06 Maggio 2021
News

IL TEMPO DELLA NOSTRA VITA

31-05-2013 21:47 - Bibbia e attualità
Il salmista ci invita, proprio partendo dalla nostra condizione di peccatori con i giorni contati, a ricevere la parola di liberazione che ci arriva dal Signore. L´evangelo è annuncio di liberazione del nostro tempo
Eric Noffke

Nei giorni che furono, il tempo era denaro. Oggi il denaro è tempo: tempo che perdo a causa del computer vecchio e lento; il tempo che se ne va a riparare da solo quel che può; tempo che si impiega a organizzare delle vacanze economiche oppure a cercare le offerte speciali; tempo che investo per costruire un futuro in cui spero di migliorarne la qualità, perché almeno una parte di esso valga davvero la pena di essere vissuto. Quanto tempo investiamo in impegni sovente di bassa qualità, per mancanza di soldi? Così, l´unica cosa che realmente abbiamo, cioè il nostro tempo, se ne va in fretta e vale sempre di meno. Il tempo libero, poi, quello da dedicare alle cose che ci piace fare e alle persone che amiamo, diventa sempre di più un lusso per pochi.

Pensiamo anche al tempo buttato in modo sciocco, alla ricerca di un vano riempire le nostre giornate

Pensiamo anche al tempo buttato in modo sciocco, alla ricerca di un vano riempire le nostre giornate, oppure abbandonati su un divano davanti alla televisione, stanchi del faticoso tran tran quotidiano e in cerca di uno svago. Pensiamo al tempo rubatoci dalla superficiale socializzazione tecnologica, che ci illude di semplificare la nostra vita, per poi lasciarci al netto un utile ben magro, a fronte di un dispendio di tempo enorme, ma improduttivo. Anche il vuoto divertimento impostoci dal nostro secolo, a cui ci conformiamo con troppa facilità con la scusa dell´incontro con gli altri, è sovente solo un modo per rubarci altro tempo e lentamente spegnere le nostre vite in maniera insignificante. Il tempo che abbiamo è poco ed è prezioso: come lo investiamo? A chi lo vendiamo? A chi lo doniamo? Da una parte sembra che non ci rendiamo conto del suo lento trascorrere, dall´altra lo neghiamo in ogni possibile maniera; forse l´assillo estetico dei nostri giorni è proprio indice di un´incapacità di vivere significativamente il quotidiano. Gli esempi fatti fin qui fanno riferimento a scelte di vita più o meno libere. Che dire, invece, quando la volontà scompare e subentra la necessità? Quando la malattia ti corrode il fisico e il tempo della cura diventa tempo di attesa, tempo per scoprire se vivrai o se morrai, rendendo il presente forse ancora più amaro della morte stessa? I giorni passano, le analisi si susseguono, le medicine ti straziano il corpo nella speranza della guarigione o, magari, solo con l´intento di prolungare l´agonia, in obbedienza al dogma della sacralità della vita, anche quando ogni aspettativa di ristabilimento è svanita.

Che si tratti di scelta o di ineluttabile necessità, il salmista ci invita a contare i nostri giorni

Che si tratti di scelta o di ineluttabile necessità, il salmista ci invita a contare i nostri giorni, ad acquisire la coscienza del fatto che noi siamo mortali, per ottenere la saggezza necessaria ad affrontare la vita senza sprecarla. Il tono è profondamente malinconico: che si tratti di un sadico gioco per farci sopraffare dal senso di vanità dell´esistenza e lasciarci con il freddo vuoto della consapevolezza della morte? In effetti questo rischio è sempre in agguato e uno dei flagelli dell´umanità globalizzata è proprio la depressione, il male di vivere, che oggi assume il volto del muratore che si suicida dopo aver massacrato la famiglia o dell´immigrato che prende il piccone per uccidere chi capita in strada. Il Salmo, però, non vuol essere depressivo. Certo, si vuole esprimere una grande sofferenza, ma non è il canto a una vita senza speranza. Si invita il lettore a una riflessione sulla vita alla luce del dolore e della vanità non per annullarla, ma per condurla a colui che tutto questo può riscattare, il Dio creatore. Lui solo, unico e supremo giudice, ci può liberare dal peso del peccato che ci inchioda a terra, che ci opprime sotto le nostre colpe, facendo di noi dei morti viventi, magari pronti a uccidere o a ucciderci per sfogare il senso di impotenza davanti a un´esistenza che sembra essere un´eterna galera. Lui solo può liberarci da questo peso e riscattarci anche di fronte ai nostri nemici: quante volte nella vita ci costruiamo un avversario, proiettando su qualcuno tutti i fantasmi della nostra mente, i nostri sensi di colpa e le nostre frustrazioni e permettiamo a quella persona di farci del male, quasi che divenisse un agente sadico di noi stessi, legittimato a punirci, a distruggerci con la sua stessa presenza. Quante volte la paura ci porta a guardare al prossimo come a un potenziale ladro, un assassino, un truffatore... Così, invece di essere prudenti come serpenti, secondo l´insegnamento di Gesù, diventiamo semplicemente dei folli, prigionieri delle nostre paure.

