concederà quello che gli chiediamo (Matteo 18, 19).
Emmanuele Paschetto






Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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