26 Settembre 2020
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Il 3 marzo si celebra la Giornata mondiale di preghiera

03-03-2017 09:19 - Ecumenismo
Quest´anno il materiale liturgico omiletico è stato preparato dalle donne delle Filippine che hanno preso come testo biblico di base la parabola dei lavoratori delle diverse ore per riflettere sui temi della giustizia, della povertà e delle diseguaglianze economiche

"Sono ingiusto con voi?" E´ questo il tema, ispirato alla parabola dei lavoratori delle diverse ore (Matteo 20), scelto dalle donne delle Filippine per la Giornata mondiale di preghiera (GMP) 2017. Come ogni anno, il primo venerdì di marzo in oltre 170 paesi del mondo si terranno culti e incontri di preghiera ecumenici a cui parteciperanno donne e uomini di ogni cultura e tradizione.

Nel materiale liturgico-omiletico e informativo preparato per l´occasione, le donne filippine invitano a riflettere sulla diseguaglianza economica, le ingiustizie e la povertà. Nella celebrazione, alcune figure femminili raccontano la vita di tante donne e ragazze filippine vittime di violenza domestica o della tratta; di lavoratrici domestiche costrette a migrare all´interno del paese o all´estero; di donne con profonde ferite. Davanti a tanta sofferenza, la giustizia economica di Dio si pone in netto contrasto con l´economia guidata dai potenti della terra. Quella divina è un´economia dell´equità, per offrire una vita dignitosa a tutti.

Le donne filippine presentano il dagyaw, un modo di lavorare in comune e reciprocamente i campi, e di partecipare in modo equo alla raccolta. Pratica molto frequente tra gli agricoltori biologici, il dagyaw è "una buona prassi per costruire e mantenere una comunità, una dimostrazione di compassione e cura reciproca. Forse è questa la chiave per una risposta collettiva alla domanda: "Sono ingiusto con voi?", dicono le donne filippine.

In Italia la Giornata mondiale di preghiera è organizzata da un comitato ecumenico presieduto da Elaine Cavanagh, maggiore dell´Esercito della salvezza. Nei diversi culti ecumenici che si terranno in Italia, le collette sono finalizzate al sostegno del progetto "Scuola materna" nel quartiere Mabolo della città di Cebu, nelle Filippine. La scuola è gestita dal Centro "Bukas Palad" (che in filippino significa "mani aperte") del movimento dei Focolari.

L´istituzione della Giornata mondiale di preghiera delle donne risale al 1887 negli Stati Uniti, dove un gruppo di donne presbiteriane – preoccupate per i bisogni delle immigrate e delle ex-schiave – lanciò un appello per una giornata nazionale di preghiera. Il movimento si espanse rapidamente in altri paesi, fino a diventare mondiale.


Fonte: NEV - notizie evangeliche
UN GIORNO UNA PAROLA
2020

S E T T E M B R E
Versetto del mese:
“Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo”
(II Corinzi 5,19)




Salmo della settimana : 127


Sabato 26 Settembre

"Io sono con te", dice il Signore "per salvarti" (Geremia 30, 11)
Paolo scrive: Nella mia prima difesa nessuno si è trovato al mio fianco, ma tutti mi hanno abbandonato; ciò non venga loro imputato! Il Signore però mi ha assistito e mi ha reso forte(II Timoteo 4, 16-17)

Padre nostro che sei nei cieli ... e anche altrove accanto a tutte le donne e gli uomini della terra, e soprattutto al fianco di tutti coloro che la vita e gli uomini tormentano e schiacciano; tu, nostro avvocato e liberatore.
Tavo Burat



Marco 12, 41-44; II Corinzi 10, 1-11

La Parola di Dio ci ha già raggiunto
commento a Colossesi 3, 16
La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza

La conclusione di questa settimana di preghiera e riflessione, che le Losungen ci hanno indotto a fare, è nell’esortazione e nella lode: «La parola di Cristo abiti in voi abbondantemente, ammaestrandovi ed esortandovi gli uni gli altri con ogni sapienza, cantando di cuore a Dio, sotto l’impulso della grazia, salmi, inni e cantici spirituali». Chi dunque ha saputo scegliere, chi ha saputo trovare in se stesso la Parola di Cristo, chi al di là del dolore e della fatica, che pur contraddistinguono la nostra stanca umanità, ha saputo accogliere l’amore di Dio, può vivere nella pace e nella gioia. La promessa del Signore è proprio questa: se sapremo amarci l’un l’altro come Gesù ha amato noi, se sapremo far crescere dentro di noi la fede e la speranza, nulla potrà farci cadere: né il dolore, né la fatica, non la stanchezza, non la depressione e il grigiore che hanno avvolto il mondo occidentale, non il Male, né la paura. Il Signore è già dentro di noi, la Sua Parola ci ha già raggiunto, altrimenti non saremmo qui, non cercheremmo un senso per la nostra vita e non proveremmo, giorno dopo giorno, a convertirci nuovamente al Signore. E dunque ascoltiamoci l’uno l’altro, accogliamoci, nonostante le molte differenze di cultura, di opinione, di convinzioni politiche e spirituali. Nei momenti bui e di sconforto permettiamo a chi ci è vicino di sollevarci, di riportarci alla luce e cerchiamo di vivere una vita davvero rinnovata, davvero trasformata, cercando di incarnare realmente quella umanità che Dio ha creato e di cui Gesù è stato esempio e modello. Amen!
Erica Sfredda



Preghiera

Donaci coraggio, o Signore.
Il coraggio dell’iniziativa
e il coraggio della disciplina.
Più amore, Signore, più autenticità.
Il coraggio di agire
e di agire senza temerità.
Più coerenza, Signore, più slancio.
Il coraggio della continuità e il
coraggio di un costante adattamento.
Più generosità, Signore,
più comprensione.
Il coraggio
di saper stare spesso soli
e quello di sempre ricominciare.
Più sincerità, Signore, più amicizia.
Il coraggio di non irritarsi
e rimanere sempre padroni di sé.
Più delicatezza, Signore, più carità.
Il coraggio di trovare sempre
un po’ di tempo per meditare e pregare.
Più fede, Signore, più luce:
nel desiderio urgente
di bontà e giustizia.
Ediz. Paoline




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COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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