Il Signore ci libera dai nostri nemici, rivelandone la natura e privandoli di ogni potere sulla nostra vita

Il Signore ci libera dai nostri nemici, rivelandone la natura e privandoli di ogni potere sulla nostra vita, perfino se dovessero arrivare a ucciderci. Il nemico vero, dunque, viene svelato in chi cerca di svuotare di senso il nostro tempo per riempirlo di nulla, di male, di sofferenza. Saremo noi stessi, quando ci imprigioniamo da soli in una gabbia di inutilità. Sarà il mercato, che ci vuole sempre più asserviti all´affanno del consumo, alla corsa dietro la vanità, ma allo stesso tempo togliendoci quei soldi che permetterebbero una maggiore condivisione del lavoro, per un recupero del tempo come spazio di vera vita. A proposito di lavoro, una parola va detta in questi tempi di crisi. La Riforma, infatti, ci ha insegnato che questo è sia un luogo di vocazione cristiana e di testimonianza, sia il nostro contributo alla società. Quante volte oggi possiamo ripetere sensatamente questa affermazione? Quante volte, invece di creare benessere e ricchezza, il nostro lavoro è volto al servizio del Male? Una delle nostre lotte, in quanto protestanti, dovrebbe essere proprio quella di contribuire a ridare un senso al lavoro umano, proprio perché torni a essere un tempo denso di significato, bello e utile, e non un tempo di frustrazione o di sfruttamento. Insomma, tornare a fare in modo che il tempo sia denaro da impiegare in maniera costruttiva, per noi stessi e per gli altri. Il salmista ci invita, proprio partendo dalla nostra fragilità, dalla nostra condizione di peccatori con i giorni contati, a ricevere la parola di liberazione che ci arriva dal Signore. Se Lui, per pura grazia, distoglie lo sguardo dai nostri peccati, i nostri giorni possono tornare a essere pieni di significato. Forse saranno sempre pochi, ma saremo finalmente liberi di viverli nella loro pienezza.

L´evangelo è annuncio di liberazione del nostro tempo

L´evangelo è annuncio di liberazione del nostro tempo, perché la Parola divina ci aiuta a recuperarne il senso, che può essere diverso per ognuno di noi, ma proprio per questo ricco e vario: per il mio cane il tempo bene investito è quello passato al parco correndo dietro ai suoi simili; per me può essere il tempo passato alla partita di mio figlio o al saggio di musica di mia figlia; per qualcun altro sarà il suo lavoro o il suo hobby... Il tempo è prezioso, rendiamolo significativo, anche solo per un sano riposo. Se la nostra vita è vanità, alla luce della benedizione divina è, invece, ricca di senso. Quanto tempo bello abbiamo nella nostra vita? Siamo disposti a farci sinceramente questa domanda, senza temere la risposta?

(Ultima di una serie di cinque meditazioni)
UN GIORNO UNA PAROLA
2021

M A G G I O
Versetto del mese
Apri la bocca in favore del muto, per sostenere la causa di tutti gli infelici
(Proverbi 31, 8)

Salmo della settimana: 45

Giovedì 6 Maggio


Gli occhi di tutti sono rivolti a te, e tu dai loro cibo a suo tempo. Tu apri la tua mano, e dai cibo a volontà a tutti i viventi (Salmo 145, 15-16)
Non siate in ansia per la vita vostra, di quel che mangerete, né per il corpo, di che vi vestirete; poiché la vita è più del nutrimento e il corpo più del vestito. Osservate i corvi: non seminano, non mietono; non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. E voi, quanto più degli uccelli valete!


