26 Luglio 2021
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IL PANORAMA RELIGIOSO IN EUROPA CAMBIA

09-01-2016 10:42 - News
L’Europa manterrà la sua maggioranza cristiana, ma le minoranze sono destinate a crescere

Nei prossimi decenni l’Europa avrà meno cristiani e più musulmani ed esponenti di altre minoranze. Questi cambiamenti saranno significativi, tuttavia non altereranno in modo radicale la composizione religiosa del continente.

Popolazione europea in calo
Principalmente a causa dei bassi tassi di fertilità, l’Europa è la sola regione del mondo in cui la popolazione complessiva è destinata a diminuire (di circa 50 milioni) fra il 2010 e il 2050. Si prevede un calo di 100 milioni del numero dei cristiani in Europa, passando da circa 553 milioni a 454 milioni ed una sempre più piccola parte dei cristiani del mondo vivrà in Europa. Inoltre, nel 2050, circa due terzi degli europei (65%) si identificheranno come cristiani (cosa questa che non implica che frequenteranno attivamente la chiesa). Al contrario, quasi tre quarti degli europei si definivano cristiani nel 2010.
Il calo dei cristiani in Europa sarà motivato dal fatto che i cristiani presenti sul continente sono più vecchi rispetto alle persone di altre formazioni religiose, con una media di età, nel 2010, di 42 anni. Al contrario, i musulmani hanno un’età media di 32 anni.

Cambiamenti nella comunità cristiana
Le proiezioni, per i cristiani, vedono anche la tendenza al cambiamento, la cui maggiore conseguenza sarà il fenomeno di abbandono del cristianesimo per andare a ingrossare le fila delle persone che non sono legate ad alcuna istituzione religiosa. La quota di persone che in Europa non si identificano con alcun gruppo religioso è destinata a crescere dal 19% del 2010 al 23% del 2050. La popolazione musulmana crescerà, secondo le proiezioni, dai 43 milioni del 2010 a 71 nel 2050. Ma nonostante le preoccupazioni di alcuni europei, i musulmani cresceranno solo in modo modesto, rispetto alla popolazione europea, passando dal 6% del 2010 al 10% nel 2050. I musulmani cresceranno sia perché hanno un’età media più bassa, che anche a causa del maggior tasso di fertilità (2,1 figli per donna) rispetto ad altri gruppi religiosi. Inoltre l’immigrazione dal Medio Oriente, dall’Africa e dall’Asia alimenterà ulteriormente la crescita del numero dei musulmani in Europa.

Evoluzione delle minoranze religiose
Crescerà anche la popolazione degli altri gruppi religiosi minoritari, anche se in ogni caso in modo molto inferiore rispetto ai musulmani. Ad esempio, i buddisti e gli indu raddoppieranno il numero dei fedeli, passando comunque dallo 0,2% allo 0,4%.
Nei prossimi decenni la popolazione che appartiene alla tradizione ebraica proseguirà l sua lenta decrescita, passando da 1,4 milioni del 2010 a 1,2 milioni nel 2050, restando circa lo 0,2% della popolazione europea.
Inoltre gli ebrei non resteranno più a lungo la seconda minoranza religiosa in Europa dopo i musulmani. A metà del secolo il numero di indu (2,7 milioni) e di buddisti (2,5 milioni) saranno raddoppiati rispetto agli ebrei.
(fonte: PEW Research Ceter; trad. it. Luisa Nitti)

Fonte: Voce Evangelica
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Versetto del mese
Affinché cerchino Dio, se mai giungano a trovarlo,
come a tastoni, benché egli non sia lontano da ciascuno di noi

(Atti degli apostoli 17, 27)


Salmo della settimana: 11


Domenica 25 Luglio
Ora siete luce nel Signore. Comportatevi come figli di luce, poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà, giustizia e verità (Efesini 5, 8-9)


Difendete la causa del debole e dell’orfano, fate giustizia all afflitto e al povero! (Salmo 82, 3)
Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma con i fatti e in verità (I Giovanni 3, 18)

In primissimo ordine dovremmo volgere il nostro zelo all amore in sé, che è il fine di ogni comandamento divino e l adempimento di tutta la legge. La chiesa, gli ordinamenti, le opere esteriori di ogni genere, perfino tutte le sante disposizioni dell animo sono inferiori a esso, e crescono di valore solo a mano a mano che si avvicinano; questo è dunque il nobile oggetto dello zelo cristiano. Che ogni sincero credente lo dedichi al Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo con tutto il fervore dello spirito, affinché il suo cuore possa espandersi nell amore di Dio e per tutto il genere umano, e tutto il suo agire sia solo questo correre verso la meta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù.
John Wesley


Matteo 5, 13-16; Efesini 5, 8b-14; Isaia 2, 1-5














Preghiera




Poiché le tue parole, mio Dio,
non sono fatte per rimanere inerti nei nostri libri,
ma per possederci e per correre il mondo in noi,
permetti che, da quel fuoco di gioia da te acceso,
un tempo, su una montagna,
e da quella lezione di felicita,
qualche scintilla ci raggiunga e ci possegga,
ci investa e ci pervada.
Fa che come fiammelle nelle stoppie
corriamo per le vie della città,
e fiancheggiamo le onde della folla,
contagiosi di beatitudine, contagiosi della gioia

Madeleine Delbrel

COMMENTO AL VERSETTO
Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22
Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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