11 Dicembre 2019

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IL PANORAMA RELIGIOSO IN EUROPA CAMBIA

09-01-2016 10:42 - News
L’Europa manterrà la sua maggioranza cristiana, ma le minoranze sono destinate a crescere

Nei prossimi decenni l’Europa avrà meno cristiani e più musulmani ed esponenti di altre minoranze. Questi cambiamenti saranno significativi, tuttavia non altereranno in modo radicale la composizione religiosa del continente.

Popolazione europea in calo
Principalmente a causa dei bassi tassi di fertilità, l’Europa è la sola regione del mondo in cui la popolazione complessiva è destinata a diminuire (di circa 50 milioni) fra il 2010 e il 2050. Si prevede un calo di 100 milioni del numero dei cristiani in Europa, passando da circa 553 milioni a 454 milioni ed una sempre più piccola parte dei cristiani del mondo vivrà in Europa. Inoltre, nel 2050, circa due terzi degli europei (65%) si identificheranno come cristiani (cosa questa che non implica che frequenteranno attivamente la chiesa). Al contrario, quasi tre quarti degli europei si definivano cristiani nel 2010.
Il calo dei cristiani in Europa sarà motivato dal fatto che i cristiani presenti sul continente sono più vecchi rispetto alle persone di altre formazioni religiose, con una media di età, nel 2010, di 42 anni. Al contrario, i musulmani hanno un’età media di 32 anni.

Cambiamenti nella comunità cristiana
Le proiezioni, per i cristiani, vedono anche la tendenza al cambiamento, la cui maggiore conseguenza sarà il fenomeno di abbandono del cristianesimo per andare a ingrossare le fila delle persone che non sono legate ad alcuna istituzione religiosa. La quota di persone che in Europa non si identificano con alcun gruppo religioso è destinata a crescere dal 19% del 2010 al 23% del 2050. La popolazione musulmana crescerà, secondo le proiezioni, dai 43 milioni del 2010 a 71 nel 2050. Ma nonostante le preoccupazioni di alcuni europei, i musulmani cresceranno solo in modo modesto, rispetto alla popolazione europea, passando dal 6% del 2010 al 10% nel 2050. I musulmani cresceranno sia perché hanno un’età media più bassa, che anche a causa del maggior tasso di fertilità (2,1 figli per donna) rispetto ad altri gruppi religiosi. Inoltre l’immigrazione dal Medio Oriente, dall’Africa e dall’Asia alimenterà ulteriormente la crescita del numero dei musulmani in Europa.

Evoluzione delle minoranze religiose
Crescerà anche la popolazione degli altri gruppi religiosi minoritari, anche se in ogni caso in modo molto inferiore rispetto ai musulmani. Ad esempio, i buddisti e gli indu raddoppieranno il numero dei fedeli, passando comunque dallo 0,2% allo 0,4%.
Nei prossimi decenni la popolazione che appartiene alla tradizione ebraica proseguirà l sua lenta decrescita, passando da 1,4 milioni del 2010 a 1,2 milioni nel 2050, restando circa lo 0,2% della popolazione europea.
Inoltre gli ebrei non resteranno più a lungo la seconda minoranza religiosa in Europa dopo i musulmani. A metà del secolo il numero di indu (2,7 milioni) e di buddisti (2,5 milioni) saranno raddoppiati rispetto agli ebrei.
(fonte: PEW Research Ceter; trad. it. Luisa Nitti)

Fonte: Voce Evangelica

UN GIORNO UNA PAROLA

D I C E M B R E
Versetto del mese:
““...chi di voi cammini nelle tenebre, privo di luce,confidi nel nome del Signore
e si appoggi al suo Dio”
(Isaia 50,10b)


Salmo della settimana: 80

Martedì 10 Dicembre


Il Signore disse a Mosè: «Ecco, io farò davanti a tutto il popolo meraviglie, quali non sono state mai fatte su tutta la terra» (Esodo 34, 10)
Gesù andava attorno per tuta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe e predicando il vangelo del regno, guarendo ogni malattia e ogni infermità tra il popolo (Matteo 4, 23)

Fede è quell’uccello che canta nella notte, quando è ancora buio.
Rabindranath Tagore

Isaia 26, 7; Isaia 45, 1- 8


Preghiera


Signore, insegnaci a confessare il nostro
peccato. Dacci intelligenza, per comprendere
quanto esso sia divenuto parte di
un sistema economico e culturale che
genera miseria.
Dacci compassione per evitare di rimanere
prigionieri del risentimento e della
vendetta dei torti subiti.
Dacci creatività, per trovare i modi possibili
per rimediare ai nostri errori.
Dacci speranza, per scongiurare che il
nostro peccato ci getti nella tristezza e
nella depressione.
Dacci fede, per credere che per quanto
grande sia il nostro peccato,
la tua grazia è sempre e comunque
sovrabbondante, in Cristo Gesù, nostro
Signore.





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COMMENTO AL VERSETTO

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo
Galati 5, 22

Diceva Martin Lutero: «Dove Dio ha costruito una chiesa, il diavolo costruisce anche lui una cappella». È vero. Il diavolo si fa sentire. E come. Siamo soliti ascoltare le cose negative intorno a noi, anche se le cose positive sono presenti. Per una ragione o altra quelle negative lasciano un segno profondo. Già per questo la vecchia abitudine di imparare a memoria questa frase dell’apostolo Paolo è un consiglio più che buono. Riporta in primo piano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito, al singolare. Le nove parole insieme formano il frutto dello Spirito. Non se ne possono scegliere alcune, e lasciarne da parte altre. Sono come gli spicchi di un mandarino, insieme formano il mandarino. Insieme questi spicchi formano il frutto dello Spirito.

Il frutto dello Spirito. Un frutto ha bisogno del tempo per crescere. Inoltre non cresce da solo. Grazie a Dio il frutto cresce. Ma questo non toglie la nostra responsabilità. Dal seme al frutto. Su molte cose non possiamo incidere più di tanto, penso al sole o alle tempeste ma possiamo comunque annaffiare, fertilizzare, potare.

Si può parlare del fattore Dio e del fattore umano con il frutto dello Spirito. Il fattore Dio implica che il frutto è in definitiva un dono di Dio, che è lo Spirito che permette al frutto di crescere nella tua vita. Ma il fattore umano è che ti concentri consapevolmente su quel frutto, che rimuovi gli ostacoli, che togli le erbacce, che dai l’acqua quando serve, etc.

Quando il frutto dello Spirito fiorisce nelle nostre vite, questo è in primo luogo un dono di Dio, ma anche i nostri sforzi hanno un loro ruolo. Dio ci vuole partecipi nel suo Regno.


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