O Creatore della vita, ti rendiamo grazie per tutto ciò che riceviamo, per ciò ciò che mangiamo e per ciò che beviamo. Noi abbiamo cibo non solo nel momento giusto, ma in ogni tempo; abbiamo nutrimento non solo per saziarci, ma oltre il necessario. Preservaci dunque dall essere insaziabili

I Corinzi 14, 6-19; Daniele 12, 1-13

Riprendere il messaggio della salvezza per ogni essere umano
commento a:
Non c è distinzione tra Giudeo e Greco, essendo esso lo stesso Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano (Romani 10,12)


La distinzione tra Giudeo e Greco riflette la mentalità ebraica che, nell’ambito dell Impero romano, vedeva negli Ebrei il popolo eletto e in tutti gli altri, definiti anche Gentili, coloro che non erano oggetto delle benedizioni di Dio.
L apostolo Paolo, dopo aver combattuto quei Giudei che avevano accettato Gesù come Messia di Israele, con la conversione sulla via di Damasco non solo lo riconosce come tale, ma comprende che la sua opera è in favore di tutta l’umanità.
“Gli stranieri sono eredi con noi, membra come noi di un medesimo corpo e con noi partecipi della promessa fatta in Cristo Gesù mediante il Vangelo” è scritto in Efesini 3, 6.
Questa, nella chiesa della prima generazione, è la grande svolta che Paolo difende a spada tratta, allargando nella lettera ai Galati (3, 28), l abolizione delle categorie divisive che caratterizzano l umanità: “...non c è né schiavo né libero, non c è né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo”.
La storia del Cristianesimo ci mostra che purtroppo la Chiesa ha quasi sempre disatteso questo messaggio.
Nell odierno mondo globalizzato è ancora più importante vivere e annunciare questo messaggio universalistico. “Il Signore è ricco verso tutti quelli che lo invocano”, dice Paolo. Ma giustamente aggiunge che, per invocare il Signore, occorre conoscerlo, e per conoscerlo bisogna che qualcuno lo presenti, lo annunci, spieghi chi è.
Tocca a noi dunque – se non vogliamo venir meno al mandato che il Signore Risorto ci ha lasciato – riprendere il messaggio dell accoglienza e della salvezza per ogni essere umano, per ogni popolo. E la chiesa non può limitarsi alla predicazione, ma – come dice Giacomo nella sua lettera (1, 22) - deve vivere coerentemente “mettendo in pratica la Parola e non ascoltandola soltanto.”
Emmanuele Paschetto




Preghiera

Signore Dio nostro, è col cuore colmo di riconoscenza che oggi veniamo a Te per esprimerti il nostro grazie per ciò che hai fatto per noi offrendoci , immeritatamente, la tua misericordia, il tuo amore, la tua salvezza.
Non ci hai mai abbandonati; ci hai accompagnati fin qui, ci hai aiutati a rialzarci nei momenti di difficoltà e di sconforto; ci permetti di chiamarti Padre, che per ciascuno di noi significa insegnamento, protezione e prospettiva futura.
Perdonaci per le tante volte in cui ci siamo fatti sopraffare dallo scoraggiamento e dal dubbio dimenticando i numerosi interventi nella nostra vita; come i primi discepoli, con troppa istintiva leggerezza ti abbiamo rinnegato, tradito, vivendo così tutto il peso della nostra miseria umana che tu avevi già portato sulla croce per noi.
Abbiamo però sperimentato anche lo strattone che tu ci hai dato e che ci ha ricordato che nessuno ci strapperà dalla tua mano.
Per tutto questo, Padre, ti ringraziamo!
In questo momento in cui il Creato sta soffrendo per colpa degli uomini e questi sono sconvolti da tanti focolai di guerra, da ingiustizie sociali e da tante morti per il Covid 19, noi ti chiediamo, o Padre, che questo induca tutti a riflettere e i potenti della terra ad interrogarsi…..; fa che ciascuno possa alzare gli occhi verso di te, riconoscerti come Dio e che il tuo Nome possa essere santificato.
Ti chiediamo che lo Spirito santo rinnovi la nostra fede la fortifichi e ci renda davvero capaci di essere latori della tua luce nel mondo ritrovando quell’unità con Te e tra noi attraverso la quale il mondo possa capire che siamo tuoi figli e perciò testimoni della tua Parola.
Ti preghiamo per quanti sperano in Te, e per quanti non ti conoscono; per coloro che faticano a sopravvivere per le guerre, per la fame, per l ingiustizia umana, per tutti i diseredati.
Grazie per il sacrificio di Gesù per noi e per la sua vittoria sulla morte.
Ascoltaci Padre, ti preghiamo per Cristo nostro Signore. Amen



COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Eventi
[<<] [Maggio 2021] [>>]
LMMGVSD
     12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31      
Foto gallery

Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it