11 Dicembre 2019

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Il 3 marzo si celebra la Giornata mondiale di preghiera

03-03-2017 09:19 - Ecumenismo
Quest´anno il materiale liturgico omiletico è stato preparato dalle donne delle Filippine che hanno preso come testo biblico di base la parabola dei lavoratori delle diverse ore per riflettere sui temi della giustizia, della povertà e delle diseguaglianze economiche

"Sono ingiusto con voi?" E´ questo il tema, ispirato alla parabola dei lavoratori delle diverse ore (Matteo 20), scelto dalle donne delle Filippine per la Giornata mondiale di preghiera (GMP) 2017. Come ogni anno, il primo venerdì di marzo in oltre 170 paesi del mondo si terranno culti e incontri di preghiera ecumenici a cui parteciperanno donne e uomini di ogni cultura e tradizione.

Nel materiale liturgico-omiletico e informativo preparato per l´occasione, le donne filippine invitano a riflettere sulla diseguaglianza economica, le ingiustizie e la povertà. Nella celebrazione, alcune figure femminili raccontano la vita di tante donne e ragazze filippine vittime di violenza domestica o della tratta; di lavoratrici domestiche costrette a migrare all´interno del paese o all´estero; di donne con profonde ferite. Davanti a tanta sofferenza, la giustizia economica di Dio si pone in netto contrasto con l´economia guidata dai potenti della terra. Quella divina è un´economia dell´equità, per offrire una vita dignitosa a tutti.

Le donne filippine presentano il dagyaw, un modo di lavorare in comune e reciprocamente i campi, e di partecipare in modo equo alla raccolta. Pratica molto frequente tra gli agricoltori biologici, il dagyaw è "una buona prassi per costruire e mantenere una comunità, una dimostrazione di compassione e cura reciproca. Forse è questa la chiave per una risposta collettiva alla domanda: "Sono ingiusto con voi?", dicono le donne filippine.

In Italia la Giornata mondiale di preghiera è organizzata da un comitato ecumenico presieduto da Elaine Cavanagh, maggiore dell´Esercito della salvezza. Nei diversi culti ecumenici che si terranno in Italia, le collette sono finalizzate al sostegno del progetto "Scuola materna" nel quartiere Mabolo della città di Cebu, nelle Filippine. La scuola è gestita dal Centro "Bukas Palad" (che in filippino significa "mani aperte") del movimento dei Focolari.

L´istituzione della Giornata mondiale di preghiera delle donne risale al 1887 negli Stati Uniti, dove un gruppo di donne presbiteriane – preoccupate per i bisogni delle immigrate e delle ex-schiave – lanciò un appello per una giornata nazionale di preghiera. Il movimento si espanse rapidamente in altri paesi, fino a diventare mondiale.


Fonte: NEV - notizie evangeliche

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Mercoledì 11 Dicembre

Noè trovò grazia agli occhi del Signore (Genesi 6, 8)
Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui radicati, edificati in lui e rafforzati dalla fede (Colossesi 2, 6-7)

Dio donaci un cuore che arda di amore per te fino alla fine della vita e che nulla mai ci separi da Te.
Charles Wesley

Apocalisse 2, 1-7; Isaia 45, 9-17


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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