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Il Culto evangelico cancellato dai palinsesti RAI di Friuli e Sardegna

06-02-2018 09:15 - News
La nuova collocazione oraria ne impedisce la messa in onda nelle due regioni. Luca M. Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI): "Un fatto gravissimo e inaccettabile che viola il pluralismo religioso nell´informazione pubblica". Ieri, inoltre, Radio1 RAI ha cancellato la puntata domenicale del Culto evangelico per far spazio a un approfondimento giornalistico, lasciando inalterata l´intera programmazione dell´informazione cattolica

"Il nuovo orario del Culto evangelico non garantisce la voce dei protestanti italiani". E´ quanto afferma il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), a fronte di cancellazioni del programma e della mancata diffusione della trasmissione sull´intero territorio nazionale.

A meno di un mese dal nuovo palinsesto di RAI Radio1 che colloca la trasmissione prodotta in convenzione con la FCEI alle 9.05 della domenica, i problemi non mancano. A causa del nuovo orario la voce degli evangelici italiani è stata infatti cancellata dal Friuli Venezia Giulia e dalla Sardegna. "Alle 9.05 in quelle due regioni va in onda la programmazione regionale che comporta il distacco da quella nazionale. Gli ascoltatori e le ascoltatrici di quelle zone non sono più in grado di ascoltarci, compresi quelli di Trieste dove il Culto evangelico è nato oltre settant´anni fa", ha denunciato Negro.

"E´ la prima volta che la RAI non garantisce la diffusione del Culto evangelico sull´intero territorio nazionale – continua il presidente della FCEI -. Un fatto gravissimo e inaccettabile che configura una violazione del pluralismo religioso nel servizio d´informazione pubblica. Abbiamo inviato una lettera di protesta alla direzione di Radio1 ma a tutt´oggi non abbiamo avuto alcuna risposta".

Invece, nell´attesa di una risposta, ieri mattina, domenica 4 febbraio, la rete ha cancellato la trasmissione. Al posto del Culto evangelico è andato in onda uno speciale giornalistico sui fatti di Macerata. "L´approfondimento ha espresso informazione di qualità, ed è anche potuto intervenire il pastore Luca Baratto, curatore del Culto evangelico – dice ancora Negro -. Tuttavia, non si trattava di una ´ultim´ora´ che improvvisamente sconvolge i palinsesti, ma di una trasmissione che poteva andare in onda in qualsiasi altro momento della giornata. La rete ha invece deciso di non trasmettere il Culto evangelico, unica rubrica religiosa della domenica mattina a essere stata cancellata: gli altri programmi dell´informazione cattolica sono andati tutti in onda regolarmente. E´ paradossale che per fare spazio ad una doverosa informazione antirazzista si cancelli la voce di una minoranza religiosa che in passato è stata fortemente discriminata".

Tutta questa situazione è nata con il nuovo palinsesto e lo spostamento del Culto evangelico dalle 7.35 alle 9.05. "Il nuovo orario è stato pensato con poca attenzione nei nostri confronti. Il Culto evangelico infatti non è semplicemente un programma radiofonico ma è la voce dei protestanti in Italia e come tale va considerato. Per questo abbiamo chiesto di essere rimessi in palinsesto alle 7.35, una collocazione oraria che per oltre mezzo secolo ha garantito la nostra presenza nel servizio di informazione pubblica", conclude il pastore Negro.




Fonte: NEV-Notizie Evangeliche.it
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
A G O S T O
Versetto del mese
Signore, porgi l orecchio,e ascolta!
Signore, apri gli occhi e guarda!
(II Re 10,16)



Salmo della settimana: 14


Lunedì 2 Agosto

Non abbiate paura, state fermi e vedrete la salvezza che il Signore compirà oggi pere voi (Esodo 14,13)
Manteniamo ferma la confessione della nostra speranza, senza vacillare; perché fedele è colui che ha fatto le promesse (Ebrei 10,23)

Solleva sopra di noi, amato Signore, la luce della tua parola e mantienila alta, cosicchè brilli nei nostri cuori più alta e più forte quando tutte le tentazioni del diavolo, della morte e del peccato cercano di farci cadere nella disperazione, nello scoraggiamento e nella paura e tutto può diventare una sciagura Poichè, se tu non lo farai, allora il diavolo diventerà più forte e ci ottenebrerà e oscurerà la dolce e incipiente luce della tua parola e ci getterà in una tale disperazione che le cose per noi si metteranno peggio che mai. O Dio, rivolgi a noi il tuo volto e mantieni con forza nei nostri cuori la luce della tua valorosa parola contro l omicida, il mentitore, il diavolo, il quale vuole opprimere e soffocare in noi con l omicidio e la dottrina menzognera la medesima parola. Amen
Martin Lutero


I Re 3, 16-28; Atti degli apostoli 27, 13-44









Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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