25 Ottobre 2021
News

IL SERMONE DI STEFANO - Marco 5,21-43

06-02-2018 14:32 - Il Vangelo ci parla
18 gennaio 2018 - Apertura della SPUC - Parrocchia S. Anna, Lucca 18 gennaio 2018

Care sorelle e cari fratelli, il versetto che a livello mondiale è stato scelto per questa settimana di preghiera per l´unità tra di noi mette al centro la mano di Dio. E´ un linguaggio arcaico e antico, che attribuisce al Dio del Primo Testamento una figura umana come la nostra, e quindi anche l´avere una mano che agisce nella storia dell´umanità.

Anche nella lettura che abbiamo appena ascoltato dalla Buona notizia secondo Marco ci sono delle mani che in qualche modo sono incastonate nel racconto.

Giàiro chiede a Gesù di posare la sua mano sulla figlia affinché non muoia;
la donna malata di perdite di sangue tocca con la sua mano la veste di Gesù per essere guarita.

Potremmo pensare che queste mani abbiano un potere miracoloso, che siano espressione di una credenza antica e pagana in qualche forma di magia.

In effetti Marco ci descrive queste mani che nel caso di Gesù compiono il miracolo o nel caso della donna lo ottengono; Marco però non si ferma "alle mani", ma le fa precedere dalla fede di chi è sofferente o di chi è angosciato per una morte imminente.

"Figlia mia, la tua fede ti ha salvata" dice Gesù alla donna, "Non temere, soltanto continua ad avere fiducia" dice Gesù a Giàiro. Oggi tutte le nostre chiese, sia pur con le differenze teologiche intorno alle dinamiche dei miracoli, sono d´accordo sul fatto che la mano di Dio non è la mano di un mago che compie prodigi su richiesta, ma è la mano di un amore che si lascia coinvolgere e commuovere dalla fede e dalla fiducia di chi invoca un segno, una guarigione, un miracolo.

E in fondo in questo contesto ecumenico, ciò che ci unisce è la nostra comune fede in Gesù Cristo. Alla luce, allora, di questa settimana, vorrei invitarvi a riflettere su due aspetti che ci vengono proposti in questo racconto.

Il primo aspetto è che nel vangelo di Marco, questo è il racconto della guarigione o risurrezione della figlia di Giàiro. La donna che perde sangue e che tocca la veste di Gesù è un imprevisto nel cammino di Gesù verso la casa di Giàiro; o come dicono i biblisti e i letterati, è una sezione narrativa inserita in un contesto più ampio. Eppure anche questo imprevisto è l´occasione per annunciare la forza della fede di una donna e la potenza miracolosa di Dio. Anche i nostri scismi, le nostre divisioni sono state degli imprevisti nel contesto più ampio della storia del cristianesimo. Imprevisti che sono stati accolti con violenza, con pregiudizio, e purtroppo anche con guerre e persecuzioni. Oggi stiamo già vivendo l´opportunità di sfruttare questi imprevisti come occasione di fraternità, di dialogo, di preghiera comune. Una buona notizia che ci viene da questo episodio è appunto questa: l´opportunità di poter conoscerci e di amarci nonostante l´imprevisto delle nostre divisioni.

E qui vengo al secondo aspetto: la donna che perde sangue esprime molta timidezza nel toccare con mano la veste di Gesù. Forse si vergogna della sua malattia, che per la legge la rendeva impura; forse è spaventata dalla fama di Gesù, o dalla folla che la circonda tutto intorno. Con timidezza tocca la veste di Gesù, e Gesù se ne accorge, restando anche lui stupito e ignaro di chi l´avesse toccato. Anche tra di noi ancora oggi siamo forse un po´ titubanti nel toccare con mano le altre chiese, per conoscerle, per vedere la loro storia, le differenze, come la pensano su tanti argomenti. Abbiamo quasi paura di toccare con mano gli altri cristiani diversi da noi come se ci si potesse contaminare, perdere qualcosa della nostra identità, essere dei cattivi fedeli della nostra chiesa perché interessarsi alle altre sarebbe come tradirla. E invece il Signore ci sta regalando l´occasione di pregare insieme, di conoscerci insieme, e soprattutto di presentarci al mondo come i cristiani, le cristiane, al di là delle nostre differenze teologiche e storiche. La paura e la vergogna della donna vengono vinte dallo sguardo e dalle parole di Gesù: la tua fede ti ha salvata.

Quelle stesse parole sono rivolte a noi oggi: è la nostra comune fede in Cristo a salvarci, e questa nostra fede fa agire ancora oggi la mano di Dio in favore dell´umanità: ma sarebbe forse ancora più potente, a partire da noi, se anche le nostre mani si toccassero fraternamente oltre i pregiudizi e le paure, senza vergogna, senza paura di contaminarci ma anzi, stringendo le nostre mani come quando conosciamo per la prima volta qualcuno: ci presentiamo, ci raccontiamo la nostra storia, ci arricchiamo di un´amicizia profonda e sincera.

Che il Signore continui a benedire ancora le nostre mani che si stringono, non soltanto a gennaio perché qualcuno ci dice che è arrivata la settimana ecumenica, ma anche tutto il resto dell´anno e della vita, affinché nella nostra unità nonostante le differenze il mondo creda, come noi crediamo, che Cristo è il centro e il senso della nostra fede e della nostra vita.

Amen!



Fonte: Luccavaldese
UN GIORNO UNA PAROLA
2021
O T T O B R E
Versetto del mese:
Facciamo attenzione gli uni agli altri
per incitarci all’amore e alle buone opere

(Ebrei 10, 24)



Salmo della settimana: 110



Lunedì 25 Ottobre




O Dio, non restare silenzioso! Non rimanere impassibile e inerte, o Dio! Poiché, ecco, i tuoi nemici si agitano, i tuoi avversari alzano la testa (Salmo 83, 1-2)
Liberaci dal maligno (Matteo 6,13)




Mio Dio, sono tempi angosciosi. Ti prometto una cosa, Dio, soltanto una piccola cosa: cercherò di non appesantire l’oggi con i pesi delle mie preoccupazioni per il domani. Ogni giorno ha la sua parte. Cercherò di aiutarti affinché tu non venga distrutto dentro di me, ma a priori non posso promettere nulla.
Etty Hillesum


Romani 12, 17-21; Luca 13, 22-30





















































Preghiera



Rivelaci, o Dio,
l itinerario che ci hai preparato,
il cammino sul quale vuoi
che siamo in marcia.
Non lasciarci immobili,
ma scuotici e spingici avanti.
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di pace
affinché possiamo osare la pace.
Liberaci dalle false paure e dai
sospetti, rendici la semplicità
dell amore affinché sappiamo
forgiare gli strumenti della
giustizia, della dignità,
del cibo per tutti e
dell amore fraterno -
Rivelaci, o Dio,
la tua volontà di raddrizzarci e di
fortificarci affinché
gli zoppi camminino senza pena,
affinché i reietti siano accolti,
affinché gli esclusi siano reintegrati
nella famiglia umana,
ed affinché tu sia tutto in tutti
Amen

(Maurice Hammely)
dal quaderno della Cevaa
Riforma 20 agosto 2021
COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


Eventi
keyboard_arrow_left
Ottobre 2021
keyboard_arrow_right
calendar_view_month calendar_view_week calendar_view_day
Ottobre 2021
L M M G V S D
27
28
29
30
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
1
2
3
4
5
6
7
Foto gallery

Chiesa Evangelica Valdese di Lucca
Via Galli Tassi, 50 - Lucca (Lucca)
C.F 92042770468

MONTE dei PASCHI di SIENA
IBAN IT20 U01030 13707 000001369792

info@luccavaldese.it